Aprite la porta, disse il re alla donna delle pulizie, e lei domandò, Tutta, o solo un poco. Il re ebbe un attimo di incertezza, dato che per la verità non gradiva molto esporsi all’aria della strada, ma poi fece una riflessione, sarebbe sembrato brutto, oltre che indegno della sua maestà, parlare con una suddito attraverso una fessura, quasi ne avesse paura, e soprattutto davanti alla donna delle pulizie che assisteva al colloquio e che si sarebbe affrettata a raccontare Dio sa che cosa, Spalancata, ordinò. L’uomo che voleva una barca si alzò dal gradino quando cominciò a sentire il rumore delle serrature, ripiegò il mantello e si mise ad aspettare. Questi segnali, che finalmente qualcuno stava venendo ad aprire e che, pertanto, il posto si sarebbe ben presto liberato, fecero avvicinare alla porta un certo numero di pretendenti alla liberalità del trono che si trovavano lì intorno, pronti ad assaltare il posto appena si fosse reso vacante. L’inopinata comparsa del re (una cosa che non era mai accaduta da quando avevo la corona in testa) provocò un’immensa sorpresa, non solo ai suddetti candidati, ma anche ai vicini che, attratti dalla repentina agitazione, si erano affacciati alle finestre di casa, dall’altro lato della strada. L’unico a non mostrarsi sorpreso fu proprio l’uomo che era venuto a chiedere una barca. Aveva calcolato costui, e aveva colto nel segno, che il re, seppure avesse tardato tre giorni, avrebbe dovuto sentirsi curioso di vedere la faccia di chi, senza batter ciglio, e con notevole audacia, l’aveva fatto chiamare. Incerto, dunque, fra la curiosità che non era riuscito a reprimere e il fastidio di vedere tanta gente riunita, il re, nel peggiore dei modi, gli rivolse tre domande una dietro l’altra, Che cosa volete, Perché non avete detto subito che cosa volevate, Pensate forse che io non abbia altro da fare, ma l’uomo rispose soltanto alla prima, Datemi una barca, disse. Lo sgomento lasciò il re a tal punto sconcertato che la donna delle pulizie si affrettò ad avvicinargli una sedia di paglia, proprio quella su cui le stessa sedeva quando doveva lavorare con ago e filo, giacché oltre alle pulizie, a palazzo erano di sua competenza anche alcuni lavori di cucito, come rammendare le calze dei paggi. Seduto scomodo, perché la sedia di paglia era molto più bassa del trono, il re stava cercando il modo migliore di sistemare le gambe, ora rannicchiandole ora allungandole di lato, mentre l’uomo che voleva una barca aspettava con pazienza la domanda che sarebbe seguita, E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, fu quello che il re effettivamente gli domandò quando finalmente riuscì a sistemarsi, con discreta comodità, sulla sedia della donna delle pulizie, Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo, Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare, di quelli che hanno la mania delle navigazioni, e che non è bene contrariare fin da subito, L’isola sconosciuta, ripeté l’uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più, Chi ve l’ha detto,re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, … Segue …
Post N° 48
Aprite la porta, disse il re alla donna delle pulizie, e lei domandò, Tutta, o solo un poco. Il re ebbe un attimo di incertezza, dato che per la verità non gradiva molto esporsi all’aria della strada, ma poi fece una riflessione, sarebbe sembrato brutto, oltre che indegno della sua maestà, parlare con una suddito attraverso una fessura, quasi ne avesse paura, e soprattutto davanti alla donna delle pulizie che assisteva al colloquio e che si sarebbe affrettata a raccontare Dio sa che cosa, Spalancata, ordinò. L’uomo che voleva una barca si alzò dal gradino quando cominciò a sentire il rumore delle serrature, ripiegò il mantello e si mise ad aspettare. Questi segnali, che finalmente qualcuno stava venendo ad aprire e che, pertanto, il posto si sarebbe ben presto liberato, fecero avvicinare alla porta un certo numero di pretendenti alla liberalità del trono che si trovavano lì intorno, pronti ad assaltare il posto appena si fosse reso vacante. L’inopinata comparsa del re (una cosa che non era mai accaduta da quando avevo la corona in testa) provocò un’immensa sorpresa, non solo ai suddetti candidati, ma anche ai vicini che, attratti dalla repentina agitazione, si erano affacciati alle finestre di casa, dall’altro lato della strada. L’unico a non mostrarsi sorpreso fu proprio l’uomo che era venuto a chiedere una barca. Aveva calcolato costui, e aveva colto nel segno, che il re, seppure avesse tardato tre giorni, avrebbe dovuto sentirsi curioso di vedere la faccia di chi, senza batter ciglio, e con notevole audacia, l’aveva fatto chiamare. Incerto, dunque, fra la curiosità che non era riuscito a reprimere e il fastidio di vedere tanta gente riunita, il re, nel peggiore dei modi, gli rivolse tre domande una dietro l’altra, Che cosa volete, Perché non avete detto subito che cosa volevate, Pensate forse che io non abbia altro da fare, ma l’uomo rispose soltanto alla prima, Datemi una barca, disse. Lo sgomento lasciò il re a tal punto sconcertato che la donna delle pulizie si affrettò ad avvicinargli una sedia di paglia, proprio quella su cui le stessa sedeva quando doveva lavorare con ago e filo, giacché oltre alle pulizie, a palazzo erano di sua competenza anche alcuni lavori di cucito, come rammendare le calze dei paggi. Seduto scomodo, perché la sedia di paglia era molto più bassa del trono, il re stava cercando il modo migliore di sistemare le gambe, ora rannicchiandole ora allungandole di lato, mentre l’uomo che voleva una barca aspettava con pazienza la domanda che sarebbe seguita, E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, fu quello che il re effettivamente gli domandò quando finalmente riuscì a sistemarsi, con discreta comodità, sulla sedia della donna delle pulizie, Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo, Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare, di quelli che hanno la mania delle navigazioni, e che non è bene contrariare fin da subito, L’isola sconosciuta, ripeté l’uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più, Chi ve l’ha detto,re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, … Segue …