ODISSEA : libro XXIV Bene, ci avviamo verso la fine del romanzo epico in cui si narrano le vicende di Ulisse, figlio di Laerte. Come detto, Ulisse si è vendicato dei proci, poi va a raggiungere il vecchio padre che cura una fattoria in campagna. Ha vesti dismesse e il corpo malandato dagli anni e dagli affanni per il figlio che crede perduto. Laerte non riconosce Ulisse al primo impatto e chiede delle prove che Ulisse mostra al vecchio genitore. Alla fine, Ulisse dice al vecchio padre : "Sono io, qui, padre, quello che tu aspetti : sono tornato dopo venti anni alla mia terra". Intanto i parenti dei Proci si adunavano e reclamavano a loro volta vendetta. Le anime dei Proci dall'aldilà incontravano gli altri Achei defunti e raccontavano la loro storia e come erano morti per mano di Ulisse, che tornato in patria vestiva da mendicante, per non destare sospetti.I Proci, continuando narrano della "Tela di penelope". Cioè la tela (manto funebre) che tesseva Penelope per l'Eroe Laerte e che disfaceva la notte. L'inganno duro tre anni, ma poi fu svelato da una ancella. I Proci riferiscono anche della gara del tiro con l'arco, che sarà vinta dal mendicante (Ulisse) che si vendicherà uccidendo tutti i proci. Così descrivevano il fatto ad Agamennone.L'Atride esalta le virtù di Penelope rimasta fedele al marito Ulisse; invece non fu così fedele Clitemnestra che uccise l'Atride.Tutto ciò si discuteva nell'Ade, sotto le prodonfità della terra.Nel mentre sulla terra di Ulisse si ingaggiava una dura battaglia tra Ulisse e i suoi parenti e i parenti dei proci. Alla fine, Pallade Atena interviene e riporta la pace tra i contendenti, così anche per volere del Cronide Zeus. La lotta si interompe e si stabilisce un patto di pace tra i contendenti. FINE
ODISSEA : Epilogo
ODISSEA : libro XXIV Bene, ci avviamo verso la fine del romanzo epico in cui si narrano le vicende di Ulisse, figlio di Laerte. Come detto, Ulisse si è vendicato dei proci, poi va a raggiungere il vecchio padre che cura una fattoria in campagna. Ha vesti dismesse e il corpo malandato dagli anni e dagli affanni per il figlio che crede perduto. Laerte non riconosce Ulisse al primo impatto e chiede delle prove che Ulisse mostra al vecchio genitore. Alla fine, Ulisse dice al vecchio padre : "Sono io, qui, padre, quello che tu aspetti : sono tornato dopo venti anni alla mia terra". Intanto i parenti dei Proci si adunavano e reclamavano a loro volta vendetta. Le anime dei Proci dall'aldilà incontravano gli altri Achei defunti e raccontavano la loro storia e come erano morti per mano di Ulisse, che tornato in patria vestiva da mendicante, per non destare sospetti.I Proci, continuando narrano della "Tela di penelope". Cioè la tela (manto funebre) che tesseva Penelope per l'Eroe Laerte e che disfaceva la notte. L'inganno duro tre anni, ma poi fu svelato da una ancella. I Proci riferiscono anche della gara del tiro con l'arco, che sarà vinta dal mendicante (Ulisse) che si vendicherà uccidendo tutti i proci. Così descrivevano il fatto ad Agamennone.L'Atride esalta le virtù di Penelope rimasta fedele al marito Ulisse; invece non fu così fedele Clitemnestra che uccise l'Atride.Tutto ciò si discuteva nell'Ade, sotto le prodonfità della terra.Nel mentre sulla terra di Ulisse si ingaggiava una dura battaglia tra Ulisse e i suoi parenti e i parenti dei proci. Alla fine, Pallade Atena interviene e riporta la pace tra i contendenti, così anche per volere del Cronide Zeus. La lotta si interompe e si stabilisce un patto di pace tra i contendenti. FINE