Mala tempora currunt

L'uomo della previdenza


Anche quest'anno, puntualissimo in tempi di finanziaria, arriva il tema delle pensioni ad agitare, assieme ai mille altri problemi, il sonno degli italiani.I copioni sono gia' ampiamente collaudati ed i nostri politici, abituati a recitare a soggetto su tutto, non hanno difficolta' alcuna a calarsi nella parte.Nel prologo si e' fatto onore Carlo Fatuzzo: simpatico eurodeputatoxeneixe leader del partito dei pensionati, specializzato nel saltodella quaglia.E' proprio nella specialita' in cui eccelle che il nostro si guadagna la pagnotta ed un pizzico di visibilita' mollando la baracca prodianaa cui aveva aderito; salendo sul carro del vincitore annunciato, piu'o meno per gli stessi motivi per i quali adesso se ne va.Come impone la scaletta, ad aprire le danze e' il plenipotenziario economico del governo in carica: quest'anno e' toccato a Padoa-Schioppa, ministro -soi disant- tecnico; che per la stampa estera e' senza dubbio e di gran lunga il peggior ministro economico di tutta l'unione europea.Giudizio invero assai limitativo: potevano dire del mondo intero. Comunque come biglietto da visita non c'e' che dire: siamo proprio in buone mani.A seguire, la scaletta prevede "prese di posizione" e "distinguo" daparte di settori della maggioranza e "critiche" da parte dell'opposizione per i prossimi giorni.In realta' governare il terzo debito pubblico del mondo e' impresaimproba (specie per questo rabberciato e pirandelliano esecutivo), da sempre e' piu' facile e comodo fare demagogia dai banchi dell'opposizione.Con lo scambio dei ruoli, gli interpreti si scambiano anche i copioni:cosi' Tremonti puo' rifarsi delle accuse sulla finanza creativa e suicondoni che durante la scorsa legislatura gli sono continuamente arrivate.Ma la vera situazione si guardano bene entrambi dal dirla.L'INPS, il dissestato istituto che dovrebbe pagare le pensioni ailavoratori italiani, venne fondato dal 1933; quando la CNAS (fino aquel momento associazione ad adesione facoltativa) venne regolamentata come ente di diritto pubblico, ed in quanto tale ad effetti erga omnes.La regolamentazione avvenne non solo da un punto di vista giuridico ma anche da un punto di vista matematico-finanziario.Cioe' venivano stabilite le regole con le quali i contributi versatidurante la carriera lavorativa divenivano trattamento pensionisticoal raggiungimento dell'eta' prestabilita.In quel frangente storico l'Italia era profondamente diversa in ognifattore da tenere in considerazione per le proiezioni sui flussi dicassa di un ente pensionistico.Era un'Italia dalla vita media assai piu' corta rispetto ad oggi; iminatori del Sulcis arrivavano in pochi alla pensione e quei pochigravavano sulle casse INPS per pochi anni dopo aver pagato perdecenni.L'eta' media con cui si cominciava a lavorare (e a contribuire) eramolto piu' bassa e questo vale per tutte le tipologie di lavoro.L'eta' media complessiva della popolazione era molto piu' bassa rispetto a quella attuale: in uno scenario di quel tipo non si poteva che optare per il sistema cosiddetto a ripartizione, dove i lavoratoripagano la pensione a coloro che gia' si trovano in quiescenza grazie ai loro contributi.Per capire l'importanza di questa scelta e' sufficiente immaginare una similitudine con un famiglia vera e propria.E' come se stessimo parlando di una numerosa famiglia di allora, dove i tanti figli (i molti lavoratori che pagano i contributi), si occupavano dei genitori (i pochi pensionati che attingono alle cassedell'ente).Oggi la situazione si e' completamente rovesciata: fra single, coppie senza figli e figli unici sono molto pochi i lavoratori che devono farsi carico di un esercito di pensionati divenuti nel frattempo immortali (Ezio Greggio saluta quotidianamente decine dicentenari).L'errore fatale che ha fatto saltare il banco e' stato quello di non essere intervenuti periodicamente con dei correttivi che adeguassero le regole iniziali alla nuova realta' social-demografica, man mano che questa stava mutando.Non avendo agito per tempo, oggi non e' piu' possibile andare avanti con i pannicelli caldi, cosi' comincia a prendere forma sulle teste dei lavoratori italiani lo spettro della riforma draconiana.Da ormai un decennio infatti, riforme e controriforme si susseguonosenza venire a capo di nulla.Comincio' Berlusconi nell'ottobre '94 ma venne rovesciato 2 mesi dopo.Ci provo' Dini ma non gli riusci' da presidente del consiglio la riformache aveva in mente da ministro del tesoro; in compenso i sindacatiche lo avevano linciato nelle piazze l'anno prima, si incaricarono difar digerire la sua nuova riforma ai lavoratori.Si passo' quindi al sistema a contribuzione (alla romana, ognun perse') con tanti saluti alla solidarieta' generazionale; che andra' aregime fra parecchi anni.Prendendo cosi' fra i 2 fuochi una generazione di lavoratoricostretta a pagare 2 volte: per se' e per gli Highlander, divenutiormai l'incubo di tutti i ministri avvicendatisi in quel di via XX settembre da un decennio a questa parte.L'INPS e' alla bancarotta visto che il suo immenso patrimonio immobiliare e' stato messo a disposizione della nomenklatura politica a prezzi men che stracciati e sulla sua schiena sono stati caricati nell'ordine: i cosiddetti baby-pensionati (quarantenni che hanno pagato per ventanni e che riscuoteranno per 60), i pensionati di partito (legge Mosca: nomen omen) ed i falsi invalidi (una delle piu' becere forme di assistenzialismo esistente).Uno sfascio bypartizan che adesso, con la sinistra al governo e laconseguente copertura sindacale, puo' consumarsi nell'indifferenzadi chi non immagina neppure quanto il suo futuro gli sia gia' statoipotecato.