Laura era una commercialista di 43 anni. Era single da una vita, non aveva mai avuto un vero e proprio rapporto serio con un uomo.Non era brutta, anzi, elegante e raffinata, la voce aggraziata ma il tono severo, a volte un pò rude, le dava un tocco di mascolinità che incuteva timore e respingeva gli uomini.Il poco tempo libero lo dedicava alle amiche per delle brevi gite o per andare (d'inverno) al cinema.Era presa tutta per il lavoro a cui dedicaca il 90% del suo tempo, tra fatture, bilanci, scartoffie e contabilità.Un giorno si presenta nel suo ufficio un tale, un certo Carlo, di almeno dieci anni più giovane di lei.Aveva fissato quell'appuntamento per ricevere notizie circa l'apertura di una partita IVA (lui era disoccupato e non aveva mai lavorato).L'appuntamento, fissato per le 11,00 si stava prolungando. Erano quasi le 13,30.Lei disse :"ti va di continuare la discussione di fronte ad una bel piatto di linguine al sugo di gambero e magari un bel piatto di pesce spada, per secondo?".Lui (Carlo) acconsentì.La sera stessa già Carlo e Laura dormirono assieme a casa di lei, una villetta appena fuori città, con un piccolo giardinetto.Erano passati tre mesi. Tutto sembrava filare liscio.Una mattina, Laura lascia l'ufficio verso le 9,30, saluta Carlo che intanto era diventato il suo segretario. Lei lo aveva affiancato ad Alessia, la giovane ragioniera, collaboratrice di studio, appena ventenne e appena diplomata.Si erano salutati, sarebbe rientrata all'una.Mezzora dopo però, Laura rientra trafelata aveva dimenticato una importante carpetta piena di documenti che gli servivano per presentare una pratica dal notaio.Apre la porta, non sente alcun rumore.Poi, dalla porta socchiusa intravede due corpi abbracciati, che si scambiavano effusioni d'amore. Erano Carlo ed Alessia.Stava per svenire, il sangue gli divenne acqua, avrebbe voluto entrare, sgridarli, prenderli a schiaffi tutti e due. Ma non lo fece.Senza fare rumore se ne andò.Si infilò nella sua Jaguar e partì velocemente alla volta di S. Vito Lo Capo. Avrebbe pranzato in un localino del piccolo paese turistico. Era inverno, ma il tempo era bello, favorevole ed invitante.Arrivò una mezzora dopo, e si fermò proprio davanti al ristorante. Ordinò le solite linguine al sugo di gambero.Squillò il tel., era Carlo che le chiedeva come mai non fosse ancora rientrata.Lei rispose che si era intrattenuta con un cliente, per via di un fallimento in corso di definizione. Sarebbe rientrata presto.Ordinò un caffè al bar dirimpetto al ristorante e poi prese la decisione. Sarebbe ritornata in città e avrebbe mandato a quel paese quell'idiota di Carlo, avventuriero e sciupafemmine da strapazzo.Era terribilmente nervosa, inquieta, arrabbiata.Correva, 100, 120, 140. No, Laura, non prendere quelle curve a queste velocità.La macchina, ad una curva sbanda, prosegue la corsa, sfonda il guard-rail e precipita.Dopo una serie di giravolte, di adagia sul fondo di un canalone.Il cell. fuoriesce dalla borsetta, e comincia a squillare.Lei ha un ultimo sussulto di vita, guarda il display : è Carlo che la sta chiamando.Poi, non vede più nulla.Dall'altro capo della linea, Carlo dopo una decina di squilli, riaggancia e torna ad abbracciare Alessia.Non sa ancora che laura non tornerà più.FINE
Laura, la commercialista (racconto della notte by sanvass
Laura era una commercialista di 43 anni. Era single da una vita, non aveva mai avuto un vero e proprio rapporto serio con un uomo.Non era brutta, anzi, elegante e raffinata, la voce aggraziata ma il tono severo, a volte un pò rude, le dava un tocco di mascolinità che incuteva timore e respingeva gli uomini.Il poco tempo libero lo dedicava alle amiche per delle brevi gite o per andare (d'inverno) al cinema.Era presa tutta per il lavoro a cui dedicaca il 90% del suo tempo, tra fatture, bilanci, scartoffie e contabilità.Un giorno si presenta nel suo ufficio un tale, un certo Carlo, di almeno dieci anni più giovane di lei.Aveva fissato quell'appuntamento per ricevere notizie circa l'apertura di una partita IVA (lui era disoccupato e non aveva mai lavorato).L'appuntamento, fissato per le 11,00 si stava prolungando. Erano quasi le 13,30.Lei disse :"ti va di continuare la discussione di fronte ad una bel piatto di linguine al sugo di gambero e magari un bel piatto di pesce spada, per secondo?".Lui (Carlo) acconsentì.La sera stessa già Carlo e Laura dormirono assieme a casa di lei, una villetta appena fuori città, con un piccolo giardinetto.Erano passati tre mesi. Tutto sembrava filare liscio.Una mattina, Laura lascia l'ufficio verso le 9,30, saluta Carlo che intanto era diventato il suo segretario. Lei lo aveva affiancato ad Alessia, la giovane ragioniera, collaboratrice di studio, appena ventenne e appena diplomata.Si erano salutati, sarebbe rientrata all'una.Mezzora dopo però, Laura rientra trafelata aveva dimenticato una importante carpetta piena di documenti che gli servivano per presentare una pratica dal notaio.Apre la porta, non sente alcun rumore.Poi, dalla porta socchiusa intravede due corpi abbracciati, che si scambiavano effusioni d'amore. Erano Carlo ed Alessia.Stava per svenire, il sangue gli divenne acqua, avrebbe voluto entrare, sgridarli, prenderli a schiaffi tutti e due. Ma non lo fece.Senza fare rumore se ne andò.Si infilò nella sua Jaguar e partì velocemente alla volta di S. Vito Lo Capo. Avrebbe pranzato in un localino del piccolo paese turistico. Era inverno, ma il tempo era bello, favorevole ed invitante.Arrivò una mezzora dopo, e si fermò proprio davanti al ristorante. Ordinò le solite linguine al sugo di gambero.Squillò il tel., era Carlo che le chiedeva come mai non fosse ancora rientrata.Lei rispose che si era intrattenuta con un cliente, per via di un fallimento in corso di definizione. Sarebbe rientrata presto.Ordinò un caffè al bar dirimpetto al ristorante e poi prese la decisione. Sarebbe ritornata in città e avrebbe mandato a quel paese quell'idiota di Carlo, avventuriero e sciupafemmine da strapazzo.Era terribilmente nervosa, inquieta, arrabbiata.Correva, 100, 120, 140. No, Laura, non prendere quelle curve a queste velocità.La macchina, ad una curva sbanda, prosegue la corsa, sfonda il guard-rail e precipita.Dopo una serie di giravolte, di adagia sul fondo di un canalone.Il cell. fuoriesce dalla borsetta, e comincia a squillare.Lei ha un ultimo sussulto di vita, guarda il display : è Carlo che la sta chiamando.Poi, non vede più nulla.Dall'altro capo della linea, Carlo dopo una decina di squilli, riaggancia e torna ad abbracciare Alessia.Non sa ancora che laura non tornerà più.FINE