Ogni tanto succede sempre una tragedia dovuta a "la natura che si ribella" o ai "cambiamenti climatici"...Non credo si tratti di ciò, o meglio...Non è la natura che si vendica:- semplicemente abbiamo gente più stupida (o criminale) nel decidere come e dove costruire;- abbiamo tanti enti (e quindi gente da stipendiare) che dovrebbero fare manutenzione sul territorio ma, se la fanno, non la fanno come andrebbe fatta;- abbiamo cittadini che reclamano solo diritti ma si disinteressano della cosa pubblica FIN TANTO CHE QUESTA NON MINACCI LA ROBA PRIVATA;- ci si sveglia solo quando accadono le tragedie, passato il notizione tutto passa in secondo piano;- appena succedono le tragedie si stanziano milioni di Euro, ma non si sa mai dove vanno a finire fintanto che non ricapita e allora si svegliano i magistrati per fare indagini inutili (tanto i soldi chi li vede più? poi magari i delinquenti - quasi sempre politici - si salvano pure con la prescrizione...).Mi dispiace per le vittime, dispiace sempre...Ma sono anche arrabbiata e vedere i superstiti che piangono perché noi Italiani piangiamo sulle macerie ma non facciamo mai nulla per prevenirle (i politici hanno le loro colpe ma anche noi siamo colpevoli di menefreghismo) e perché i colpevoli paghino...Come quando LegaAmbiente organizza le giornate spot... Perché devono essere giornate spot e non cultura, tradizione?Mio nonno, classe 1911, fece con dei tronchetti dei gradini all'inizio del bosco... La terra in quel posto è argillosa, quindi quando piove è difficile percorrere la salita senza scivolare... Con dei tronchetti negli anni 40/50 creò questi gradini che ancora oggi resistono al passaggio di chissà quanta gente e alle piogge...Tronchetti conficcati in profondità nel terreno (interrati a colpi di mazza perché non c'era altro modo) per tenere fermo il tronchetto che funge da gradino di contenimento...Mio nonno non ha studiato, non era ingegnere... Ma conosceva la terra e sapeva sfruttarla rispettandola affinché continuasse a dare frutti per la sussistenza sua e della sua famiglia, affinché non si creassero danni che si sarebbero ripercossi anche su lui e la sua gente...Quando ero piccola vedevo i papà che si trovavano insieme per pulire i fossati, le mamme portavano quella bottiglia di vino a fine lavori tanto da "rinfrescare la gola" e poi ognuno tornava a casa sua per il pranzo... Si trattava di quelle 3/4 ore una domenica ogni tanto per tenere in ordine posti che tutti usavano perché di nessuno... Si, c'era la buona... Non posso nemmeno dire "la buona regola" perché non era nulla di imposto... C'era la coscienza a suggerire di tenere con cura la cosa pubblica... Che tra l'altro nemmeno veniva sentita come "cosa pubblica" ma come cosa di tutti e se qualcuno la violava veniva semplicemente richiamato e il solo richiamo valeva come monito: c'era rispetto per l'adulto che ti sgridava e c'era rispetto e fiducia tra adulti... Se il signor Mario mi avesse ripresa nel fare qualcosa io avrei smesso come se fosse stato mio padre a richiamarmi... E se il signor Mario (ma non era necessario) avesse riferito ai miei di avermi richiamato i miei gli avrebbero accordato fiducia, non lo avrebbero aggredito per difendere la figlia maleducata...C'era rispetto...C'era rispetto per tutto e tutti...Oggi si riconoscono un sacco di diritti su carta ma nella realtà tutto e tutti vengono calpestati, salvo poi rivolgersi ai tribunali per ottenere giustizia (se giustizia si ottiene)...Un tempo c'erano intere famiglie che un tribunale, un avvocato, non lo vedevano mai in vita loro...C'è un detto che recita "Contadino: scarpe grosse, cervello fino."Mai come oggi questo detto sarebbe da osservare...
