Il diamante di Gould, che da alcuni autori viene ascritto al genere Poephila, è senza alcun dubbio una delle più belle specie di uccelli esistenti. Questo diamante è stato descritto per la prima volta nel 1844 dal celebre pittore e ornitologo John Gould. Si dimostra assai esigente quanto a temperatura e va perciò mantenuto di preferenza in una voli era da appartamento o in una serra-voliera. La temperatura ideale è attorno ai 20 °; è assolutamente indispensabile che non si verifichino sbalzi termici e che l'umidità relativa dell’aria sia sempre piuttosto bassa. L'alimentazione deve essere formata da scagliola, miglio bianco, panico e niger in parti uguali. Nel periodo riproduttivo va fornito agli uccelli il pastone all’uovo e qualche alimento proteico di origine animale. Indispensabili si rivelano i sali minerali, forniti sotto forma di guscio d'uovo sterilizzati, ossi di seppia e vecchi calcinacci, e anche gli integratori vitaminici. Nei mesi invernali alcuni allevatori somministrano una volta alla settimana l'olio di fegato di merluzzo; molto utili risultano anche i semi germinati e ben lavati. Il diamante di Gould tende purtroppo in cattività a mantenere la cronologia riproduttiva australe e quindi a nidificare nell’autunno-inverno europeo. Il materiale da costruzione da fornire agli uccelli deve essere molto vario poichè ogni individuo manifesta delle proprie preferenze. Alcune coppie imbottiscono troppo sommariamente il nido e quindi deve intervenire l'allevatore. La covata comprende di solito da 4 a 8 uova (in qualche caso addirittura sino a 12) di 17 X 13 mm che i genitori covano a turno per 14-16 giorni. I piccoli abbandonano il nido dopo 22-24 giorni e divengono autosufficienti a 35-45 giorni di età Alcune femmine si dimostrano cattive riproduttrici: diviene quindi necessario affidare uova e piccoli a coppie di passeri del Giappone che fungano da balie.
diamanti di gould allevati da me
Il diamante di Gould, che da alcuni autori viene ascritto al genere Poephila, è senza alcun dubbio una delle più belle specie di uccelli esistenti. Questo diamante è stato descritto per la prima volta nel 1844 dal celebre pittore e ornitologo John Gould. Si dimostra assai esigente quanto a temperatura e va perciò mantenuto di preferenza in una voli era da appartamento o in una serra-voliera. La temperatura ideale è attorno ai 20 °; è assolutamente indispensabile che non si verifichino sbalzi termici e che l'umidità relativa dell’aria sia sempre piuttosto bassa. L'alimentazione deve essere formata da scagliola, miglio bianco, panico e niger in parti uguali. Nel periodo riproduttivo va fornito agli uccelli il pastone all’uovo e qualche alimento proteico di origine animale. Indispensabili si rivelano i sali minerali, forniti sotto forma di guscio d'uovo sterilizzati, ossi di seppia e vecchi calcinacci, e anche gli integratori vitaminici. Nei mesi invernali alcuni allevatori somministrano una volta alla settimana l'olio di fegato di merluzzo; molto utili risultano anche i semi germinati e ben lavati. Il diamante di Gould tende purtroppo in cattività a mantenere la cronologia riproduttiva australe e quindi a nidificare nell’autunno-inverno europeo. Il materiale da costruzione da fornire agli uccelli deve essere molto vario poichè ogni individuo manifesta delle proprie preferenze. Alcune coppie imbottiscono troppo sommariamente il nido e quindi deve intervenire l'allevatore. La covata comprende di solito da 4 a 8 uova (in qualche caso addirittura sino a 12) di 17 X 13 mm che i genitori covano a turno per 14-16 giorni. I piccoli abbandonano il nido dopo 22-24 giorni e divengono autosufficienti a 35-45 giorni di età Alcune femmine si dimostrano cattive riproduttrici: diviene quindi necessario affidare uova e piccoli a coppie di passeri del Giappone che fungano da balie.