Il 24 giugno si firmava a Roma presso Villa Incisa l'armistizio tra Italia e Francia a seguito della entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940.Mussolini probabilmente (anzi senza probabilmente) conosceva già le intenzioni della Francia di stipulare un armistizio con la Germania (prima del 10 giugno 1940) e quindi si era tuffato a capofitto nella belligeranza, consapevbole che tutto fosse ormai compiuto.Secondo Mussolini, quindi, La Francia era già fuori gioco e l'Inghilterra sarebbe stata invasa e avrebbe capitolato in un paio di mesi.Ecco quindi spiegato il repentino coinvolgimento dell'Italia Fascista nella seconda guerra mondiale a fianco dell'alleato germanico.Purtroppo, quando le decisioni vengono prese sulle ali dell'entusiasmo e senza valutare i rischi che un conflitto mondiale comporta, i risultati non potevano che essere disastrosi. Tra l'altro, che l'Italia fosse impreparata (e priva di mezzi e risorse)alla guerra era chiaro sia ai vertimi militari, che al Re, che allo stesso capo del Governo. Dall'armistizio di Villa Incisa l'Italia ottene poco e nulla (ed era ovvio) dalla Francia.Sappiamo come andò a finire. E nel dopoguerra, l'Italia dovette adempiere alle condizioni del "Trattato di Parigi" (che seguiva la conferenza di Pace di Parigi).Alla conferenza di pace e al trattato di Parigi non era presente la Germania perchè ancora divisa e sotto occupazione militare degli Alleati.L'Italia (e gli altri alleati dell'ex Asse) fu condannata sia al risarcimento dei danni (in milioni di dollari verso i paesi offesi), e alla rinuncia delle colonie e dei possedimenti d'oltremare (Libia, Etiopia,Somalia, Eritrea, Dodecaneso, colonia di Tien-Sin in Cina). Trieste rimase in bilico, mentre altre parti del territorio italiano passarono ai paesi confinanti (Ex Jugoslavia).L'Italia dovette restituire alla Francia i pochi chilometri quadrati acquisiti nel giugno del 1940, e in Monte Chaberton su cui c'era una postazione di artigleria.In quella brevissima guerra tra Italia e Francia del giugno del 1940, l'Italia aveva avuto quasi un migliaio di morti tra i militari e qualche centinaio di vittime civili in seguito ai bombardamenti anglo-francesi.De Gasperi fu invitato a parlare per ultimo ed in chiusura del Trattato di Parigi, e tentò in una disperata arringa difensiva la clemenza della Corte, che invece non arrivò.
Seconda guerra mondiale :Armistizio di Villa Incisa
Il 24 giugno si firmava a Roma presso Villa Incisa l'armistizio tra Italia e Francia a seguito della entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940.Mussolini probabilmente (anzi senza probabilmente) conosceva già le intenzioni della Francia di stipulare un armistizio con la Germania (prima del 10 giugno 1940) e quindi si era tuffato a capofitto nella belligeranza, consapevbole che tutto fosse ormai compiuto.Secondo Mussolini, quindi, La Francia era già fuori gioco e l'Inghilterra sarebbe stata invasa e avrebbe capitolato in un paio di mesi.Ecco quindi spiegato il repentino coinvolgimento dell'Italia Fascista nella seconda guerra mondiale a fianco dell'alleato germanico.Purtroppo, quando le decisioni vengono prese sulle ali dell'entusiasmo e senza valutare i rischi che un conflitto mondiale comporta, i risultati non potevano che essere disastrosi. Tra l'altro, che l'Italia fosse impreparata (e priva di mezzi e risorse)alla guerra era chiaro sia ai vertimi militari, che al Re, che allo stesso capo del Governo. Dall'armistizio di Villa Incisa l'Italia ottene poco e nulla (ed era ovvio) dalla Francia.Sappiamo come andò a finire. E nel dopoguerra, l'Italia dovette adempiere alle condizioni del "Trattato di Parigi" (che seguiva la conferenza di Pace di Parigi).Alla conferenza di pace e al trattato di Parigi non era presente la Germania perchè ancora divisa e sotto occupazione militare degli Alleati.L'Italia (e gli altri alleati dell'ex Asse) fu condannata sia al risarcimento dei danni (in milioni di dollari verso i paesi offesi), e alla rinuncia delle colonie e dei possedimenti d'oltremare (Libia, Etiopia,Somalia, Eritrea, Dodecaneso, colonia di Tien-Sin in Cina). Trieste rimase in bilico, mentre altre parti del territorio italiano passarono ai paesi confinanti (Ex Jugoslavia).L'Italia dovette restituire alla Francia i pochi chilometri quadrati acquisiti nel giugno del 1940, e in Monte Chaberton su cui c'era una postazione di artigleria.In quella brevissima guerra tra Italia e Francia del giugno del 1940, l'Italia aveva avuto quasi un migliaio di morti tra i militari e qualche centinaio di vittime civili in seguito ai bombardamenti anglo-francesi.De Gasperi fu invitato a parlare per ultimo ed in chiusura del Trattato di Parigi, e tentò in una disperata arringa difensiva la clemenza della Corte, che invece non arrivò.