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Post N° 42


 Un uomo andò a bussare alla porta del re e gli disse, Datemi una barca. La casa del re aveva molte altre porte, ma quella era la porta delle petizioni. Siccome il re passava tutto il tempo seduto davanti alla porta degli ossequi (degli ossequi che rivolgevano a lui, beninteso), ogni volta che sentiva qualcuno chiamare da quella delle petizioni si fingeva distratto, e solo quando il risuonare continuo del battente di bronzo diventava, più che palese, chiassoso, togliendo la pace al vicinato (cominciavano tutti a mormorare, Ma che razza di re abbiamo noi, che non risponde), solo allora dava ordine al primo segretario di andare a informarsi su cosa mai volesse il postulante, che non c’era modo di far tacere. Il primo segretario, allora, chiamava il secondo segretario, questi chiamava il terzo, che trasmetteva l’ordine al primo assistente, che a sua volta lo trasmetteva al secondo, e così via fino alla donna delle pulizie, la quale, non avendo nessuno a cui comandare, socchiudeva la porta delle petizioni e domandava dalla fessura, Che cosa volete. Il postulante manifestava il proprio desiderio, e cioè chiedeva quanto aveva da chiedere, poi si piazzava in un cantuccio della porta, in attesa che la richiesta percorresse, dall’uno all’altro, il camino inverso, fino a giungere al re. Occupato com’era sempre con gli ossequi, il re tardava a rispondere, ed era già non piccolo segno di premura per il benessere e la felicità del suo popolo quando decideva di chiedere un documentato parere scritto al primo segretario, il quale, inutile dirlo, passava l’incombenza al secondo segretario, questi al terzo, l’uno dopo l’altro, fino ad arrivare di nuovo alla donna delle pulizie, che trasmetteva un sì o un no a seconda dell’umore del momento.... Segue...(se la padrona di casa me lo permetterà e se Le interesserà il seguito)