Il racconto (breve) della domenica. LA SBRONZA DEL SABATO SERA. (BY SANVASS) Marco (28 anni) e Anna (21) erano stati insieme all'incirca 1 anno e mezzo. Poi, quel sabato pomeriggio di novembre si erano lasciati. Lei si era messa un con concessionario di automobili. Da sempre infatti era affascinata dalle auto di lusso. Il concessionario in realtà era squattrinato, macchine non ne vendeva a causa della crisi, però le utilizzava a fini propri per conquistare le belle ragazze. Marco aera un ragioniere ed avevo un negozietto di prodotti informatici che però non gli andava molto bene, nonstante fosse bravo e preparato nel suo mestiere. Anna era diplomata, ma aspirava a fare la fotomodella. Si erano voluti bene, poi era entrato nella vita di Anna quel concessionario e tutto era cambiato tra loro. Quel sabato, lei gli aveva annunciato la fine del loro rapporto e se n'era andata. Come fanno (quasi sempre) tutti i maschi, Marco era rimasto in silenzio dentro la sua auto (dopo che Anna era scesa), poi la sera, aveva cominciato ad entrare ed uscire dai locali notturni, bevendo ogni genere di liquori per cercare di dimenticare quella brutta storia finita anzitempo e contro la sua volontà. Alle tre di notte, il titolare del locale lo aveva scaraventato fuori in malo modo. Lui era quasi ubriaco fradicio. Si alzò, tra un singhiozzo ed un altro, imprecando alla luna la sua rabbia mista di tristezza. Poi, barcollando, anzi ondeggiando paurosamente, si incamminò, reggendosi qua e la ai muri delle case, o a qualche lampione, e con l'altra mano reggeva una bottiglia con all'interno quel poco di contenuto scuro, che avrebbe dovuto fargli dimenticare la triste esperienza vissuta., pian piano arrivò alla torre in fondo alla città. Avrebbe voluto sedersi su quel sedile che loro di solito, il sabato sera utlizzavano per chiacchierare e scambiarsi effusioni. Era occupato però da un'altra coppietta. La guardò con un pizzico di invidia e nostalgia, poi, appoggiò le spalle al muretto e si accovacciò per terra. Portò la bottiglia alla bocca, ma era vuota, completamente vuota, il residuo contenuto si era versato per strada durante il cammino. La lanciò verso il muretto di fronte e la bottiglia si frantumò in mille pezzi, rilasciando il classico suono di una cristalleria che si spezza e si rompe. Poi, stanchissimo, si addormentò, al chiaro di quella luna, che ormai per lui non aveva nulla di romantico. L'infomani mattina, anzi qualche ora dopo, un timido raggio di sole lo sveglò; con la mano destra cercò la bottiglia. Aveva il classico cerchio alla testa, tipico di chi è stato preda di una bella sbronza notturna. Non trovò la bottiglia (che aveva frantumata nella notte), ma trovò la peluria di un cagnolino randagio, che nella notte si era accucciato insieme a lui e gli aveva tenuto compagnia mentre lui dormiva. Lo accarezzò. "Chi sei disse? Come ti chiamì?" Il cane rispose con un guaito e scodinzolò; era contento aveva trovato un nuovo padrone. "Bene", disse Marco, "starai con me", al posto di quella "str...." ma non proseguì la frase. "ti chiamerò..........venerdì". Poi ci ripensò, quel nome era stato utilizzato già da qualcun altro. Poichè era domenica mattino, decise di chiamarlo "domenico" con la c minuscola s'intende, dato che era un cane. Si alzò, vide i cocci frantumati della bottiglia, e molto educatamente e civilmente, prese un cartone che giaceva per terra, e con esso raccolse i cocci, tutti, e li buttò dentro il contenitore. "No sia mai, che mi prendano per un maleducato e incivile cittadino". Si incamminò verso casa, domenico lo seguiva tutto lieto. Aveva perso una ragazza, ma aveva trovato uncagnolino per amico. Chissà, forse ci aveva guadagnato. FINE P.s. come dite? Volete sapere il prosieguo della storia?Ve lo dirò la prossima domenica . Ciao.
