Mala tempora currunt

Sotto il Pancani il volley crepa


Chissà cosa avrà pensato Ekaterina Gamova, filiforme centrale della Dinamo Mosca, mentre schiacciava a terra la palla che valeva il campionato mondiale.Le ore in palestra, le mille partite sui parquet di mezzo mondo e lestrigliate di Nikolay Karpol, il vulcanico ex-tecnico della nazionale russa.La vittoria della squadra russa non fa una grinza anche se sembrava fatta per le brasiliane, autrici di una partenza a razzo, che invece sono costrette a rimandare ancora una volta il loro appuntamento con la vittoria.La delusione maggiore del torneo é venuta dalla pallavolo asiatica:tutte le rappresentative orientali hanno esibito un gioco sterile eprevedibile, solo il fondamentale difensivo appariva ben curato.Così il naufragio contemporaneo di Cina, SudCorea, TaiWan e Giappone lascia il volley asiatico fuori dalle semifinali.La vera rivelazione del torneo invece, é stata senz'altro laSerbia & MonteNegro: la squadra allenata da Zoran Terzic ha un'età media attorno ai 21 anni e le atlete giocano quasi tutte all'estero in campionati come quello giapponese, italiano o turco.La TV satellitare serba ha seguito tutte le partite ed ha dato ampiospazio ai festeggiamenti delle ragazze che esultavano con le tre dita alzate non tanto per indicare il loro risultato finale ma come simbolo di appartenenza religiosa all'ortodossia cristiana....E l'Italia? Finiva malinconicamente da dove aveva cominciato cioé da una sconfitta senza attenuanti contro il sestetto balcanico.Nel mezzo una prestigiosa serie di facili vittorie contro il nullache le formule mondiali si ostinano a volere presente alla fasefinale delle rassegne iridate.Finché si tratta di giocare contro l'Egitto delle ragazze con il velo o contro le ragazze turche piuttosto che contro le peruviane, le nostre sono bravissime e spietate regolando per 3-0 e con parziali perentori la malcapitata avversaria di turno.Anche nella seconda fase il compito é risultato agevole: il percorsoera disegnato a favore della squadra padrona di casa, non a caso ilGiappone é rimasto in corsa fino all'ultimo per un posto nelle semifinali; mentre dall'altra parte si scornavano fra loro Brasile, Russia, Cina e Stati Uniti.Il grande bluff veniva svelato senza troppi riguardi dalla Russia chein semifinale trattava la squadra di Barbolini come quest'ultima aveva trattato in precedenza una scartina della prima fase: 3-0 finale, punteggi dei singoli set inequivocabili, mai in partita se non per i primi 10 minuti oltre ad una imbarazzante inferiorità tecnica in ogni fondamentale del gioco.Non se ne accorgevano in 2: l'ineffabile telecronista Pancani, checominciava a sentire odor di sconfitta sul quadruplo match-point russo ed il pacioso tecnico Barbolini che proseguiva la sua dormita in panchina.Il garrulo inviato RAI sembra stesse vedendo un'altra partita: mentre la squadra russa menava le danze a suo piacimento andandosene via nel punteggio con irrisoria facilità, lui vaneggiavadi "rimonta" o di "chiari segnali di progresso", alzando bandiera bianca sul 24-20 nel terzo set.Il placido Barbolini in fondo é il meno colpevole, si voleva uno chenon disturbasse le star e lui ha assolto questo compito in pieno.Ci sono però almeno 2 tecnici italiani soddisfatti per l'esito diquesto campionato mondiale.Uno di loro era seduto sulla panchina russa ed é Giovanni Caprara: il coach della squadra slava venne accolto con scetticismoal momento del suo arrivo a Mosca ma ha saputo zittire le critiche riportando la pallavolo russa in cima al mondo (non accadeva dall'epoca sovietica).Il suo vice in panchina é la moglie Irina Kirillova, ex-alzatricedella nazionale sovietica con cui vinse la medaglia d'oro alleolimpiadi di Seul, che traduce le indicazioni del CT alle giocatrici.Un altro tecnico italiano che può comprensibilmente gioire perl'andamento del torneo era a casa, dove ce lo avevano spedito legiocatrici italiane.Si tratta di Marco Bonitta (che ebbe Caprara come suo vice a Bergamo), convitato di pietra della spedizione azzurra in quanto CT sacrificato sull'altare del protagonismo delle ragazze ribellatesi proprio alla vigilia della rassegna iridata.Per quei pochi che non ne avessero avuto ancora abbastanza, da domani tocca ai ragazzi e le analogie con la squadra femminile si sprecano.Anche qua il CT Montali, con la testa altrove (siede nel CDA juventino post-calcioPoli), é aspramente contestato dai giocatori.Giocatori che dal canto loro arrivano a questo appuntamento dopoaver inanellato figuracce a ripetizione ed essendo ormai piùpersonaggi da rotocalco che atleti.La formula é il delirio già sperimentato dalle ragazze, checonsentirà a chi vuole farlo di illudersi di essere una grandesquadra perché magari si vincerà 3-0 contro l'Iran o il Venezuela.Uno di questi é Pancani che per commentare il torneo maschile dovrebbe riavere al suo fianco il suo degno compare Fefé De Giorgi: come se non fosse abbastanza deprimente ciò che si vede sul parquet.