Proprio oggi, noi che viviamo nella Riserva di Pine Ridge, stiamo in quella che la società 'bianca' ha definito "area di sacrificio nazionale". Questo significa che abbiamo tanti depositi d'uranio sotto di noi e che la società 'bianca' (NON noi) ha bisogno di questo uranio quale materiale per la produzione energetica. Il modo più efficiente e più a buon mercato per l'estrazione e il trattamento dell'uranio è quello di abbandonare gli enormi quantitativi di scorie proprio vicino ai posti di lavoro. Proprio qui dove viviamo. Queste scorie sono radioattive e renderanno l'intera regione inabitabile per sempre. Questo, per la società bianca, è considerato un prezzo "accettabile" da pagare per lo sviluppo delle risorse energetiche. La stessa cosa sta succedendo nelle terre dei Navajo, degli Hopi, dei Cheyenne del Nord, dei Crow e in altre regioni. Si calcola che oltre il 60 per cento dell'energia degli USA si trovi sotto le terre delle Riserve Indiane, dunque non si può certo parlare di un problema trascurabile. Per gli Indiani americani si tratta di una questione di sopravvivenza nel senso più stretto del termine. Stiamo resistendo a coloro che ci vogliono trasformare in un'area di 'sacrificio nazionale', che ci vogliono trasformare in un popolo di 'sacrificio nazionale'. I costi di questo processo industriale NON sono, per noi, accettabili.
Russel Means
Proprio oggi, noi che viviamo nella Riserva di Pine Ridge, stiamo in quella che la società 'bianca' ha definito "area di sacrificio nazionale". Questo significa che abbiamo tanti depositi d'uranio sotto di noi e che la società 'bianca' (NON noi) ha bisogno di questo uranio quale materiale per la produzione energetica. Il modo più efficiente e più a buon mercato per l'estrazione e il trattamento dell'uranio è quello di abbandonare gli enormi quantitativi di scorie proprio vicino ai posti di lavoro. Proprio qui dove viviamo. Queste scorie sono radioattive e renderanno l'intera regione inabitabile per sempre. Questo, per la società bianca, è considerato un prezzo "accettabile" da pagare per lo sviluppo delle risorse energetiche. La stessa cosa sta succedendo nelle terre dei Navajo, degli Hopi, dei Cheyenne del Nord, dei Crow e in altre regioni. Si calcola che oltre il 60 per cento dell'energia degli USA si trovi sotto le terre delle Riserve Indiane, dunque non si può certo parlare di un problema trascurabile. Per gli Indiani americani si tratta di una questione di sopravvivenza nel senso più stretto del termine. Stiamo resistendo a coloro che ci vogliono trasformare in un'area di 'sacrificio nazionale', che ci vogliono trasformare in un popolo di 'sacrificio nazionale'. I costi di questo processo industriale NON sono, per noi, accettabili.