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L'arco di Ulisse (mitologia)


L'arco di odisseo (2a parte) Presa la parola telemaco (figlio di Ulisse) e invoca Zeus, figlio di Crono. Telemaco sa che se uno dei Proci vincerà la gara, sua madre (premio della gara) dovrà abbandonare la sua casa, ed egli non vorrebbe questo. Quindi desidera partecipare al tiro con l'arco. Scava un solco e pianta con abilità da geometra le scuri per terra. Per tre volte cerca di piegare l'arco ma non vi riescì. Desiste su cenno di Odisseo, di tentare la quarta volta (ci sarebbe riuscito). Per primo si cimenta l'indovino Leode, ma non riesce. Presagisce il destino di morte che quell'arco pprta con sè. Sa che Penelope sara data in sposa ad un uomo che la rimepirà di doni e che viene da altre parti. Intanto che provano l'arco i giovani nobili Proci, Ulisse in disparte parla ai servi e li convince che è lui il re di Itaca, ritornato dopo venti anni. poi, per dimostrare ch'egli era veramente Ulisse, mostrò una cicatrice che gli aveva procuto un cinghiale durante una battuta di caccia. Piansero i servi nel riconoscere il loro re. I Proci non riuscivano a tendere l'arco e rimandarono la gara all'indomani. Odisseo diede ordine di far chiudere tutte le porte e che le ancelle restassero nelle loro stanze, chiuse a chiave. Ulisse chiede di tendere l'arco. I Proci lo deridono. Penelope invece acconsente, ma poi viene invitata da Telemaco a ritirarsi nelle sue stanze. Viene dato l'arco ad Ulisse, che lo maneggia con destrezza, stupendo di tanta bravura i proci che comincia a temere e sospettare qualcosa. Con la mano sinistra regge l'arco e con la destra prova la corda, diverse volte, emettendo quasi un suono, anzi un canto, mentre la tirava (la corda). Poi prendendo una freccia (le altre rimaste nella faretra), incoccò, mirò e la scaglio verso le dodici scuri, nel cui manico era agganciato un anello. E la freccio trapassò tutti gli anelli delle dodici scuri. La vendetta poteva iniziare. FINE CAP.XX