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Racconto : "Noctis, noctis domina ita est" (by sanvass)


racconto della notte : L'UOMO CHE USCIVA LA NOTTE", 2a Parte Riassunto dell'episodio precedente Un uomo usciva sempre a notte inoltrata e si ritirava quasi all'alba. Nessuno sapeva dove andasse. Si diceva si recasse su di una collina. Per fare cosa nessuno lo sapeva. ************************** Ogni notte l'uomo usciva e andava sulla collina, si sedeva su di un sasso, poi prendeva una antica pergamena e leggeva una frase in latino : noctis noctis domina est. Tale frase la leggeva per 36 volte di seguito. Però, se non accadeva nulla, e alle prime luci dell'alba se ne tornava a casa. Perchè? Ve lo spiego. Aveva fatto un sogno e nel sogno gli era apparsa una nobildonna. La nobildonna gli confidava nel sogno che molti secoli prima, durante un viaggio aveva pernottato in un Castello. Al suo seguito una scorta di 13 cavalieri. Il padrone del castello si era invaghito di lei e nottetempo, aveva fatto uccidere i suoi cavalieri nel sonno dopo averli addormentati con un potente sonnifero. Poi a lei aveva detto di sposarlo. Ma la nobildonna, già promessa ad un cavaliere che era partito per la guerra, rifiutò e lui la fece rinchiudere sulla torre del castello a pane e acqua, finchè non avesse cambiato idea. Ma la Nobildonna era troppo innamorata del suo amato cavaliere, non lo avrebbe tradito né ora né mai, e si rifiutava perfino di mangiare quel poco cibo che il rozzo signore del castello le offriva. Passavano i giorni e al 366 morì. Il padrone del Castello murò la torre per la rabbia e la nobildonna rimase li dentro sepolta. Dopo qualche gorno, un violento terremoto colpì quella zona. Il castello crollò e seppellì tutti quelli che erano dentro il castello, compreso il cattivo padrone che morì travolto dalle macerie. Passarono i secoli e del vecchio castello non rimase niente, perchè la gente si portò via tutte le pietre per costruire le case a valle. Fin qui la storia del castello, torniamo al nostro uomo e al sogno. La nobildonna nel sogno lo pregò di recitare la frase che lei pronunciò prima di morire e che non ebbe il tempo di terminare : "Noctis noctis, domina est ita". Lo pregò di recitare tale frase ogni notte per 366 notti di seguito e 36 volte per notte. Questa recita avrebbe liberato la sua anima imprigionata insieme al corpo, sui rudieri del castello. Ma perchè proprio lui? Le confidò che lui era l'unico discendente dei 13 cavalieri della sua scorta. E solo lui avrebbe potuto liberarla. Anche se era un sogno l'uomo ubbidi. E ogni notte andava sulla collina a recitare la frase. Ecco perchè usciva la notte. Il 366° giorno, nel cuore della notte, dopo aver pronunciato per la 36a volta la frase magica, una luce e gli apparve il fantasma della nobildonna; lui prima si spaventò, poi vedendo la straordinaria bellezza della donna rimase affascinato e l'ammirò. Lei gli disse : "grazie per aver esaudito il desiderio; non potevo rimanere qui accanto a quell'uomo cattivo (il padrone del castello, rimasto sepolto dopo il terremoto)". Continuò : scava e troverai il mio mantello, è ancora intatto, è tuo". Poi volò via. L'uomo così fece, scavò e trovo uno splendido mantello rosso porpora con incisioni in oro. Molto bello e accanto al mantello un anello molto prezioso. Li prese se ne tornò. Aveva esaudito il desiderio della nobildonna che nel sogno glelo aveva chiesto. Non uscì più la notte per andare al castello, però ogni tanto ci tornava di giorno, a guardare quelle pietre e quei ruderi, in fondo era un discendente di quei 13 cavalieri del sogno. FINE