Non si tratta di fatalità...
Ogni tanto succede sempre una tragedia dovuta a "la natura che si ribella" o ai "cambiamenti climatici"...Non credo si tratti di ciò, o meglio...Non è la natura che si vendica:- semplicemente abbiamo gente più stupida (o criminale) nel decidere come e dove costruire;- abbiamo tanti enti (e quindi gente da stipendiare) che dovrebbero fare manutenzione sul territorio ma, se la fanno, non la fanno come andrebbe fatta;- abbiamo cittadini che reclamano solo diritti ma si disinteressano della cosa pubblica FIN TANTO CHE QUESTA NON MINACCI LA ROBA PRIVATA;- ci si sveglia solo quando accadono le tragedie, passato il notizione tutto passa in secondo piano;- appena succedono le tragedie si stanziano milioni di Euro, ma non si sa mai dove vanno a finire fintanto che non ricapita e allora si svegliano i magistrati per fare indagini inutili (tanto i soldi chi li vede più? poi magari i delinquenti - quasi sempre politici - si salvano pure con la prescrizione...).Mi dispiace per le vittime, dispiace sempre...Ma sono anche arrabbiata e vedere i superstiti che piangono perché noi Italiani piangiamo sulle macerie ma non facciamo mai nulla per prevenirle (i politici hanno le loro colpe ma anche noi siamo colpevoli di menefreghismo) e perché i colpevoli paghino...Come quando LegaAmbiente organizza le giornate spot... Perché devono essere giornate spot e non cultura, tradizione?Mio nonno, classe 1911, fece con dei tronchetti dei gradini all'inizio del bosco... La terra in quel posto è argillosa, quindi quando piove è difficile percorrere la salita senza scivolare... Con dei tronchetti negli anni 40/50 creò questi gradini che ancora oggi resistono al passaggio di chissà quanta gente e alle piogge...Tronchetti conficcati in profondità nel terreno (interrati a colpi di mazza perché non c'era altro modo) per tenere fermo il tronchetto che funge da gradino di contenimento...Mio nonno non ha studiato, non era ingegnere... Ma conosceva la terra e sapeva sfruttarla rispettandola affinché continuasse a dare frutti per la sussistenza sua e della sua famiglia, affinché non si creassero danni che si sarebbero ripercossi anche su lui e la sua gente...Quando ero piccola vedevo i papà che si trovavano insieme per pulire i fossati, le mamme portavano quella bottiglia di vino a fine lavori tanto da "rinfrescare la gola" e poi ognuno tornava a casa sua per il pranzo... Si trattava di quelle 3/4 ore una domenica ogni tanto per tenere in ordine posti che tutti usavano perché di nessuno... Si, c'era la buona... Non posso nemmeno dire "la buona regola" perché non era nulla di imposto... C'era la coscienza a suggerire di tenere con cura la cosa pubblica... Che tra l'altro nemmeno veniva sentita come "cosa pubblica" ma come cosa di tutti e se qualcuno la violava veniva semplicemente richiamato e il solo richiamo valeva come monito: c'era rispetto per l'adulto che ti sgridava e c'era rispetto e fiducia tra adulti... Se il signor Mario mi avesse ripresa nel fare qualcosa io avrei smesso come se fosse stato mio padre a richiamarmi... E se il signor Mario (ma non era necessario) avesse riferito ai miei di avermi richiamato i miei gli avrebbero accordato fiducia, non lo avrebbero aggredito per difendere la figlia maleducata...C'era rispetto...C'era rispetto per tutto e tutti...Oggi si riconoscono un sacco di diritti su carta ma nella realtà tutto e tutti vengono calpestati, salvo poi rivolgersi ai tribunali per ottenere giustizia (se giustizia si ottiene)...Un tempo c'erano intere famiglie che un tribunale, un avvocato, non lo vedevano mai in vita loro...C'è un detto che recita "Contadino: scarpe grosse, cervello fino."Mai come oggi questo detto sarebbe da osservare...