L'arco di Odiseeo (Ulisse) Tutti conosciamo la storia di Ulisse che piega l'arco e infila con la freccia tutte le scuri, una dietro l'altra. Ma come andarono esattamente le cose? Bene, andiamo a leggere e commentare il cap. XXI (odissea). Il capitolo inizia descrivendo la dea "dagli occhi splendenti Atena". Atena consiglia a Penelope la gare del tiro con l'arco (di Odisseo). Si avvia nella stanza del tesoro, ove stavano custodite le ricchezze di Odisseo. Quando era giovinetto, a Ulisse avevano regalot un arco ma che lui non aveva mai usato in battaglia, era un dono prezioso di un amico. Piangendo, Penelope, stacca l'arco dal muro e lo tiene sulle ginocchia. Piange, piange a dirotto nel ricordo del marito lontano, a cui l'arco era appartenuto. Penelope, pur avendo tanti pretendenti (I Proci) pensa solo ed esclusivamente al marito (Ulisse). sa ch e tornerà a riprendersela e sa che Ulisse ha nel suo cuore solo ed eslcusivamente Penelope, la sua donna amata più di ogni altra cosa. Omero dice che :"Penelope si saziò di piangere". Cioè pianse moltissimmo. Poi si avviò. La vendetta stava per iniziare. Parlò ai Proci, con voce austera e austera nell'aspetto, col capo copertto di un velo lucente (Omero la descrive "Divina tra le donne"). Doveva essere bellissima Penelope, ma di una bellezza elegante, raffinata; forse non proprio bellissima nei lineamneti, ma bellissima nel portamento e nell'eleganza interiore. Una donna superba nel senso alto del termine. Non era facile conquistarla, specie per i proci, omuncoli di nulla, che pensavano di prendere la regina di Itaca con facilità, consci che le loro ricchezze avrebbero fatto leva. Ma Penelope, mai avrebbe ceduto alle pretese dei Proci, ella amava solo un uomo, il suo Ulisse. E ne era degna, perchè Ulisse, uomo astuto, forte e saggio. Un vero uomo, degno di Penelope. Penelope sa con certezza che nessuno dei proci avrebbe saputo tendere l'arco e li sfida. Dice : "Ascoltatemi, Proci, voi che sperperate le sostanze di questa casa, dilapidando senza ritegno la casa di un uomo assente da tanto tempo (Ulisse), né sapeste giustificarmi di sposarmi se non con l'impazienza". Penelope non potrebbe mai sposare uno dei Proci, gente inqualificabile e mediocre, nulla al pari del Re di Itaca UIlisse, uomo di grande dignità. Penelope continua dicendo ai Proci che sposerà uno di loro che riuscirà a gendere l'arco e a far trapassare dalla freccia le dodici scuri. Lo sa, impresa impossibile per i Proci. Non vuole abbandonare la sua casa, che la descrive "così bella, che la continuerà a sognare". Ordinò ad Eumeo di portare l'arco e le scuri. I servi piangevano nel vedere transitare l'arco di Ulisse. Antinoo sgridava gli altri Proci dicendo loro che nessuno era in grado di tendere l'arco di Ulisse. Ma sarebbe stato il primo ad essere trapassato dalla freccia vendicativa di Ulisse. (segue............)
Mitologia : "L'arco di Ulisse"
L'arco di Odiseeo (Ulisse) Tutti conosciamo la storia di Ulisse che piega l'arco e infila con la freccia tutte le scuri, una dietro l'altra. Ma come andarono esattamente le cose? Bene, andiamo a leggere e commentare il cap. XXI (odissea). Il capitolo inizia descrivendo la dea "dagli occhi splendenti Atena". Atena consiglia a Penelope la gare del tiro con l'arco (di Odisseo). Si avvia nella stanza del tesoro, ove stavano custodite le ricchezze di Odisseo. Quando era giovinetto, a Ulisse avevano regalot un arco ma che lui non aveva mai usato in battaglia, era un dono prezioso di un amico. Piangendo, Penelope, stacca l'arco dal muro e lo tiene sulle ginocchia. Piange, piange a dirotto nel ricordo del marito lontano, a cui l'arco era appartenuto. Penelope, pur avendo tanti pretendenti (I Proci) pensa solo ed esclusivamente al marito (Ulisse). sa ch e tornerà a riprendersela e sa che Ulisse ha nel suo cuore solo ed eslcusivamente Penelope, la sua donna amata più di ogni altra cosa. Omero dice che :"Penelope si saziò di piangere". Cioè pianse moltissimmo. Poi si avviò. La vendetta stava per iniziare. Parlò ai Proci, con voce austera e austera nell'aspetto, col capo copertto di un velo lucente (Omero la descrive "Divina tra le donne"). Doveva essere bellissima Penelope, ma di una bellezza elegante, raffinata; forse non proprio bellissima nei lineamneti, ma bellissima nel portamento e nell'eleganza interiore. Una donna superba nel senso alto del termine. Non era facile conquistarla, specie per i proci, omuncoli di nulla, che pensavano di prendere la regina di Itaca con facilità, consci che le loro ricchezze avrebbero fatto leva. Ma Penelope, mai avrebbe ceduto alle pretese dei Proci, ella amava solo un uomo, il suo Ulisse. E ne era degna, perchè Ulisse, uomo astuto, forte e saggio. Un vero uomo, degno di Penelope. Penelope sa con certezza che nessuno dei proci avrebbe saputo tendere l'arco e li sfida. Dice : "Ascoltatemi, Proci, voi che sperperate le sostanze di questa casa, dilapidando senza ritegno la casa di un uomo assente da tanto tempo (Ulisse), né sapeste giustificarmi di sposarmi se non con l'impazienza". Penelope non potrebbe mai sposare uno dei Proci, gente inqualificabile e mediocre, nulla al pari del Re di Itaca UIlisse, uomo di grande dignità. Penelope continua dicendo ai Proci che sposerà uno di loro che riuscirà a gendere l'arco e a far trapassare dalla freccia le dodici scuri. Lo sa, impresa impossibile per i Proci. Non vuole abbandonare la sua casa, che la descrive "così bella, che la continuerà a sognare". Ordinò ad Eumeo di portare l'arco e le scuri. I servi piangevano nel vedere transitare l'arco di Ulisse. Antinoo sgridava gli altri Proci dicendo loro che nessuno era in grado di tendere l'arco di Ulisse. Ma sarebbe stato il primo ad essere trapassato dalla freccia vendicativa di Ulisse. (segue............)