Questo, di solito, è un periodo in cui si fanno bilanci, ed è tempo di consuntivi anche per la moneta unica che si appresta a mandare in archivio il suo quinto anno di presenza nei portafogli degli abitanti dell'unione europea.In quello degli italiani, ricordiamolo, vi entrò di soppiatto, attraverso i "Kit" che le poste e le banche avevano preparato per l'occasione.Il "Kit", più prosaicamente, consisteva in una bustina di plasticacontenente una manciata di monete e monetine per un equivalentedi circa 20.000 £ ad uso pedagogico.Nel "Kit" non vennero incluse le istruzioni per l'uso, anche perchè, nelle controindicazioni, avrebbero dovuto scrivere: dimezzamento del potere d'acquisto, rinuncia alla sovranità monetaria (che, peraltro è sovranità tout court)...Tutto questo in cambio di cosa? Bassi tassi di interesse per il nostro astronomico debito pubblico?I tassi di allora erano già bassi. E ciò grazie all'ancoraggio ad una parità centrale con una moneta forte in un range di fluttuazione limitato, ovvero le 995 £ scelte come parità centrale contro DeutschMark e dalle quali ci si poteva discostare, al massimo, del 2%.Il ripudio di una £, moneta inaffidabile per definizione, a vantaggio di una valuta forte come il nascituro € sarebbe stato?A questo proposito analizziamo l'andamento dell'€ durante questi 5 anni: la divisa unica ha conosciuto, nel cambio verso il $, un minimo poco sopra gli 80 cents ed un massimo sopra l'1,30 fatto registrare in questo periodo.Una escursione estremamente ampia, spalmata su un arco di tempo relativamente breve; che ha visto la divisa del vecchio continente guadagnare circa il 65% dal suo bottom nei confronti del biglietto verde.Chi conosce l'economia monetaria sa che una valuta di questo tiponon può assolutamente essere qualificata come forte: la valutaforte, come il caro vecchio DeutschMark, basa il suo andamento suuna tenuta costante dei propri corsi verso le altre monete, qualsiasi cosa succeda sui mercati, ed il suo apprezzamento è misurato -senza scossoni o strappi- ma continuo e duraturo.Una stabilità di fondo, con intrinseca tendenza all'apprezzamento, che rappresenta il vero tratto distintivo di una valuta "forte".Graficamente ne potremmo raffigurare l'andamento come una rettamoderatamente inclinata in senso positivo.L'€, per quanto che ha fatto vedere sul mercato dei cambi, anziché essere la reincarnazione di SuperMarco sembra piuttosto l'erede della vecchia £: una scheggia impazzita capace di tutto, nel bene e -soprattutto- nel male.Il suo grafico finisce, pertanto, per assomigliare a quello di un titolino del Nasdaq: montagne russe e sentiment di euforia e panico che si alternano sui mercati; lasciando sconcertati gli investitori, costretti a maneggiare la valuta dell'area economica più ricca del pianeta, che, horribile dictu, si comporta sui mercati valutari peggio del Rand sudafricano o della Rupia indonesiana.Queste cose, chi le sta scrivendo adesso, le disse anche allora.Solo che, mentre le diceva, bancomat e sportelli venivano presi d'assalto dai depositanti che prendevano entusiasticamente possesso della nuova realtà intasando inutilmente la normale operatività bancaria.I più tempestivi uscirono per festeggiare la notte di San Silvestro portando seco il bancomat per poter essere i primi, allo scoccardella mezzanotte, ad avere fra le mani la nuova valuta.Erano stati convocati dai media che avevano creato, sulle attese dell'entrata in vigore della moneta unica, l'ennesima psicosi di massa.Il popolino, occorre dirlo, raccolse l'appello con entusiasmo degnodi miglior causa.In realtà, la moneta di per sé, è uno strumento; per fare "cosa" lo decide la politica monetaria; e questa traslocava, armi e bagagli, in quel di Bruxelles per essere rimessa nelle mani di eurocrati che nessuno conosce e nessuno ha mai eletto. Ed in quella sede gli interessi italiani non sono mai stati difesi: