HUNKAPI

Sequoyah, guerriero tipografo


Nel 1776 dal matrimonio della figlia di un capo Cherokee con un commerciante di pellicce, nasceva vicino alla città di Tanasee, nel Tennessee, il piccolo George Gist, conosciuto con il nome indiano di Sequoyah.Forse nato handicappato, il suo nome indiano infatti significa "piede di porco", Sequoyah si trasferì da giovane, a causa dei rapporti tra gli indiani e i bianchi, in Georgia dove imparò a lavorare l'argento.Fu facendo questo lavoro che qualcuno suggerì a Sequoyah, allora analfabeta, di firmare i propri pezzi come usavano fare gli argentieri bianchi. Sequoyah si rivolse ad un ricco agricoltore della zona che gli insegnò i rudimenti della scrittura.Fu nel 1809, che Sequoyah ebbe la prima intuizione di creare un alfabeto attraverso il quale si potesse esprimere la lingua Cherokee. La Nazione Cherokee era particolarmente portata ad una integrazione con la società dei bianchi. Possedeva un sistema di rappresentanza attraverso un Consiglio Nazionale, le donne usavano abiti di foggia occidentale, i guerrieri erano inquadrati in un reggimento Cherokee che fu impegnato nella guerra contro i Creek, in Alabama, e nel quale si arruolò lo stesso Sequoyah. Fu qui che emerse la percezione della grave carenza di non poter scrivere e leggere ordini o di segnalare notizie senza un sistema di scrittura adeguato.Fu la spinta decisiva che mosse Sequoyah a definire un alfabeto per il suo popolo. Il primo tentativo riguardè l'uso di pittogrammi, ma di fronte al numero di migliaia di segni che ne derivavano, Sequoyah cambiè approccio. Sulla base di un sistema fonetico creò un alfabeto di 86 segni (inizialmente 115, poi ridotti) ognuno dei quali corrispondeva ad una sillaba, che chiamò Falling leaves, le foglie cadenti, come ironicamente venivano definite le parole dei bianchi.Sequoyah testò con successo la sua invenzione con la figlia che imparò rapidamente l'uso del nuovo alfabeto e durante una causa presso la corte Cherokee il nostro autore potè leggere una memoria scritta su carta. l'Adozione dell'Invenzione di Sequoya non fu immediata. Il consiglio dei capi la riteneva inizialmente l'opera del demonio e arrivò a minacciare il taglio delle sue dita se non avesse interrotto quella sperimentazione.Fu dunque nel 1821 che la Nazione Cherokee adottò ufficialmente il nuovo mezzo alfabetico e grazie ad esso in pochi mesi migliaia di indiani furono in grado di leggere e scrivere nella propria lingua.Il successo della scrittura fu tale che nel 1826 fu decisa la costruzione a New Echota, la capitale Cherokee, di una tipografia, fu acquistata una macchina da stampa e furono fusi in piombo i nuovi caratteri alfabetici. Venne così dato alle stampe nel 1828 il Cherokee Phoenix che rappresentè il primo giornale dei nativi americani e costituì il cardine delle ambizioni nazionalistiche degli indiani.La presa di coscienza della propria cultura e dei propri diritti attraverso la scrittura non riuscirono comunque a salvare la nazione indiana dalla feroce aggressione della civiltà bianca.Nel 1828 il governo americano negoziò per trasferire il popolo Cherokee dall'Arkansas all'oklahoma. I termini del trasferimento furono discussi a Washington con una delegazione di cui faceva parte anche il nostro Sequoyah. Ma nonostante il rispetto dei termini da parte degli indiani, le pretese del governo non si esaurirono qui. Negli anni successivi si fece sentire sempre più pressante la pretesa di un ulteriore trasferimento per disporre delle terre agognate dai coloni bianchi dopo la scoperta dell'oro.I Cherokee dando prova di un'incrollabile fiducia nella legge, iniziarono una lunga serie di ricorsi processuali tesi a dimostrare l'infondatezza legale delle pretese del governo sulle loro terre ed ottenendo, incredibilmente, ragione in tutti i gradi di giudizio fino alla Corte Suprema. La Nazione Cherokee fu riconosciuta come nazione sovrana per il proprio sistema rappresentativo e anche evidentemente per il possesso di una cultura scritta. Il Cherokee Phoenix fu pubblicato fino al 1834, anno in cui la famigerata Guardia Georgiana mise brutalmente sotto controllo il popolo Cherokee distruggendo, fra l'altro, la tipografia. Nel 1838, la drammatica conclusione. Prendendo a pretesto l'accettazione di un piccolo gruppo di indiani (500 sugli oltre 17.000) del decreto di rimozione, i Cherokee furono trasferiti forzatamente dall'esercito nella Georgia del Nord attraverso quello che fu definito, per le inumane condizioni e le pesanti perdite di vite umane, il "Cammino delle lacrime".Pochi anni dopo, nel 1843, Sequoyah si spegneva in Messico.Nel 1954 una campagna archeologica sul sito dell'Antica capitale, New Echota, portò alla luce i resti della vecchia tipografia Cherokee e, con il più grande stupore degli studiosi, furono lì rinvenuti oltre 1700 caratteri tipografici. Con l'apertura nel 1962 del New Echota State Park è oggi possibile visitare la replica dello storico edificio della stamperia indiana con dentro i tipi originali.