Mala tempora currunt

Tre donne in barca (per non parlar del Giacinto)


Sarà dunque un triumvirato in gonnella a guidare il partito radicale: questo il risultato finale del congresso padovano, infuocato alla vigilia dallo scontro Pannella-Capezzone.La polemica fra il leader di sempre ed il trentenne romano (deputato nonchè presidente della commissione delle attività produttive) segretario uscente, scoppiava durante una riunione a porte chiuse dello stato maggiore del partito.Le porte erano chiuse ma i microfoni di Radio Radicale erano aperti:così andava in onda in presa diretta, senzafiltrinécensure, -come da consolidata prassi- l'ennesimo psicodramma del partito diPannella che continua a non trovare pace.Per chi si fosse perso la diretta, poi, c'è sempre il sito di RadioRadicale che mette a disposizione la documentazione dell'intera riunione: e, puntualmente, il server è stato mandato K.O. dalla spaventosa mole di contatti nelle ore successive all'accaduto.Riassumere per sommi capi la storia politica di Pannella è impresaimmane; basti dire che è in politica da sempre e che, se fosse un personaggio del mondo dei fumetti, sarebbe senz'altro il "Numero 1" di Alan Ford: il terribile vecchiaccio sulla sedia a rotelle di cui non si conoscono né il nome né l'età; leader indiscusso del gruppo TNT.Oltre all'analogia estetica, dovuta alla canizie, quella inerente alla carica rivestita, c'è anche un altro particolare ad accomunarli: i discorsi di entrambi partono ab ovo.Se il personaggio disegnato dal compianto Magnus deve spiegare a Bob Rock o alla Cariatide come acchiappare SuperCiuk, comincia araccontare di quando suggerì ad Ulisse la costruzione di un cavallodi legno per espugnare la città di Troia.Nello stesso modo, quando Pannella detta la linea alla Bonino e compagnia, ben che vada comincia a narrare le gesta dei fratelli Rosselli (Guerra di Spagna, anno del signore 1936): tappe obbligate di quel periodo sono anche gli accordi di Monaco e il patto Molotov-Von Ribbentrop.Planando sulle miserie italiane, i suoi LeitMotiv sono l'impeachment da loro voluto contro il presidente Giovanni Leone, il rapimento di Aldo Moro e le parabole su vita e opere di Ernesto Rossi, un loro padre nobile.Il brodo viene arricchito da altri ingredienti come gli altarini di Cossiga, le dispute con Fanfani a proposito di divorzio e aborto, le polemiche contro l'unità nazionale, i mille digiuni su tutto ed il contrario di tutto...Ne vengono fuori interminabili discorsi fini a sé stessi che da soli bastano e avanzano per riempire l'intero palinsesto di Radio Radicale: chi ascolta dal vivo o via etere è ormai completamente assuefatto al punto di non farci fa più caso.Per spiegare il 2-3%, da sempre magro bottino di ogni tornata elettorale, Pannella ha sempre accusato i media di ostracismo nei suoi confronti.Tale argomento, tuttavia, non può essere utilizzato a proposito del risultato della rosa nel pugno di 6 mesi fa visto che gli esponenti radicali erano sponsorizzati dai maggiori quotidiani che hanno concesso loro spazi notevoli ed interviste a getto continuo.Nonostante si presentassero in tandem con i socialisti di Boselli emalgrado fossero stati pompati dai quotidiani favorevoli al centrosinistra, il loro risultato fu assai misero; e la delusione venne notevolmente aggravata dal non essere in alcun modo decisivi per le sorti della maggioranza di governo non avendo ottenuto nessun seggio al Senato.Così anche un Pallaro qualsiasi finisce per essere tenuto in maggior considerazione rispetto al partito di Pannella.Questa situazione ha costretto i radicali a mettere fra parentesi itemi scomodi per la maggioranza con i quali avevano inutilmente provato a sfondare durante la campagna elettorale, per giustificatotimore di essere brutalmente accantonati da un centrosinistra che già così li sopporta a fatica.Un nervosismo che il santone radicale sa già come sfogare: dando addosso a chi gli sta facendo ombra all'interno del partito. Capezzone, dal canto suo, reagisce meglio di chi in passato (Giovanni Negri, Francesco Rutelli, Marco Taradash...) si era già trovato prima di lui nella sua medesima, scomoda situazione.Abbandona la carica di segretario ma non il partito, non indietreggia di un millimetro di fronte al furioso attacco del gran capo e dice senza peli sulla lingua ciò che attende i radicali a proposito del loro rapporto con il resto della coalizione: "Ci manderanno affanculo quando meglio farà loro comodo" con tanti saluti alla illusione coltivata dal resto della truppa di poter cambiare dall'interno la coalizione di cui hanno scelto di far parte.Segue congresso-farsa, la patacca della mozione unitaria ed il solito coniglio mediatico dal cilindro che, questa volta, arriva sottoforma di elezione di tre donne per la presidenza, la segreteria e la tesoreria del partito; ma il suo più che un tris di regine sembra un bluff malriuscito che gli farà perdere il piatto più ricco della sua infinita militanza politica.