calpestati, derisi e mai tenuti nella benché minima considerazione.In questo scenario, la difesa dei propri risparmi dall'inflazione in arrivo (che gli indici ufficiali hanno sempre fotografato attorno al 2-3% ) fu la cosa più facile: bastò investire in beni reali (appartamenti, azioni, quote di fondi azionari...) unico rifugio sicuro di fronte alle minacce inflattive (l'inflazione è fenomeno monetarioe non reale) per sfruttare il raddoppio degli indici di Piazza Affari o l'altrettanto consistente apprezzamento del mercato immobiliare.Certo bisognava saperlo; perchè sperare di avere un consiglio di questo tipo dalle banche o dai media non aveva molto senso.Il problema privo di soluzione ha riguardato il dimezzamento del potere di acquisto di salari e pensioni, ovvero i flussi di pagamento futuri, per i quali non era possibile adottare alcun tipo di contromisura: è da questa situazione, redditualmente deteriorata, che nacque lo slogan cavalcato dall'opposizione di turno: "Lagggentenonriescepiùadarrivareafinemese".Il calvario finanziario delle famiglie italiane, peraltro, da lì ripartiva verso un'altra stazione: stante l'acquisita incapacità delle famiglie italiane a generare risparmio, si è assistito ad un proliferare di istituti di credito al consumo, spesso di diretta emanazione bancaria, che proponevano, attraverso martellanti campagne pubblicitarie, uno sguaiato modello consumistico.Scimmiottando il peggior modus vivendi statunitense, venivanoincoraggiate le contrazioni di debiti, cessioni del quinto, vendite di nude proprietà e scritture di ipoteche onde per poter finanziare un consumo di natura prettamente voluttuaria.Ne è un buon emblema lo spot di Banca Intesa, dove una giovane coppia decide in un minuto secondo di indebitarsi per comprare unacarabattola madeinChina con cui abbellire il proprio salotto. Indebitarsi -lo dico da genovese- dovrebbe essere una decisione dura, sofferta, lungamente meditata in ogni suo aspetto consequenziale, e solo per un investimento, non certo per un consumo, men che mai se superfluo: mentre, invece, siamo arrivati al punto che ci si indebita, ridacchiandoci su insieme al proprio cravattaro, per poter comprare un paio di poltrone nuove.In questo consiste la vera truffa dell'€: un furto di passato, fatto di risparmi dimezzati, ma anche di simbologia e di identità trafugate in una ormai lontana notte di San Silvestro (un tempo aprendo il portafogli si potevano vedere Leonardo, Michelangelo, Alessandro Volta, Giuseppe Verdi, Lorenzo Bernini, Caravaggio... Oggi non restano che strade e ponti, degna rappresentazione scenografica della costruzione senz'anima di cui l'€ è espressione) e di futuro grazie alla doppia erosione dei redditi fissi (al dimezzamento del potere d'acquisto già patito si è aggiunta la tendenza verso l'indebitamento inculcata ex novo) già da tempo in atto.Oltre al danno di questa devastazione economico-monetaria, la beffa di un gioco al rimpiattino sulle responsabilità politiche che esponenti di centrodestra e centrosinistra mettono in atto ogni qualvolta viene dibattuto questo argomento.Spettacolo avvilente ma, vedendo come certe loro tifoserie farebbero impallidire i capponi di Renzo, non del tutto immeritato: proprio come l'€.Fonte: CodaConsBene Prezzo 2001-Prezzo 2006 Aumento Percentuale ACCENDINO 0.52 1.00 + 92.3% LOTTO GIOCATA MINIMA 0.52 1.00 + 92.3% PENNA A SFERA 0.26 0.50 + 92.3% LAVANDERIA CAPPOTTO 2.58 4.50 + 74.4% DETERSIVO PIATTI 1 L 1.15 1.90 + 65.2% SALE 1 KG 0.47 0.75 + 59% PARRUCCHIERE MESSA IN PIEGA 9.81 15.00 + 53% SIGARETTE 2.17 3.30 + 52% FUMETTI 1.65 2.50 + 52% PIZZA MARGHERITA 3.36 5.00 + 48.8% UOVA CONFEZIONE DA 6 1.09 1.60 + 46.7% RISO 1 KG 1.52 2.20 + 44.7% FARINA 1 KG 0.57 0.80 + 40% JEANS 64.56 90.00 + 39.4% QUADERNONE 1.08 1.50 + 38.8% LIMONI 1 KG 1.37 1.90 + 38.6% SPAZZOLINO DA DENTI 1.81 2.50 + 38.1% OLIO DI SEMI 1.39 1.90 + 36.6% COLLANT 3.31 4.50 + 36% DEODORANTE STICK 2.30 3.10 + 34.7% DETERSIVO LAVATRICE 5.05 6.80 + 34.6% GAMBALETTI 1.38 1.85 + 34% SCATOLETTA GATTO GRANDE 1.14 1.50 + 31.5% CEREALI COLAZIONE 1.83 2.40 + 31.1% BIRRA 0.66 CL 1.03 1.35 + 31% BOLLETTINO C/C POSTALE 0.77 1.00 + 30% BIGLIETTO AUTOBUS 0.77 1.00 + 30% SUPPLI' 0.77 1.00 + 30% TONNO IN SCATOLA 7.09 9.99 + 26.7% BAGNOSCHIUMA 2.06 2.60 + 26.2% DADO 10 PZ 1.19 1.50 + 26% ASPIRINA 2.79 3.50 + 25.4% SAPONETTA 0.72 0.90 + 25% SCATTO TELEFONICO 0.062 0.078 + 25%
