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AFRICOM

Post n°456 pubblicato il 14 Novembre 2013 da Guerrino35

Criminali di guerra ruandesi sconfitti in Congo, ma AFRICOM cresce in buona salute

Glen Ford | blackagendareport.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

05/11/2013

Gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di permettere che qualcosa di simile alla giustizia faccia la sua apparizione in Africa centrale

Dopo 17 anni e la morte di sei milioni di congolesi, gli Stati Uniti hanno alla fine cambiato direzione nei loro sforzi per dominare l'Africa centrale. All'inizio di quest'anno, Washington ha tagliato gli aiuti militari al Ruanda, che insieme all'Uganda, altro alleato degli Stati Uniti, ha saccheggiato e terrorizzato il Congo orientale ricco di risorse minerarie sin dal 1996. In tutti questi anni, le amministrazioni Usa repubblicane e democratiche hanno profuso armi e denaro ai due stati clienti, proteggendoli dalle sanzioni dei forum e tribunali internazionali. Il genocidio in Congo era centrale per la politica statunitense nella regione. Mentre moriva l'8% della popolazione della Repubblica Democratica del Congo, i soldati e i teppisti di Ruanda e Uganda si sono arricchiti in qualità di intermediari, spedendo i preziosi minerali del Congo nei forzieri delle multinazionali. Nel frattempo, sia Ruanda che Uganda hanno forniti soldati per ogni missione militare approvata dagli Usa nel continente, in qualità di mercenari americani in Africa.

Allora, perché gli Stati uniti hanno modificato la loro politica? In primo luogo, a causa della pressione internazionale che alla lunga ha reso insostenibile per Washington continuare a inviare i suoi scagnozzi neri per destabilizzare l'Africa centrale. Il presidente Obama ha nominato l'ex senatore del Wisconsin, Russ Feingold, un liberale per gli standard americani, come suo emissario per la regione dei Grandi Laghi in Africa, e ha bloccato la consegna delle armi al Ruanda. Gli americani hanno permesso alle Nazioni Unite di formare una speciale brigata d'intervento di 3000 uomini autorizzata ad usare la forza contro il cosiddetto gruppo ribelle M23, che in realtà è guidato dal governo tutsi del Ruanda. Questa settimana, le forze d'intervento dell'Onu, sostenute dall'esercito congolese hanno sconfitto il gruppo M23, spingendo alla fuga i suoi resti attraverso i confini ruandesi e ugandesi. I "ribelli" hanno annunciato la fine alla loro insurrezione.

Non ci si può attendere che il dittatore ruandese Paul Kagame si rivolga contro i propri uomini

Tuttavia, il Ruanda non ha mai riconosciuto l'M23 come una propria creazione, o il fatto che molti alti ufficiali dei combattenti sono membri delle forze armate ruandesi. Secondo "Friends of Congo", un gruppo di pressione con sede a Washington, c'è un solo modo per garantire che M23 non riemerga con qualche altro nome: portare a giudizio questi criminali genocidi. Tuttavia, ciò richiederebbe una loro consegna da parte del Ruanda alla Repubblica Democratica del Congo o a qualche autorità internazionale. E dal dittatore ruandese Paul Kagame non si può pretendere che bruci i suoi uomini, mentre agli Stati Uniti non andrebbe a genio di affrontare una serie di processi in cui il loro ruolo nel massacro di milioni di persone sarebbe rivelato con dettagli imbarazzanti.

Pertanto, anche se Washington ha messo della distanza tra Usa e Ruanda, gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di permettere che qualcosa di prossimo alla giustizia faccia la sua apparizione in Africa centrale. Il comando militare statunitense AFRICOM è cresciuto a passi da gigante sotto il presidente Obama - con lo stazionamento permanente di una brigata di truppe americane in Africa - e la rinforzata presenza militare delle Nazioni Unite nella regione fa esattamente quello Washington dice loro di fare. Proprio come accade per i regimi ruandesi e ugandesi, che devono comprendere di essere solo ingranaggi della macchina imperiale. L'impero americano è vivo e in crescita in Africa centrale.

 
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