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La nave, la luna e l'amore (racconto by sanvass)


La luna, la nave e l'amore (racconto di fantasia, by sanvass) ************************************* Marco aveva 43 anni. Era stato impiegao in una piccola industria per una decina d'anni. Poi il titolare era fallito e aveva chiuso l'azienda Lui rimase disoccupato, facendo lavori saltuari. Nel frattempo aveva conosciuto Laura, una studentessa universitaria, si erano amati e per circa tre anni avevano convissuto. Poi, lei aveva conosciuto un facoltoso banchiere e politico "chiacchierato". Costui aveva un sacco di soldi e con promesse di viaggi e gite in barca aveva sottratto Laura a Marco. Erano passati 3 anni, e marco non aveva dimenticato Laura. In un momento di sconforto, aveva preso la nave diretta a genova, con strani pensieri che gli frullavano per la testa. Voleva farla finita, non riusciva a metabolizzare la perdita di laura, che sembrava l'unica sua ragione di vita. Erano quasi le 2 di notte, lui salito sul ponte di poppa, (dopo aver lasciato un biglietto nella sua cabina), si recò vicino la bandiera che leggermente sventolava dato il poco vento che c'era e appoggiò i gomiti sulla ringhiera. Strani propositi albergavano nella sua mente, mentre guardava la scia bianca che lasciava la nave. Un paio di coppiette gli facevano, per dire, compagnia. Lui, fece finta di accendersi una sigaretta, non aveva mai fumato e sapeva che il fumo fa male, ma per non dare nell'occhio fingeva di fumare. Poi, dopo una mezzoretta, il ponte rimase vuoto, solo lui e i suoi pensieri. Era il momento giusto, propizio, la luna splendeva bassa e gialla all'orizzonte, il mare lievemente mosso dalla nave in navigazione, luccicava. Quando, una voce di donna, dolce e sensuale lo raggiunse. "Scusi, mi fa accendere?" Disse la donna che sopraggiungeva da dietro la scaletta che portava al ponte di poppa. Lui si girò, e rimase senza parole, era una bellissima donna in taileur grigio. Frugò nelle tasche alla ricerca dei fiammiferi (che non aveva), e disse (inventando una scusa) che gli erano caduti in mare accidentalmente. Lei rispose : "fa nulla, nemmeno io fumo, ero soltanto stanca e avevo il desiderio di prendere un pò d'aria all'aperto". Cominciarono a parlare, a parlare. Lei si presentò : "Piacere, Luisa", e gli raccontò di essere una avvocatessa. L'indomani avrebbe dovuto difendere un cliente a Genova, e stava preparando l'arringa. Poi stanca aveva deciso di salire sul ponte. Lui non le disse dei suoi propositi, che ormai erano nel dimenticatoio, ammaliato dal viso dell'avvocatessa. Ma disse, che era uno studente e che in vista degli esami, si era concesso una vacanza. Scesero al bar a prendere un caffè, poi attirati da una musichetta che suonava "una rotonda sul mare", decisero di ballare. Si strinsero, era nata una nuova coppia. Andarono nella cabina di lui, e Marco prese il biglietto che aveva lasciato sul tavolo, lo strappò in mille pezzi  e lo cestinò. Gli occhi dei due innamorati brillarono, quella notte sotto una luna piena splendente era nato un amore e due vite si erano intrecciate. FINE