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Post N° 50


E qual è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca, Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta, Da chi ne avete sentito parlare, domandò il re, ora più serio, Da nessuno, In tal caso, perché vi ostinate ad affermare che esiste, Semplicemente perché è impossibile che non esista un’isola sconosciuta, E siete venuti qui a chiedermi una barca, Sì, sono venuto qui a chiedervi una barca, E chi siete voi, perché io ve la dia, E chi siete voi, per non darmela, Sono il re di questo regno, e le barche del regno mi appartengono tutte, Piuttosto appartenete voi a loro e non loro a voi, Che volete dire, domandò il re, inquieto, Che voi, senza le barche, non siete nulla, e che loro, senza di voi, potranno sempre navigare, Ai miei ordini, con i miei piloti e i miei marinai, Non vi chiedo né marinai, né pilota, vi chiedo solo una barca, E quest’isola sconosciuta, se la troverete, sarà per me, A voi, re, interessano solo le isole conosciute, Mi interessano anche quelle sconosciute quando non lo sono più, Forse questa non si farà conoscere, Allora non vi do la barca, Me la darete. Nell’udire queste parole, pronunciate con tanta tranquilla fermezza, gli aspiranti alla porta delle petizioni, nei quali, un minuto dopo l’altro, fin dall’inizio della conversazione, continuava ad aumentare l’impazienza, più per liberarsene che per solidale simpatia, decisero di intervenire a favore dell’uomo che voleva la barca, cominciando a urlare, Dategli la barca, dategli la barca. Il re aprì bocca per dire alla donna delle pulizie di far venire la guardia di palazzo a ristabilire immediatamente l’ordine pubblico e imporre la disciplina, ma, in quel momento, i vicini che assistevano dalle finestre si unirono al coro con entusiasmo, urlando come gli altri, Dategli la barca, dategli la barca.... Segue ...