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Cronache di Toki

Cinema Cinema Cinema.. e non solo

Creato da GiuseppeToki il 03/05/2009

"Sono cresciuto attraverso il cinema. Se mi sono interessato alla letteratura, alla musica è stato grazie al cinema" (Michael Powell)

 

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Post n°67 pubblicato il 24 Gennaio 2011 da GiuseppeToki
 

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

Con una collocazione della data di uscita che più perfetta e ironica non si può, arriva nelle sale la trasposizione cinematografica di un personaggio amatissimo (anche da me) lanciato dal comico lombardo prima sulla Rai e poi con la Gialappas' a Mai dire Domenica. Data di uscita perfetta perchè il buon Antonio Albanese ci ha visto benissimo qualche anno fa, creando una caricatura del politico italiano di destra tutto d'un pezzo, sessista e senza senso liberista che trova nei recenti scandali a sfondo sessuale una collocazione clamorosa,  cavallo di battaglia di una versione cinematografica che calca meno la mano sulla politica allo stato brado badando più agli aspetti sessuali-criminali del candidato sindaco calabrese e della sua ciurma. Qualcuno potrebbe definirla un'occasione sprecata di satira sovversiva di massa, ma è vero anche che proprio come nel film di Checco Zalone ogni battuta nasconde un velo di amarezza, di vergogna, frecciatine velenose che vengono percepite da una sola fetta di pubblico putroppo o per fortuna, lasciando allo spettatore medio la superficie comica "Alla Abatantuono", se si escludono riferimenti fin troppo evidenti come la divertentissima scena della clandestina brasiliana. Che dire della qualità del film? indipendentemente dalla vostra appartenenza alla schiera dei fan sfegatati o meno, Qualunquemente fa decisamente ridere, ha un ritmo discreto ed e' ben girato. Se è vero che da fan del personaggio non ho quasi mai smesso di ridere, c'e' da dire che le battute sono quelle che ti aspetti, ne più ne meno. Una versione potenziata degli sketch televisivi che alterna battute fenomenali a cali di ritmo evidenti, causati dalla difficoltà della sceneggiatura di trovare una dimensione non strettamente dipendente dalla frase culto di turno di Cetto. A risentire del difficile passaggio tv-cinema è la trama, che non presenta motivi d'interesse a meno che non siate tra quelli che hanno visto La Qualunque solo una o due volte su youtube. Giudizio più che sufficiente quindi, ma tenete in considerazione che è necessario apprezzare l'umorismo del protagonista per divertirsi pienamente. Al massimo vi mollo una dritta: c'e' del Berlusca in Cetto Laqualunque! scoop!! Ciao a tutti.

Voto : 6.5

 
 
 
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