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Il racconto di capodanno (by sanvass


IL RACCONTO DI CAPODANNO : "GIULIO E LA NOTTE DI S. SILVESTRO" ***************************** Giulio, 51 anni, scapolo, commerciante in abbigliamento e calzature. Viveva col fratello più giovane di lui. Non avevano genitori. Poi, due anni fa il fratello minore aveva conosciuta una bella ragazza rumena ed era scappato con lei senza lasciare traccia. Lui, rimasto solo, aveva continuato il lavoro, ma non era contento di quella vita. La sera del 31 dicembre non sapeva cosa fare; pensò : "cenetta frugale e vado a letto presto, i botti mi annoiano e disturbano". E stava facendo così, quando squillò il telefono, era Marco un suo amico (anch'egli scapolo), che gli disse : "Giulio, ho due biglietti per il Veglione di Capodanno che si tiene a Lido di Enea, sulla Litoranea, ti va di venire?". Giulio, tenetennò (era ormai in pigiama), poi rispose affermativamente. "Bene", disse Marco, "ci vediamo alle 22,00 all'ingresso del locale. Giulio, dopo una bella rasatura (aveva da qualche giorno la barba incolta), si vestì, si mise un vestito scuro, una cravatta rigorosamente rossa a strisce, e uscì. Entrò nella sua macchina (una Porsche carrera di seconda mano) e si avviò verso il locale. La litoranea era tranquilla, poco trafficata, il mare quasi calmo, un leggero venticello, non faceva particolarmente freddo, e uno spicchio di luna illuminava la grande distesa d'acqua del Mediterraneo (che qui confluisce col Tirreno). Arrivò, ma l'amico non c'era ancora. Aspettò, un quarto d'ora, poi squillò nuovamente il telefono, era Marco, purtroppo era impossibilitato a venire in quanto l'anziana madre si era sentita male e quindi doveva disdire l'appuntamento. "La solita mia fortuna" - pensò Giulio. Poi si decise, ed entrò lo stesso. "Sarebbe rimasto un solo un pò" (pensò). Si accomodò ad un tavolo (il n.22) verso l'estremità della sala, qualcuno già ballava, mentre un pianista suonava qualcosa di romantico. Ordinò un aperitivo, avrebbe voluto togliersi la giacca (ma non lo fece) faceva caldo, i riscaldamenti erano terribilmente accesi. Poi si avvicinò una cameriera (avvenenente e dall'apperente età di circa 30 o 31 anni). Fece per porgere l'aperitivo, quando sfortunatamente inciampò e gli versò il liquido del calice sulla giacca. Lui ebbe un attimo di sbandamento, trasalì, però non si arrabbiò. La signorina arrossì, e gli chiese perdono. Gli disse di porgerle la giacca, avrebbe provveduto a portarla in lavanderia e smacchiarla. "La prego, non dica niente al direttore, se no mi licenziano in tronco" - disse. Lui, non si scompose, si tolse la giacca e rimase in maniche di camicia. Stava bene anche così, aveva un torace possente e dei muscoli armoniosi. Porse la giacca alla cameriera e le disse : "Come ti chiami?". Lei rispose : "Lisa, perchè?". Lui : "Lisa, ti andrebbe di cenare con me, questa sera, qui?" "Non posso - rispose lei - sono di servizio ai tavoli". "Bene, licenziati, e stai con me, questa sera" - disse Giulio. Proseguì : "non mi fraintenda però, solo a cena (dandole del lei), poi ti accompegnerò a casa", Lei : "Signore, e se mi licenzio, chi mi assumerà poi, qui è difficile trovare lavoro". "Io", rispose Giulio, "Ho un negozio di tessili, e mi serve giustappunto una commessa". Lisa rimase perplessa, però la proposta (e anche Giulio) le sembrava interessante. "Siediti qui", disse Giulio, sto venendo e si avviò verso la drezione. Chiese del direttore, e gli disse: Signor Direttore (guardando l'orologio), la signorina Lisa dalle.........22,35 la consideri licenziata. Salutò ed uscì. Ad un cameriere disse : "Ah, il tavolo rimane mio per questa sera, me lo custodisca, tra un'oretta tornerò". Disse a Lisa : "mettiti un soprabito e vieni con me", tra un'ora torniamo qui. Tornarono in città, al negozio di Giulio. "bene, - disse Giulio - metti il vestito che più ti piace e additando la vetrina". e anche le scarpe (indicando un bel paio di scape da donna col tacco alto scure con una linea dorata, molto belle). Dopo circa una ventina di minuti, Lisa era pronta, era uno splendore, Giulio era commosso nel vederla così bella e attraente. Tornarono al locale, si accomodarono al tavolo 22, e il cameriere servì loro la cena. Finalmente, Giulio, dopo tanti anni stava passando un capodanno da favola. Verso la mattina, il locale si svuotò ed uscirono anche Giulio e Lisa e si avviarono verso la macchina (la Porsche carrera). Giulio le aprì la portiera (era leggermente brillo ma entusiasta della serata. "Ti riaccompagno a casa" - disse. Poi proseguì : "Ma, dimmi Lisa, l'aperitivo me l'hai gettato addosso apposta o involontariamente? Lei rispose con una dolcissima risata ed entrò in macchina. Giulio annuì, in fondo cosa gli importava ormai. Accese il motore e se ne andarono. FINE