IO SONO LA VITA 1

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Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle Grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:1- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle Grazie che Gesù ha preparato per la festa;Gesù ha legato alla recita di questa Coroncina una promessa generale e promesse particolari:- La promessa generale legata alla Coroncina è:“Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno” (Q. V, p. 508). “Con essa -ha detto un’ altra volta Gesù- otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà” (Q. VI, p. 568). La volontà di Dio è espressione del Suo amore per l’uomo, dunque tutto ciò che è in disaccordo con essa o è un male o è dannoso e non può essere dispensato neanche dal Padre.- Le promesse particolari legate alla Coroncina riguardano l’ora della morte:“Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. (...) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa Coroncina una volta sola, otterrà la Grazia della Mia infinita misericordia” (Q. II, p. 263). Si tratta qui della Grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di Grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la Grazia è recitare almeno una volta tutta la Coroncina così come Gesù l’ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati. La stessa Grazia -di conversione e remissione dei peccati- sarà ricevuta dagli agonizzanti, se altri accanto la reciteranno.Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché‚ le preghiere in quell’ora siano esaudite:1- la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;2- deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa Passione.“In quell’ora - dice Gesù - non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione” (Q. IV, p. 440). 3- Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del culto della Divina Misericordia.2- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le Grazie salvificanti, ma anche benefici terreni, sia alle singole persone sia ad intere comunità;3- tutte le Grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).Questa grande ricchezza di Grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l’indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che Suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.La coroncina alla Divina Misericordia Questa preghiera era stata dettata a Suor Faustina da Gesù il 13 e il 14 settembre 1935 a Vilnius. Nella sua cella ha avuto la visione di un Angelo, venuto a castigare la terra per i peccati. Quando ha visto questo segno dell’ira di Dio ha cominciato a chiedere all’Angelo di attendere ancora poiché‚ il mondo avrebbe fatto penitenza. Quando però si è trovata al cospetto della Santissima Trinità non ha avuto il coraggio di ripetere la supplica. Solo quando nell’anima ha sentito la forza della Grazia di Gesù ha cominciato a pregare con le parole che aveva udito interiormente (erano le parole della Coroncina alla Divina Misericordia) e allora ha visto che il castigo è stato allontanato dalla terra. Il mattino dopo, entrata in cappella, Gesù ancora una volta le ha insegnato con esattezza come bisogna recitare questa preghiera. (Q. I, p. 192 - Q. I, p. 193).Don I. Rozycki spiegando il contenuto della Coroncina dice che in essa offriamo a Dio Padre “il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità” di Gesù Cristo, Figlio di Dio, cioè la Sua Divina Persona e la Sua Umanità, non la stessa natura di Dio, che è comune al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo e come tale non può essere offerta a Dio Padre. Possiamo invece offrire tutta la Persona del Figlio di Dio Incarnato, poiché‚ Egli stesso “ha dato se stesso per noi quale offerta e sacrificio” (Ef 5,2).Recitando la Coroncina ci uniamo all’offerta di Gesù fatta sulla croce “in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”. In essa offriamo a Dio Padre il Suo Amatissimo Figlio e dunque ci appelliamo al “motivo più forte per essere esauditi da Dio” (R., p. 27).Sui grani dell’Ave Maria del Rosario ripetiamo: “Per la Sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero”, che significa -secondo lo spirito della devozione- appellarsi non tanto alla riparazione fatta da Cristo sulla croce, quanto alla Sua misericordia, che vuole offrirsi agli uomini.La recita di questa preghiera è anche un atto di misericordia, poiché‚ in essa chiediamo “la misericordia per noi e per il mondo intero”. Il pronome “noi” sta a significare, secondo la spiegazione di don I. Rozycki, la persona che recita la preghiera e coloro per i quali desidera o è obbligata a pregare. Invece “il mondo intero” sono tutte le persone che vivono sulla terra e le Anime che soffrono in Purgatorio.La formula della Coroncina è destinata alla recita comunitaria o individuale, senza differenza, e perciò non bisogna cambiare o aggiungere altre parole. La trasformazione invece delle parole nell’espressione: “mondo intero” a “tutto il mondo” è corretta, perché‚ in nulla cambia il testo della Coroncina ed è più esatta nella lingua polacca.Gesù ha legato alla recita di questa Coroncina una promessa generale e promesse particolari:- La promessa generale legata alla Coroncina è:“Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno” (Q. V, p. 508). “Con essa -ha detto un’ altra volta Gesù- otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà” (Q. VI, p. 568). La volontà di Dio è espressione del Suo amore per l’uomo, dunque tutto ciò che è in disaccordo con essa o è un male o è dannoso e non può essere dispensato neanche dal Padre.- Le promesse particolari legate alla Coroncina riguardano l’ora della morte:“Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. (...) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa Coroncina una volta sola, otterrà la Grazia della Mia infinita misericordia” (Q. II, p. 263). Si tratta qui della Grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di Grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la Grazia è recitare almeno una volta tutta la Coroncina così come Gesù l’ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati. La stessa Grazia -di conversione e remissione dei peccati- sarà ricevuta dagli agonizzanti, se altri accanto la reciteranno.Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché‚ le preghiere in quell’ora siano esaudite:1- la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;2- deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa Passione.“In quell’ora - dice Gesù - non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione” (Q. IV, p. 440). 3- Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del culto della Divina Misericordia.