Ernesto ormai aveva passato la settantina. Fino a settanta anni era stato sempre bene di salute, vigoroso e forte, poi al giro di boa dei 70 anni si era ammalato e si trovava su di una sedia a rotelle.Da giovane era stato un discreto calciatore, tennista, motociclista e anche pilota di rally.Aveva gareggiato anche in tornei di tiro con l'arco dato che possedeva da giovane un'ottima vista e mano ferma.Quella sera capì che il momento era arrivato, chiamò la domestica, le porse una chiave e le disse : "Per favore, scendi in cantina, tra straccie polvere troverai una scatola di cartone, portamela qui".La domestica ubbidì e tornò dopo una ventina di minuti.Gli diede la scatola e se ne uscì dalla stanza.Ernesto soffiò sulla scatola e l'aria si riempì di polvere. Poi con un panno tolse quella che era rimasta sul coperchio.L'aprì, era piena di buste, lettere e qualche fotografia ingiallita.Inforcò gli occhiali, e ad una ad una le lesse tutte quante. Alla fine aveva gli occhi arrossati di polvere e ricordi.Quando finì di leggere (erano quasi le tre di notte), le ripose nuovamente dentro lo scatolo, da cui tirò fuori un cofanetto, di quelli che custodiscono gli anelli.Con uno scatto, il cofanetto si aprì, e brillò illuminata dalla luce dell'abat-jour una fedina, ancora lucida e brillante, nonostante fosse custodita lì dentro da oltre 50 anni.Lui, la guardò, poi la prese delicatamente, quasi fosse una reliquia, e se la infilò al dito e la guardò di nuovo. Gli veniva larga e quindi strinse il pungo per non farla scivolare.Appoggiò la mano sul bracciolo della sedia, e ad occhi chiusi fantasticava e ricordava momenti felici.Poi, vinto forse dalla stanchezza, reclinò il capo, il braccio gli scivolò penzoloni,l'anello gli si sfilò dal dito e cadde per terra tintinnando diverse volte e girando su sè stesso, fino a quando lentamente si fermò e si adagiò sul pavimento.Nello stesso istante, Ernesto chiuse gli occhi.........per sempre.FINE
Racconto (breve) della notte : La fedina
Ernesto ormai aveva passato la settantina. Fino a settanta anni era stato sempre bene di salute, vigoroso e forte, poi al giro di boa dei 70 anni si era ammalato e si trovava su di una sedia a rotelle.Da giovane era stato un discreto calciatore, tennista, motociclista e anche pilota di rally.Aveva gareggiato anche in tornei di tiro con l'arco dato che possedeva da giovane un'ottima vista e mano ferma.Quella sera capì che il momento era arrivato, chiamò la domestica, le porse una chiave e le disse : "Per favore, scendi in cantina, tra straccie polvere troverai una scatola di cartone, portamela qui".La domestica ubbidì e tornò dopo una ventina di minuti.Gli diede la scatola e se ne uscì dalla stanza.Ernesto soffiò sulla scatola e l'aria si riempì di polvere. Poi con un panno tolse quella che era rimasta sul coperchio.L'aprì, era piena di buste, lettere e qualche fotografia ingiallita.Inforcò gli occhiali, e ad una ad una le lesse tutte quante. Alla fine aveva gli occhi arrossati di polvere e ricordi.Quando finì di leggere (erano quasi le tre di notte), le ripose nuovamente dentro lo scatolo, da cui tirò fuori un cofanetto, di quelli che custodiscono gli anelli.Con uno scatto, il cofanetto si aprì, e brillò illuminata dalla luce dell'abat-jour una fedina, ancora lucida e brillante, nonostante fosse custodita lì dentro da oltre 50 anni.Lui, la guardò, poi la prese delicatamente, quasi fosse una reliquia, e se la infilò al dito e la guardò di nuovo. Gli veniva larga e quindi strinse il pungo per non farla scivolare.Appoggiò la mano sul bracciolo della sedia, e ad occhi chiusi fantasticava e ricordava momenti felici.Poi, vinto forse dalla stanchezza, reclinò il capo, il braccio gli scivolò penzoloni,l'anello gli si sfilò dal dito e cadde per terra tintinnando diverse volte e girando su sè stesso, fino a quando lentamente si fermò e si adagiò sul pavimento.Nello stesso istante, Ernesto chiuse gli occhi.........per sempre.FINE