Ladri con la divisa
Questo, di solito, è un periodo in cui si fanno bilanci, ed è tempo di consuntivi anche per la moneta unica che si appresta a mandare in archivio il suo quinto anno di presenza nei portafogli degli abitanti dell'unione europea.In quello degli italiani, ricordiamolo, vi entrò di soppiatto, attraverso i "Kit" che le poste e le banche avevano preparato per l'occasione.Il "Kit", più prosaicamente, consisteva in una bustina di plasticacontenente una manciata di monete e monetine per un equivalentedi circa 20.000 £ ad uso pedagogico.Nel "Kit" non vennero incluse le istruzioni per l'uso, anche perchè, nelle controindicazioni, avrebbero dovuto scrivere: dimezzamento del potere d'acquisto, rinuncia alla sovranità monetaria (che, peraltro è sovranità tout court)...Tutto questo in cambio di cosa? Bassi tassi di interesse per il nostro astronomico debito pubblico?I tassi di allora erano già bassi. E ciò grazie all'ancoraggio ad una parità centrale con una moneta forte in un range di fluttuazione limitato, ovvero le 995 £ scelte come parità centrale contro DeutschMark e dalle quali ci si poteva discostare, al massimo, del 2%.Il ripudio di una £, moneta inaffidabile per definizione, a vantaggio di una valuta forte come il nascituro € sarebbe stato?A questo proposito analizziamo l'andamento dell'€ durante questi 5 anni: la divisa unica ha conosciuto, nel cambio verso il $, un minimo poco sopra gli 80 cents ed un massimo sopra l'1,30 fatto registrare in questo periodo.Una escursione estremamente ampia, spalmata su un arco di tempo relativamente breve; che ha visto la divisa del vecchio continente guadagnare circa il 65% dal suo bottom nei confronti del biglietto verde.Chi conosce l'economia monetaria sa che una valuta di questo tiponon può assolutamente essere qualificata come forte: la valutaforte, come il caro vecchio DeutschMark, basa il suo andamento suuna tenuta costante dei propri corsi verso le altre monete, qualsiasi cosa succeda sui mercati, ed il suo apprezzamento è misurato -senza scossoni o strappi- ma continuo e duraturo.Una stabilità di fondo, con intrinseca tendenza all'apprezzamento, che rappresenta il vero tratto distintivo di una valuta "forte".Graficamente ne potremmo raffigurare l'andamento come una rettamoderatamente inclinata in senso positivo.L'€, per quanto che ha fatto vedere sul mercato dei cambi, anziché essere la reincarnazione di SuperMarco sembra piuttosto l'erede della vecchia £: una scheggia impazzita capace di tutto, nel bene e -soprattutto- nel male.Il suo grafico finisce, pertanto, per assomigliare a quello di un titolino del Nasdaq: montagne russe e sentiment di euforia e panico che si alternano sui mercati; lasciando sconcertati gli investitori, costretti a maneggiare la valuta dell'area economica più ricca del pianeta, che, horribile dictu, si comporta sui mercati valutari peggio del Rand sudafricano o della Rupia indonesiana.Queste cose, chi le sta scrivendo adesso, le disse anche allora.Solo che, mentre le diceva, bancomat e sportelli venivano presi d'assalto dai depositanti che prendevano entusiasticamente possesso della nuova realtà intasando inutilmente la normale operatività bancaria.I più tempestivi uscirono per festeggiare la notte di San Silvestro portando seco il bancomat per poter essere i primi, allo scoccardella mezzanotte, ad avere fra le mani la nuova valuta.Erano stati convocati dai