Il Condominio Occidentale Anna ha una figlia. Ma non ha più una casa, un lavoro né una famiglia da offrirle. Ora vivono in macchina, al campo. Anna ha dovuto sacrificare sé stessa per poter ottenere quell’angolo di mondo e ora deve lottare per nascondere questo status sociale infelice che rappresenta in verità la sua più grande minaccia. Anna non vuole perdere la figlia che gli assistenti sociali vorrebbero destinare ad una famiglia in grado di farla crescere nel rispetto della sua identità; ma finirà per perderla dietro un sogno di normalità che per lei diventerà un incubo. ‘…Bisogna preoccuparsi quando i figli non fanno più domande, perché probabilmente hanno trovato la risposta da soli e magari è la peggiore tra le tante risposte possibili.’La pièce, adattamento dell’omonimo romanzo di Paola Musa -vincitore del premio Chàmbery Premier Roman 2009 e premio Primo Romanzo Città di Cuneo 2009- ha una doppia valenza: smaschera i tanto diffusi, quanto banali preconcetti sulla disabilità ed esalta i temi sociali del nostro presente, dalla violenza sulla donna, alla vergogna della povertà, dalla solitudine, alla contraddizione di una società che promette pari opportunità ed è incapace di mantenere tale impegno.È quindi un pregevole paradosso quello di portare ‘alla luce’ Un universo dove i sentimenti sono destinati a mutare, dove i rapporti si incrinano, dove la paura di perdere anche la dignità rende soli. Dove gli spazi si riducono al punto da provocare un disagio psicologico e dove, spogliati di tutto, non ci si sente al riparo da nulla. Un universo dietro l’angolo, dove la ‘povertà è organizzata, organizzata bene’ e dove ‘…Alla lunga stanca pure disperà’.2010 è stato proclamato dalla Unione Europea l’anno della lotta alle nuove povertà e all’esclusione sociale. Ottantaquattro milioni di cittadini europei sono in condizioni di rischio.la nuova povertà con le sue storie di invisibili grazie al lavoro di una compagnia di 16 attori non vedenti, ipovedenti e normodotati, con una scrittura ed una regia che ci permettono di mettere a fuoco la realtà, anche con gli occhi dell’anima, giocando con le luci e con la scena, creando differenti livelli di visibilità, quella degli attori ipovedenti, quella dei personaggi offuscati dalla sofferenza, quella del pubblico che tenta di discernere tra un velatino e una quinta, la storia passata, presente, immaginata. Approda per la prima volta a teatro, inoltre, un’iniziativa nata al Cinema, che rende lo spettacolo accessibile a tutti, anche a non vedenti e non udenti. Il sistema permette ai non udenti di leggere le didascalie con indicazioni su suoni, sui rumori e sulla colonna sonora, oltre alla trascrizione dei dialoghi, mentre i non vedenti vengono dotati di una cuffia a onde radio che completano i dialoghi con descrizioni di azioni, stati d’animo e paesaggi. Teatro Senza Barriere è reso possibile grazie alla collaborazione delle società Raggio Verde e EVM. Teatro Senza Barriere
CONDOMINIO OCCIDENTALE
Il Condominio Occidentale Anna ha una figlia. Ma non ha più una casa, un lavoro né una famiglia da offrirle. Ora vivono in macchina, al campo. Anna ha dovuto sacrificare sé stessa per poter ottenere quell’angolo di mondo e ora deve lottare per nascondere questo status sociale infelice che rappresenta in verità la sua più grande minaccia. Anna non vuole perdere la figlia che gli assistenti sociali vorrebbero destinare ad una famiglia in grado di farla crescere nel rispetto della sua identità; ma finirà per perderla dietro un sogno di normalità che per lei diventerà un incubo. ‘…Bisogna preoccuparsi quando i figli non fanno più domande, perché probabilmente hanno trovato la risposta da soli e magari è la peggiore tra le tante risposte possibili.’La pièce, adattamento dell’omonimo romanzo di Paola Musa -vincitore del premio Chàmbery Premier Roman 2009 e premio Primo Romanzo Città di Cuneo 2009- ha una doppia valenza: smaschera i tanto diffusi, quanto banali preconcetti sulla disabilità ed esalta i temi sociali del nostro presente, dalla violenza sulla donna, alla vergogna della povertà, dalla solitudine, alla contraddizione di una società che promette pari opportunità ed è incapace di mantenere tale impegno.È quindi un pregevole paradosso quello di portare ‘alla luce’ Un universo dove i sentimenti sono destinati a mutare, dove i rapporti si incrinano, dove la paura di perdere anche la dignità rende soli. Dove gli spazi si riducono al punto da provocare un disagio psicologico e dove, spogliati di tutto, non ci si sente al riparo da nulla. Un universo dietro l’angolo, dove la ‘povertà è organizzata, organizzata bene’ e dove ‘…Alla lunga stanca pure disperà’.2010 è stato proclamato dalla Unione Europea l’anno della lotta alle nuove povertà e all’esclusione sociale. Ottantaquattro milioni di cittadini europei sono in condizioni di rischio.la nuova povertà con le sue storie di invisibili grazie al lavoro di una compagnia di 16 attori non vedenti, ipovedenti e normodotati, con una scrittura ed una regia che ci permettono di mettere a fuoco la realtà, anche con gli occhi dell’anima, giocando con le luci e con la scena, creando differenti livelli di visibilità, quella degli attori ipovedenti, quella dei personaggi offuscati dalla sofferenza, quella del pubblico che tenta di discernere tra un velatino e una quinta, la storia passata, presente, immaginata. Approda per la prima volta a teatro, inoltre, un’iniziativa nata al Cinema, che rende lo spettacolo accessibile a tutti, anche a non vedenti e non udenti. Il sistema permette ai non udenti di leggere le didascalie con indicazioni su suoni, sui rumori e sulla colonna sonora, oltre alla trascrizione dei dialoghi, mentre i non vedenti vengono dotati di una cuffia a onde radio che completano i dialoghi con descrizioni di azioni, stati d’animo e paesaggi. Teatro Senza Barriere è reso possibile grazie alla collaborazione delle società Raggio Verde e EVM. Teatro Senza Barriere