Un Salto Nel BuioUn salto nel buio è una commedia divertente, ironica e pungente.La scena si apre con un personaggio grottesco, di nome Jafar, direttore di scena egiziano. Durante la sua assenza, la regista che gestisce il teatro Zuse, ha aperto un laboratorio teatrale integrato con undici non vedenti, quattro ragazzi vedenti ed un ragazzo down, quando lo comunica a Jafar, egli rimane sgomento ed interdetto, ponendosi mille domande.La figura di Jafar rappresenta l’inconsapevolezza comune nei confronti della diversità.Alla segreteria del teatro Zuse c’è una signora napoletana sui quarant’anni, Anna Maria, buffa, goffa e distratta, un personaggio carico di comicità, i suoi ingressi sono sempre animati da una frase ricorrente.Gli attori del teatro Zuse sono un po’ abbandonati a loro stessi, ma il debutto incombe, e nonostante la regista sia sempre in ritardo, anzi, spesso non si presenta alle prove, i ragazzi continuano a lavorare sullo spettacolo “un salto nel buio”, grazie a Milly, la giovane, aiuto regista.L’unico personaggio serio nel corpo docenti è l’insegnante di canto, Eva, di origine francese, sui quarant’anni, molto carina, pignola, stacanovista, la vedremo una volta soltanto perdere il controllo, in una scena carica di comicità, quando entra in contrasto con Jafar, che non perde mai occasione per corteggiarla, disturbando le lezioni.La scena teatrale è divisa in due ambienti, grazie ad un velatino: la porzione posteriore rappresenta la vita di tutti i giorni, la porzione anteriore il teatro Zuse.La scena è rappresentata da una scacchiera bianca e nera, gli attori sono vestiti di nero, le attrici di bianco, unico elemento di colore è il rosso, ed i personaggi si muoveranno nei due ambienti come pedine che giocano una partita tra la vita ed il teatro. Il ritmo è incalzante su un montaggio cinematografico. I dialoghi sono nati dal desiderio di comunicare e di farsi conoscere, brevi monologhi frutto della loro fantasia e dei grandi autori del teatro del ‘900.La sinergia tra gli artisti ed i ragazzi ha fatto si, che dal movimento incerto di chi non percepisce lo spazio, potesse nascere un nuovo linguaggio corporeo, che su musica si traduce in una coreografia suggestiva per lo spettatore. Questo intreccio drammaturgico, tra la vita e il teatro, ha un altro importante attore protagonista: “ il buio “. Attraverso momenti di buio intenso, lo spettatore vivrà un forte impatto sensoriale, che gli permetterà di diventare attore ed immedesimarsi con quello che accade sulla scena. Una parte molto suggestiva dello spettacolo è caratterizzata dalla presenza di quattordici clown.Il teatro vive di proiezione date dall’esistenza e la vita a volte si trasforma in una farsa teatrale.Questo testo nasce, dall’esigenza di comunicare un mondo e un modo di vivere che non tutti conoscono.Uno spettacolo senza retorica ma con importanti spunti di riflessione. In questo schema laboratoriale è uscito un copione unico e divertente.
Sinossi
Un Salto Nel BuioUn salto nel buio è una commedia divertente, ironica e pungente.La scena si apre con un personaggio grottesco, di nome Jafar, direttore di scena egiziano. Durante la sua assenza, la regista che gestisce il teatro Zuse, ha aperto un laboratorio teatrale integrato con undici non vedenti, quattro ragazzi vedenti ed un ragazzo down, quando lo comunica a Jafar, egli rimane sgomento ed interdetto, ponendosi mille domande.La figura di Jafar rappresenta l’inconsapevolezza comune nei confronti della diversità.Alla segreteria del teatro Zuse c’è una signora napoletana sui quarant’anni, Anna Maria, buffa, goffa e distratta, un personaggio carico di comicità, i suoi ingressi sono sempre animati da una frase ricorrente.Gli attori del teatro Zuse sono un po’ abbandonati a loro stessi, ma il debutto incombe, e nonostante la regista sia sempre in ritardo, anzi, spesso non si presenta alle prove, i ragazzi continuano a lavorare sullo spettacolo “un salto nel buio”, grazie a Milly, la giovane, aiuto regista.L’unico personaggio serio nel corpo docenti è l’insegnante di canto, Eva, di origine francese, sui quarant’anni, molto carina, pignola, stacanovista, la vedremo una volta soltanto perdere il controllo, in una scena carica di comicità, quando entra in contrasto con Jafar, che non perde mai occasione per corteggiarla, disturbando le lezioni.La scena teatrale è divisa in due ambienti, grazie ad un velatino: la porzione posteriore rappresenta la vita di tutti i giorni, la porzione anteriore il teatro Zuse.La scena è rappresentata da una scacchiera bianca e nera, gli attori sono vestiti di nero, le attrici di bianco, unico elemento di colore è il rosso, ed i personaggi si muoveranno nei due ambienti come pedine che giocano una partita tra la vita ed il teatro. Il ritmo è incalzante su un montaggio cinematografico. I dialoghi sono nati dal desiderio di comunicare e di farsi conoscere, brevi monologhi frutto della loro fantasia e dei grandi autori del teatro del ‘900.La sinergia tra gli artisti ed i ragazzi ha fatto si, che dal movimento incerto di chi non percepisce lo spazio, potesse nascere un nuovo linguaggio corporeo, che su musica si traduce in una coreografia suggestiva per lo spettatore. Questo intreccio drammaturgico, tra la vita e il teatro, ha un altro importante attore protagonista: “ il buio “. Attraverso momenti di buio intenso, lo spettatore vivrà un forte impatto sensoriale, che gli permetterà di diventare attore ed immedesimarsi con quello che accade sulla scena. Una parte molto suggestiva dello spettacolo è caratterizzata dalla presenza di quattordici clown.Il teatro vive di proiezione date dall’esistenza e la vita a volte si trasforma in una farsa teatrale.Questo testo nasce, dall’esigenza di comunicare un mondo e un modo di vivere che non tutti conoscono.Uno spettacolo senza retorica ma con importanti spunti di riflessione. In questo schema laboratoriale è uscito un copione unico e divertente.