Mala tempora currunt

Incolla e copia


Vi sarà senz'altro capitato più volte di imbattervi in Blog dove l'autore, improvvisandosi caporedattore, pubblica a nastro messaggi che altro non sono che un copia-incolla degli articoli di giornale o dei lanci delle agenzie di stampa.Sono piuttosto inflazionati e, in quanto tali, non fanno notizia, io, invece, vorrei segnalarvi un caso opposto: un articolo di giornale che dice le stesse cose di un messaggio apparso qualche tempo prima su un Blog.L'articolo in questione, un pezzo a firma di Giovanni Pons, è uscitoieri su "Affari & Finanza" -il supplemento economico del lunedì de"la Repubblica"- che, usualmente, fa immeritata fine al primo bidone d'immondizia.Tale inserto, solitamente, viene impaginato dando un ampio spazio iniziale sulle nuove tecnologie, quindi seguono approfondimenti sull'attualità ed infine, nelle ultime pagine, si trovano diversi focus su argomenti simili (ieri erano analizzate 3 aree dell'attività bancaria: il private, i mutui ed il risparmio gestito).Tutti gli argomenti vengono trattati con un tasso di propagandairrisorio se paragonato a quello del quotidiano di cui è emanazione.Insomma sarebbe senz'altro più utile che, nel cestino dei rifiuti,ci finisse il quotidiano di piazza Indipendenza e che, ad esser letto, fosse il suo bistrattato supplemento.A pagina 33, sotto il titolo "Quando il buon risanatore diventa un incerto industriale", Giovanni Pons torna sull'affaire Telecomanalizzando la storia di Marco Tronchetti Provera, alias MTP.Storia che inizia nel 1992 in una Pirelli in pessime condizioni reduce dal fallimento della scalata Continental.Qui cominciò l'ottimo lavoro di rilancio nel core business della gomma, l'altrettanto valida diversificazione nel segmento cavi e l'ingresso nel mercato immobiliare partendo dalle ex aree industrialidella Bicocca per arrivare ad una realtà la Pirelli Real Estate, di circa 2 miliardi di euro di capitalizzazione borsistica.Arrivò, nel 2001, la grande chance offerta dalla cessione, nel bel mezzo della bolla speculativa, dei brevetti sugli studi sui cavi alla Corning per la cifra monstre di 4,7 miliardi di $.Gli 0,7 se ne andarono in stock options, ma, quel che è peggio, i 4 vennero utilizzati per scalare Telecom: "passo più lungo della gamba" secondo quanto riferisce all'articolista un vecchio azionista Pirelli.Nei primi anni di gestione MTP, alle prese con la pesante eredità dei "capitani coraggiosi", dismise partecipazioni ritenute non più strategiche e procedette alle contemporanee fusioni Pirelli & C-Pirelli SPA ed Olivetti-Telecom. Secondo l'editorialista l'errore fatale di MTP fu quello commessoad inizio 2005 quando procedette all'unione fra Telecom e TIM riportando in questo modo il debito agli insostenibili livelli del suo insediamento, in cambio di impalpabili sinergie fra i 2 business.Quale Blog disse le stesse cose in anticipo? Quello che state leggendo adesso: nel messaggio n° 5 intitolato "Il colpo doppio di Mister Afef" pubblicato un mese fa, nei giorni caldi del caso Telecom.Allorquando sui media infuriava il tiro al piccione sul manager milanese, non perchè questi sia un incapace (la sua storia in Pirelli dimostra l'esatto contrario) ma perchè gli editori dei pennivendoli che sparavano bordate contro MTP hanno già da tempo mire sul colosso telefonico e questa era sembrata una ghiotta occasione per assestare una poderosa spallata al suo manager-azionista.La sola differenza, è che io rimarcai il ruolo di Cuccia, il patrondella MedioBanca, che aiutò il giovane MTP nei suoi inizi in Pirelli,cavandolo d'impaccio nelle situazioni più delicate come quando Martin Ebner aveva messo gli occhi sulla società della Bicocca senza soffermarmi sulla fusione Telecom-TIM perchè, a mio modesto avviso, il vero errore fu quello di impiegare la liquidità targata Corning su Telecom; l'articolista dà comunque conto di ciò riportando, a tal proposito, il condivisibile parere di un importante ex-azionista Pirelli.Questo articolo arriva a distanza di un mese dagli eventi, ma, proprio per questo, è più degno di attenta lettura.A mente fredda, nelle pagine interne di un supplemento semiclandestino, letto solo dagli addetti ai lavori, si può ragionare obiettivamente ed analizzare la situazione senza urlare o fare demagogia a buon mercato; difficile immaginare un editoriale come questo uscire nel bel mezzo della bufera sulla prima pagina del quotidiano diretto da Ezio Mauro.Quando scrissi il pezzo su Telecom, infatti, MTP era lo scemo del villaggio mentre i media utilizzavano il caso Telecom per attaccare chi il governo; chi il management della compagnia telefonica a seconda degli interessi dell'editore (in entrambi i casi non mancavano sicuramente gli argomenti).La sequenza dei commenti a questo messaggio non fu granchè esaltante: un paio di complimenti ed un paio di considerazioni alquanto originali.In un commento veniva detto che Telecom fa credere di essere piena di debiti mentre in realtà ha già costituito oltreconfine consistenti provviste di fondi neri.In un altro commento un blogger diceva che se ci fosse stato lui al posto di MTP, quando doveva gestire i 4 miliardi di $, sarebbe scappato con la cassa.Tempo dopo, lo stesso blogger, commentando un mio messaggio sulla situazione in Alitalia, scrisse che i manager della compagnia aerea erano una manica di disonesti [Sic].