Creato da fading_of_the_day il 17/11/2010

Fading of the day

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In Thy Name I Shall Perish

Post n°227 pubblicato il 28 Dicembre 2015 da fading_of_the_day
 

 

Prendimi Satana,
abbracciami tra le spire della tua coda di serpente.
Prendimi, perchè i demoni che danzano dentro in me sono tuoi fratelli.

Prendimi, se non ora stanotte, ben prima che sorga l'alba, in quel limbo brumoso dove i sogni nascono e muoiono prima che la mano del mattino possa afferrarli.

Io sono uno e nessuno.

Sono Quasimodo, che suona il pianoforte nei sotterranei. Provo vergogna nel mostrare al mondo la mia deformità interiore, ma allo stesso tempo sono incapace di rimanere in silenzio.

Sono il pilota, che schiaccia il piede e sorpassa la vita con il braccio fuori dal finestrino, mentre il sole muore all'orizzonte e disegna il suo volto su nuvole spruzzate d'arancio.

Sono Icaro, illuso dal suo viaggio impossibile. Con gli occhi in estasi sono in volo verso la meravigliosa utopia di raggiungere la mia dea.

Sono il poeta, l'umile servitore che ad ogni verso vede morire una parte di sè. Scrivo di sogni mercenari sfamati dalle illusioni, che durano il breve momento in cui la penna si imprime sul foglio bianco. E solo l'inchiostro conosce il valore di ogni più piccolo silenzio.

Sono il condottiero, con poche medaglie sul petto e l'uniforme sporca, sfinito dalle tante Waterloo annotate nelle sue memorie.

Sento la vita scorrere via tra le grate di un tombino che porta dritto al grande oceano placido.

Siamo sempre in attesa di qualcosa noi esseri umani. Lottiamo e ci affanniamo per afferrare il briciolo di speranza che ci serve per portare avanti le nostre povere esistenze. E, una volta che lo abbiamo conquistato, sfidiamo il il ricco fato per rubargliene ancora. E ancora.

L'amore è il peggiore dei sentimenti perchè cambia senza che lo vogliamo. A volte scompare all'improvviso come una lampadina che si fulmina e ci immerge nel buio più nero. Altre, nasce dal nulla senza preavviso e sbatte e risacca come onda elettrica dentro lo stomaco.

L'amore è il più doloroso dei sentimenti perchè si può usare contro sè stessi. E' la lama del pugnale che taglia sempre la stessa ferita, che sanguina ma che non fa morire.

L'ho fatto di nuovo e non avrei dovuto. Ho ripercorso le linee del suo viso e riascoltato i bemolle della sua voce e mi ha fatto male, come graffio di carta vetrata nella gola. Lo so e non ci posso far niente, il dolore dà quella sensazione effimera di soddisfazione. Come una droga. Mi fa sentire vivo e mi uccide.

Sono morto e non me ne sono reso conto. Vivo giorni insonni e notti troppo buie per cancellare i ricordi. Vorrei svegliarmi una mattina ed avere la soluzione o il coraggio di spegnere definitivamente quella luce dentro di me. Vivo la mia vita perdendone altre mille, tra cui c'è quella accanto a lei.

Io sono uno e nessuno. Lei è tutto.

Lei e la sua pelle di luna, latte dello spazio siderale. Lei e le sue labbra di melograno. Lei e quella fiamma negli occhi, il bagliore di una scintilla primordiale, l'estasi dell'innocenza. Lei che affonda le sue dita nel mio petto e poi le ritrae, toccando appena sottili corde d'arpa.

Lei, che mi entra dentro e mi fa piangere, e mi fa male fino al dolore fisico. Come un calcio nello stomaco che mi fa smettere di aver fame e sete e voglia di vivere.

Chissà cosa c'è dietro al conoscerla appena ed amarla alla follia, se una follia ancor più grande o un dono che non avrei voluto avere.

Chissà cosa c'è dietro al guardarla negli occhi  e non riuscire a parlare.

Non posso pensare a lei senza fare a meno di provare un vuoto, la malinconia del volo da una scogliera sulla quale lascio tutto. Pensieri, dolori e amore. Avrei voglia di gettarmi alle spalle ogni cosa, ogni indecisione, ogni gabbia, ogni tormento. Spegnere per sempre il brusio del mondo che è chiassoso nella mia testa e mi impedisce di pensare. Avrei voglia di lasciarmi cadere ed aggrapparmi alle sue ali d'angelo.

Io sono uno e nessuno. Tu sei tutto.

Prendimi Satana, perchè se non lei, allora nessun'altra.

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Commenti al Post:
oltre_ogni_suono
oltre_ogni_suono il 04/01/16 alle 11:32 via WEB
La poesia e l'amore sono alcune delle cose più belle che un umano possa sprigionare, alcune delle cose che può mandare in estasi uomini e donne e farle sognare, emozionare e stare bene, ma dall'altro lato delle medaglia sono due delle cose che possono intristire l'uomo, angosciarlo, farlo stare male e distruggerlo nello spazio breve delle rime. L'amore è poesia, ognuno ne canta i versi in base alle cose belle e a quelle brutte e tu, amico mio, in questa prosa hai cantato una sorta di gesta epiche di un amore che distrugge totalmente qualcuno perchè non appagato da questo grande sentimento. Lei è andata via e la prima emozione che lui sente è quella di desiderio di morte, la sente scorrere sotto la sua pelle e non sa fare altro che desiderarla. Ci sono ancora tante cose da svelare e capire in questa vicenda che già sta diventando cupa e dolorosa. Il cuore si stringe e cercare di comprendere quel profondo dolore che lui prova, che traspira di tutti i momenti belli passati con lei e che lui sa che non torneranno mai più. Un caro saluto mentre attendo il resto della storia
 
 
fading_of_the_day
fading_of_the_day il 04/01/16 alle 14:07 via WEB
Hai tracciato un interessante triangolo amore-poesia-dolore, in cui la poesia può essere considerato il vertice più alto di questa ideale figura geometrica, per il semplice motivo che la poesia può essere sia amore che dolore. Anche allo stesso tempo, anche nella stessa strofa. Ci troviamo, di nuovo, di fronte a quella dualità che accompagna da sempre l'essere umano: quel bianco e quel nero di cui sembra esser fatto sin dal primo istante in cui il suo corpo fu plasmato. A volte l'ago della bilancia pende da una parte, altre pende dall'altra. Tuttavia, ci sono dei casi in cui rimane esattamente nel mezzo. E proprio questi sono quelli più interessanti... Ciao cara lettrice e a presto.
 
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