Il club dei pollici

La nonna al supermercato di Jaba


Messaggio N° 23 28-05-2005 - 02:34 le promesse si mantengono... e poichè io ho promesso che sarei tornato a notte fonda, eccomi qua. stasera non vi tedierò con monologhi senza capo ne coda... stasera vi racconterò una storia. ne ho due a disposizione: "la nonna al supermercato" e "i passatempi di pamela". quale delle due preferite? la nonna al supermercato? sicuri? occhei, come volete, vi racconterò la nonna al supermercato. c'era una volta una nonna (io parlo di mia nonna, ma se volete potete immedesimarvi in vostra nonna, e poi immedesimare vostra nonna - cioè voi immedesimati in vostra nonna - in mia nonna. chiaro? bene). allora... c'era una volta una nonna (ve lo ricordate in chi dovete immedesimarvi per capire la storia, vero? o ve lo devo rispiegare? se volete ve lo rispiego... non è difficile: vi immedesimate in vostra nonna che si immedesima in mia nonna). ora andiamo avanti... c'era una volta una nonna (fatto? bene, ma mettete giù i randelli!). era una vecchina simpatica e arzilla, che amava tanto i suoi nipotini. come ogni nonna, anche questa nonna aveva bisogno di mangiare per vivere, e poichè nel suo paese le pensioni non esistevano, si cibava dei nipotini. infatti era una nonna cannibale (strano che non riusciate ad immedesimarvi). un bel giorno arrivò un gruppo di uomini dal mare e dissero in coro: "che schifo! ma che posto è questo? qui servono le pensioni, servono i supermercati, serve la tivvù e la dieta mediterranea". inizialmente la popolazione della città della nonna rimase un po' turbata, ma volle ascoltare gli stranieri venuti dal mare. la nonna ebbe problemi di metabolismo perchè non era abituata a mangiare cibi congelati e frutta geneticamente modificata, ma dopo alcuni anni si abituò a non mangiare più i nipotini, e grazie a quegli uomini che portarono il supermercato noi siamo vivi. bene. ora che avete le conoscenze basilari della storia della città della nonna, e soprattutto ora che vi siete immedesimati per bene nel personaggio, posso iniziare a raccontarvi questa storia fantastica. la nonna, ormai vecchia e poco pratica del supermercato, chiamò il suo nipote prediletto e gli chiese di andare a fare la spesa per lei, che era vecchia e immobilizzata dagli acciacchi. il nipote, sapendo che era solo una vecchia pigra e rompicoglioni, e sospettando che avesse voglia di mangiargli una coscia, le disse: "no, vacci tu, vecchiaccia!". così la nonna, triste e sconsolata, si avviò verso il supermercato. mentre camminava, passò un motorino e un ragazzo le scippò la borsetta, trasportando la nonna per qualche metro fino a farla cadere. la nonna iniziò a imprecare: "farabutto! io ti magno! se ti prendo ti tiro un mozzico!". poi, sconsolata, si ricompose e continuò a camminare... fortunatamente nella borsa non aveva soldi. preferiva tenerli nelle mutande. appena la nonna entrò nel supermercato, le venne il colpo della strega, perchè fuori faceva caldo e nel supermercato c'era l'aria condizionata che diede il colpo di grazia alla sua povera schiena. zoppicando e un po' ricurva, prese un carrello che usava per reggersi in piedi. si aggirava così tra gli scaffali alla ricerca di un litro di latte, 250 grammi di mozzarelle e una confezione di polvere di caffè da 1 chilo. infatti la nonna ormai si nutriva solo di questi tre prodotti. poichè non riusciva a trovare il latte, chiese alla commessa. la signorina le indicò il frigorifero. la povera nonna rimase allibita nel vedere così tante bottiglie di latte tutte colorate, e nell'imbarazzo della scelta ne prese una a caso. lei non badava molto alla scadenza perchè le scritte erano troppo piccole e non aveva gli occhiali. fortunatamente accanto al latte c'era anche una vaschettina di plastica con dentro le mozzarelle. la vaschetta era da mezzo chilo, così la aprì, tolse metà del contenuto e lo ripose nel frigorifero. era sempre stata una donna molto precisa. il caffè le diede qualche problema in più. girò e rigirò a mo' di lombrico (spingeva un po' il carrello, e, tenendosi aggrappata, faceva qualche passo per poi rispingere ancora il carrello e così via). finalmente riuscì a trovare il caffè. per essere precisi, sentì l'aroma del caffè e lo seguì come un segugio. un segugio-lombrico. le venne quasi un infarto dalla gioia quando vide, con grande sorpresa, che l'aroma che sentiva era profuso nell'aria da una coppia di graziose signorine che offrivano caffè a tutti. anche la nonna decise di favorire. eccitata dalla caffeina, decise di comprare 3 chili di caffè della marca che sponsorizzavano le graziose signorine, e continuò a girare a vuoto nel supermercato per altri tre quarti d'ora. finalmente si decise a mettersi in coda alla cassa per pagare, e, visto che la coda era troppo lunga, chiese a qualche baldo giovine se la faceva passare avanti. un coro di: "no, non hai capito un cazzo, vecchiaccia!" fu la risposta dei baldi giovini. dopo qualche minuto arrivò il suo turno. l'attesa durò pochissimo perchè i baldi giovini cambiarono idea dopo che la nonna aveva tirato un morso ai fianchi di un ragazzo. "quant'è?" "10 euro e 60, grazie" la nonna si alzò la gonna ed infilò le mani nelle mutande. tirò fuori subito 10 euro. dopo una ricerca più accurata trovò anche due monete da 50 centesimi. la commessa, un po' interdetta, prese i soldi, se li infilò nelle mutande, e tirò fuori i 40 centesimi di resto. povera ragazza, non sapeva usare il registratore di cassa. "ma lei fa veramente schifo!", si lamentò la nonna. poi "intascò" il resto e uscì. appena mise piede fuori, trovò due guardie di finanza che le chiesero lo scontrino. poichè la commessa non sapeva usare il registratore di cassa, la nonna ricevette una multa. la nonna ci rimase un po' male, ma poi pagò. gli agenti fuggirono via vomitando dappertutto mentre correvano. morale della favola: chiedete sempre lo scontrino. però se siete guardie di finanza è meglio non chiederlo sempre.