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Post N° 46


Tuttavia, nel caso dell’uomo che voleva una barca, le cose non andarono proprio così. Quando la donna delle pulizie gli domandò dallo spiraglio della porta, Che cosa volete, l’uomo, invece di chiedere, come facevano tutti, un titolo, una decorazione, o semplicemente denaro, rispose, Voglio parlare con il re, Sapete bene che il re non può venire, è alla porta degli ossequi, rispose la donna, Allora andate a dirgli che non me ne vado finché non viene, personalmente, a informarsi su quello che voglio, concluse l’uomo, e si sdraiò sulla soglia, avvolgendosi nel mantello, per via del freddo. Si poteva entrare e uscire solo passandogli sopra. Orbene, questo era un bel problema, se consideriamo che, in base alla prassi della porta, si poteva ricevere soltanto un supplice alla volta, con il risultato che, fino a quando ci fosse stato lì qualcuno in attesa di una risposta, nessun altro si sarebbe potuto avvicinare per esporre le proprie necessità o i propri desideri. A prima vista, chi ci guadagnava con questo codicillo del regolamento era il re, in quanto, essendo meno numerosa la gente che veniva a disturbarlo con le proprie lamentele, a lui rimaneva più tempo, e più calma, per ricevere, assaporare e gradire gli ossequi. A ben rifletterci, però, il re ci perdeva, e molto, perché le proteste pubbliche, dal momento che la risposta cominciava a tardare più del giusto, facevano aumentare seriamente lo scontento sociale, il che, a sua volta, avrebbe avuto immediate e negative conseguenze sull’afflusso degli ossequi. Nel caso che stiamo raccontando, il risultato di una ponderazione fra i benefici e gli svantaggi condusse il re ad andare, in capo a tre giorni, e nella sua regal persona, alla porta delle petizioni per informarsi su ciò che voleva quell’intruso che si era rifiutato di inoltrare la richiesta per le competenti vie burocratiche.... Segue ...