Il racconto della domenica (by sanvass)
Il racconto (breve) della domenica. LA SBRONZA DEL SABATO SERA. (BY SANVASS) Marco (28 anni) e Anna (21) erano stati insieme all'incirca 1 anno e mezzo. Poi, quel sabato pomeriggio di novembre si erano lasciati. Lei si era messa un con concessionario di automobili. Da sempre infatti era affascinata dalle auto di lusso. Il concessionario in realtà era squattrinato, macchine non ne vendeva a causa della crisi, però le utilizzava a fini propri per conquistare le belle ragazze. Marco aera un ragioniere ed avevo un negozietto di prodotti informatici che però non gli andava molto bene, nonstante fosse bravo e preparato nel suo mestiere. Anna era diplomata, ma aspirava a fare la fotomodella. Si erano voluti bene, poi era entrato nella vita di Anna quel concessionario e tutto era cambiato tra loro. Quel sabato, lei gli aveva annunciato la fine del loro rapporto e se n'era andata. Come fanno (quasi sempre) tutti i maschi, Marco era rimasto in silenzio dentro la sua auto (dopo che Anna era scesa), poi la sera, aveva cominciato ad entrare ed uscire dai locali notturni, bevendo ogni genere di liquori per cercare di dimenticare quella brutta storia finita anzitempo e contro la sua volontà. Alle tre di notte, il titolare del locale lo aveva scaraventato fuori in malo modo. Lui era quasi ubriaco fradicio. Si alzò, tra un singhiozzo ed un altro, imprecando alla luna la sua rabbia mista di tristezza. Poi, barcollando, anzi ondeggiando paurosamente, si incamminò, reggendosi qua e la ai muri delle case, o a qualche lampione, e con l'altra mano reggeva una bottiglia con all'interno quel poco di contenuto scuro, che avrebbe dovuto fargli dimenticare la triste esperienza vissuta., pian piano arrivò alla torre in fondo alla città. Avrebbe voluto sedersi su quel sedile che loro di solito, il sabato sera utlizzavano per chiacchierare e scambiarsi effusioni. Era occupato però da un'altra coppietta. La guardò con un pizzico di invidia e nostalgia, poi, appoggiò le spalle al muretto e si accovacciò per terra. Portò la bottiglia alla bocca, ma era vuota, completamente vuota, il residuo contenuto si era versato per strada durante il cammino. La lanciò verso il muretto di fronte e la bottiglia si frantumò in mille pezzi, rilasciando il classico suono di una cristalleria che si spezza e si rompe. Poi, stanchissimo, si addormentò, al chiaro di quella luna, che ormai per lui non aveva nulla di romantico. L'infomani mattina, anzi qualche ora dopo, un timido raggio di sole lo sveglò; con la mano destra cercò la bottiglia. Aveva il classico cerchio alla testa, tipico di chi è stato preda di una bella sbronza notturna. Non trovò la bottiglia (che aveva frantumata nella notte), ma trovò la peluria di un cagnolino randagio, che nella notte si era accucciato insieme a lui e gli aveva tenuto compagnia mentre lui dormiva. Lo accarezzò. "Chi sei disse? Come ti chiamì?" Il cane rispose con un guaito e scodinzolò; era contento aveva trovato un nuovo padrone. "Bene", disse Marco, "starai con me", al posto di quella "str...." ma non proseguì la frase. "ti chiamerò..........venerdì". Poi ci ripensò, quel nome era stato utilizzato già da qualcun altro. Poichè era domenica mattino, decise di chiamarlo "domenico" con la c minuscola s'intende, dato che era un cane. Si alzò, vide i cocci frantumati della bottiglia, e molto educatamente e civilmente, prese un cartone che giaceva per terra, e con esso raccolse i cocci, tutti, e li buttò dentro il contenitore. "No sia mai, che mi prendano per un maleducato e incivile cittadino". Si incamminò verso casa, domenico lo seguiva tutto lieto. Aveva perso una ragazza, ma aveva trovato uncagnolino per amico. Chissà, forse ci aveva guadagnato. FINE P.s. come dite? Volete sapere il prosieguo della storia?Ve lo dirò la prossima domenica . Ciao.