In un mondo sempre più frenetico dove il ritmo della vita e dei pensieri viaggiano ad alta velocità assaporiamo sempre più il tutto in un modo quasi adrenalinico, con irruenza ed impulsività, esaltazione ed eccessiva eccitazione.Tutto bello, unico, fulminante… sazi al momento e poi?Già perché dopo un po’ ci si stanca, si cerca e si vuole dell’altro, di più, ed allora mi domando quanto siamo capaci di stimolare e di lasciar libera la nostra immaginazione, il perverso gusto di quel “non sapere” sorreggendosi solo sulle proprie intuizioni e sensazioni…L’attesa… il saper attendere… aspettative che nascono e crescono nella nostra mente, desideri che vagano in cerca di risposte tra sogni e fantasticherie, tra enigmi e paradossi. C’è chi vive l’attesa come tensione e chi sa coltivarla vivendola pienamente, coinvolgendo anima e corpo al solo immaginario desiderio di un qualcosa che ci aggrada, che ci fa sentir vivi, tra fantasia e realtà facendo scaturire l’idea di prendersi un qualcosa che magari sarà anche difficile da ottenere ma che ci stimola alla scoperta e non sto parlando di un’attesa silenziosa, passiva, assente, sterile…C’è chi dell’attesa ne fa un’arte, fatta di pazienza e maturità, stando attento ad ogni sfumatura, ad ogni suo particolare allo scopo di migliorare se stesso per arrivare pronto ad un piacere inimmaginabile e saperlo vivere intensamente ed in tutta la sua pienezza.Ingrediente essenziale del desiderio per ambire a qualcosa di immaginato, capace di risvegliare i propri sensi, la propria psiche, la volontà e la capacità di lasciar prender forma ad un progetto, ad un’intuizione, ad un’attrazione, facendola crescere e prender forma, affinando i propri sentimenti, talenti, competenze per arrivare a gioie profonde ed uniche, ricche di intensità e passionalità, emozioni che rimangono nel tempo e nel cuore…
L'ATTESA
In un mondo sempre più frenetico dove il ritmo della vita e dei pensieri viaggiano ad alta velocità assaporiamo sempre più il tutto in un modo quasi adrenalinico, con irruenza ed impulsività, esaltazione ed eccessiva eccitazione.Tutto bello, unico, fulminante… sazi al momento e poi?Già perché dopo un po’ ci si stanca, si cerca e si vuole dell’altro, di più, ed allora mi domando quanto siamo capaci di stimolare e di lasciar libera la nostra immaginazione, il perverso gusto di quel “non sapere” sorreggendosi solo sulle proprie intuizioni e sensazioni…L’attesa… il saper attendere… aspettative che nascono e crescono nella nostra mente, desideri che vagano in cerca di risposte tra sogni e fantasticherie, tra enigmi e paradossi. C’è chi vive l’attesa come tensione e chi sa coltivarla vivendola pienamente, coinvolgendo anima e corpo al solo immaginario desiderio di un qualcosa che ci aggrada, che ci fa sentir vivi, tra fantasia e realtà facendo scaturire l’idea di prendersi un qualcosa che magari sarà anche difficile da ottenere ma che ci stimola alla scoperta e non sto parlando di un’attesa silenziosa, passiva, assente, sterile…C’è chi dell’attesa ne fa un’arte, fatta di pazienza e maturità, stando attento ad ogni sfumatura, ad ogni suo particolare allo scopo di migliorare se stesso per arrivare pronto ad un piacere inimmaginabile e saperlo vivere intensamente ed in tutta la sua pienezza.Ingrediente essenziale del desiderio per ambire a qualcosa di immaginato, capace di risvegliare i propri sensi, la propria psiche, la volontà e la capacità di lasciar prender forma ad un progetto, ad un’intuizione, ad un’attrazione, facendola crescere e prender forma, affinando i propri sentimenti, talenti, competenze per arrivare a gioie profonde ed uniche, ricche di intensità e passionalità, emozioni che rimangono nel tempo e nel cuore…