Hactor

upocritès


Prof. Paolino.-   …... Ah, così si dice! (Sillabando) : Non-lo-so!- Ve l'insegno io:-Commediante, in greco, si dice: upocritès - E perché upocritès?(A Belli): A lei: che cosa fanno i commedianti? Belli.-             Mah... rècitano, mi pare. Prof. Paolino.-          Le pare? Non è sicuro? E perché rècitano, si chiamano ipocriti? Le pare giusto chiamare ipocrita uno che recita per professione? Se recita, fa il suo dovere! Non può chiamarlo ipocrita!-Chi chiama così lei, invece, cioè con questo nome che i greci davano ai commedianti? Giglio.- (come se tutt'a un tratto gli si facesse lume) Ah, uno che finge, signor professore! Prof. Paolino.-           Ecco. Uno che finge, come un commediante appunto, che finge una parte, poniamo il re, mentre è un povero straccione; o un’altra parte qualsiasi. Che c’è di male in questo? Niente. Dovere! Professione!- Quand’è il male, invece? Quando non si è più così ipocriti per dovere, per professione sulla scena; ma per gusto, per tornaconto, per malvagità, per abitudine, nella vita-o anche per civiltà-sicuro! Perché civile, esser civile vuol dire proprio questo: -dentro, neri come corvi; fuori bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele. O quando si entra qua e si dice:-Buon giorno, signor professore, invece di:-Vada al diavolo, signor professore!    PIRANDELLOL’uomo,la bestia e la virtù (Atto I, Sc.III)