Cos'era quella cosa? (Racconto della notte, storia inventata) In una paese lontano, c'era un uomo. Un tale Roberto., Faceva il rappresentante di articoli da giardinaggio Andava a lavorare la mattina e tornava il pomeriggio presto, dopo aver girato in lungo e largo le ditte dei suoi clienti che molte si trovavano fuori città. La sua attivita lo portava a girare per il territorio e spesso i suoi clienti avevano la sede in posti remoti, difficili da raggiungere. Una sera fece tardi, più tardi del solito e forse per la stanchezza arrivato ad un bivio, sbagliò strada. Girò a destra e non a sinistra come solito. Guidava, ma la meta non arrivava; si interrogò. Dove sono? Si era perso. Era in un posto sconosciuto, dove non era mai stato prima. Pieno di alberi e rocce. Un paesaggio lunare ma nel contempo pieno di vegetazione. Un posto stranissimo. Intanto era calata la sera, anzi la notte, e i fari tagliavano l'oscurità, quando...... Il motore cominciò a tossire, la macchina a sobbalzare, starnutì e si fermo. Un leggero fumo usciva dal cofano motore. Tutto intorno non c'era anima viva, era in un luogo assolutaòemte buio e solitario Ebbe paura, cercò il telefonino, scarico. Nella fretta di tornare a casa si era dimenticato di metterlo sotto carica. Chiuse i finestrini, si alzò il bavero della giacca, e fece per addomermentarsi. Che altro poteva fare in quella zona buia e solitaria? Ma........un abbaiare lontano lo intimorì, un abbaiare che pian piano si fece sempre più forte e vicino. Un branco circondò la sua autovettura. Ebbe paura, Il branco si avventava contro la macchina e la faceva sobbalzare ad ogni colpo di zampe, Era perduto, quando........ad un tratto un rumore sordo; un rumore di passi che si avvicinavano, si sentivano i rami spezzati sotto i piedi di qualcuno o qualcosa. Una luna fioca illuminava il buio circostante ed illuminò quella "cosa". Cos'era? Sembrava una sagoma umana, aveva le sembianze umane, ma non era un uomo, piuttosto un essere informe, dalla forma vagamente umana. Di altezza superiore ai due metri, doveva pesare almeno due quintali, e avanzava lentamente. Era un uomo? Forse, dalla sagoma, ma il viso non si notava perchè tutto ripieno di una folta peluria che dire barba era un eufemismo. Gli occhi erano lucidi, Ringhiando si avvicinò allo sportello. Roberto tremò, cosa poteva fare contro quella specie di mostro e i suoi artigli pronto a ghermirlo. Svenne. Il mostro, però, stranamente ringhiando richiamò i cani e lentamente se ne andò. L'indomani forse un raggio di sole o forse il clacson degli operai che si avviavano al lavoro lo svegliò, Lui si rallegrò di essere ancora vivo, scese dalla macchina e corse incontro al camion degli operai. Il camion si fermò e l'autista prestò i primi soccorsi a Roberto che era ancora in preda allo shock notturno. Non disse nulla, nè della sagoma, nè dei cani, non gli avrebbero creduto. Poi, arrivò il carro attrezzi e Roberto se ne tornò a casa. Da quella strada non ci passò più. FINE
Il rappresentante (racconto della notte)
Cos'era quella cosa? (Racconto della notte, storia inventata) In una paese lontano, c'era un uomo. Un tale Roberto., Faceva il rappresentante di articoli da giardinaggio Andava a lavorare la mattina e tornava il pomeriggio presto, dopo aver girato in lungo e largo le ditte dei suoi clienti che molte si trovavano fuori città. La sua attivita lo portava a girare per il territorio e spesso i suoi clienti avevano la sede in posti remoti, difficili da raggiungere. Una sera fece tardi, più tardi del solito e forse per la stanchezza arrivato ad un bivio, sbagliò strada. Girò a destra e non a sinistra come solito. Guidava, ma la meta non arrivava; si interrogò. Dove sono? Si era perso. Era in un posto sconosciuto, dove non era mai stato prima. Pieno di alberi e rocce. Un paesaggio lunare ma nel contempo pieno di vegetazione. Un posto stranissimo. Intanto era calata la sera, anzi la notte, e i fari tagliavano l'oscurità, quando...... Il motore cominciò a tossire, la macchina a sobbalzare, starnutì e si fermo. Un leggero fumo usciva dal cofano motore. Tutto intorno non c'era anima viva, era in un luogo assolutaòemte buio e solitario Ebbe paura, cercò il telefonino, scarico. Nella fretta di tornare a casa si era dimenticato di metterlo sotto carica. Chiuse i finestrini, si alzò il bavero della giacca, e fece per addomermentarsi. Che altro poteva fare in quella zona buia e solitaria? Ma........un abbaiare lontano lo intimorì, un abbaiare che pian piano si fece sempre più forte e vicino. Un branco circondò la sua autovettura. Ebbe paura, Il branco si avventava contro la macchina e la faceva sobbalzare ad ogni colpo di zampe, Era perduto, quando........ad un tratto un rumore sordo; un rumore di passi che si avvicinavano, si sentivano i rami spezzati sotto i piedi di qualcuno o qualcosa. Una luna fioca illuminava il buio circostante ed illuminò quella "cosa". Cos'era? Sembrava una sagoma umana, aveva le sembianze umane, ma non era un uomo, piuttosto un essere informe, dalla forma vagamente umana. Di altezza superiore ai due metri, doveva pesare almeno due quintali, e avanzava lentamente. Era un uomo? Forse, dalla sagoma, ma il viso non si notava perchè tutto ripieno di una folta peluria che dire barba era un eufemismo. Gli occhi erano lucidi, Ringhiando si avvicinò allo sportello. Roberto tremò, cosa poteva fare contro quella specie di mostro e i suoi artigli pronto a ghermirlo. Svenne. Il mostro, però, stranamente ringhiando richiamò i cani e lentamente se ne andò. L'indomani forse un raggio di sole o forse il clacson degli operai che si avviavano al lavoro lo svegliò, Lui si rallegrò di essere ancora vivo, scese dalla macchina e corse incontro al camion degli operai. Il camion si fermò e l'autista prestò i primi soccorsi a Roberto che era ancora in preda allo shock notturno. Non disse nulla, nè della sagoma, nè dei cani, non gli avrebbero creduto. Poi, arrivò il carro attrezzi e Roberto se ne tornò a casa. Da quella strada non ci passò più. FINE