media che avevano creato, sulle attese dell'entrata in vigore della moneta unica, l'ennesima psicosi di massa.Il popolino, occorre dirlo, raccolse l'appello con entusiasmo degnodi miglior causa.In realtà, la moneta di per sé, è uno strumento; per fare "cosa" lo decide la politica monetaria; e questa traslocava, armi e bagagli, in quel di Bruxelles per essere rimessa nelle mani di eurocrati che nessuno conosce e nessuno ha mai eletto. Ed in quella sede gli interessi italiani non sono mai stati difesi: calpestati, derisi e mai tenuti nella benché minima considerazione.In questo scenario, la difesa dei propri risparmi dall'inflazione in arrivo (che gli indici ufficiali hanno sempre fotografato attorno al 2-3% ) fu la cosa più facile: bastò investire in beni reali (appartamenti, azioni, quote di fondi azionari...) unico rifugio sicuro di fronte alle minacce inflattive (l'inflazione è fenomeno monetarioe non reale) per sfruttare il raddoppio degli indici di Piazza Affari o l'altrettanto consistente apprezzamento del mercato immobiliare.Certo bisognava saperlo; perchè sperare di avere un consiglio di questo tipo dalle banche o dai media non aveva molto senso.Il problema privo di soluzione ha riguardato il dimezzamento del potere di acquisto di salari e pensioni, ovvero i flussi di pagamento futuri, per i quali non era possibile adottare alcun tipo di contromisura: è da questa situazione, redditualmente deteriorata, che nacque lo slogan cavalcato dall'opposizione di turno: "Lagggentenonriescepiùadarrivareafinemese".Il calvario finanziario delle famiglie italiane, peraltro, da lì ripartiva verso un'altra stazione: stante l'acquisita incapacità delle famiglie italiane a generare risparmio, si è assistito ad un proliferare di istituti di credito al consumo, spesso di diretta emanazione bancaria, che proponevano, attraverso martellanti campagne pubblicitarie, uno sguaiato modello consumistico.Scimmiottando il peggior modus vivendi statunitense, venivanoincoraggiate le contrazioni di debiti, cessioni del quinto, vendite di nude proprietà e scritture di ipoteche onde per poter finanziare un consumo di natura prettamente voluttuaria.Ne è un buon emblema lo spot di Banca Intesa, dove una giovane coppia decide in un minuto secondo di indebitarsi per comprare unacarabattola madeinChina con cui abbellire il proprio salotto. Indebitarsi -lo dico da genovese- dovrebbe essere una decisione dura, sofferta, lungamente meditata in ogni suo aspetto consequenziale, e solo per un investimento, non certo per un consumo, men che mai se superfluo: mentre, invece, siamo arrivati al punto che ci si indebita, ridacchiandoci su insieme al proprio cravattaro, per poter comprare un paio di poltrone nuove.In questo consiste la vera truffa dell'€: un furto di passato, fatto di risparmi dimezzati, ma anche di simbologia e di identità trafugate in una ormai lontana notte di San Silvestro (un tempo aprendo il portafogli si potevano vedere Leonardo, Michelangelo, Alessandro Volta, Giuseppe Verdi, Lorenzo Bernini, Caravaggio... Oggi non restano che strade e ponti, degna rappresentazione scenografica della costruzione senz'anima di cui l'€ è espressione) e di futuro grazie alla doppia erosione dei redditi fissi (al dimezzamento del potere d'acquisto già patito si è aggiunta la tendenza verso l'indebitamento inculcata ex novo) già da tempo in atto.Oltre al danno di questa devastazione economico-monetaria, la beffa di un gioco al rimpiattino sulle responsabilità politiche che esponenti di centrodestra e centrosinistra mettono in atto ogni qualvolta viene dibattuto questo argomento.Spettacolo avvilente ma, vedendo come certe loro tifoserie farebbero impallidire i capponi di Renzo, non del tutto immeritato: proprio come l'€.Fonte: CodaConsBene Prezzo 2001-Prezzo 2006 Aumento Percentuale ACCENDINO 0.52 1.00 + 92.3% LOTTO GIOCATA MINIMA 0.52 1.00 + 92.3% PENNA A SFERA 0.26 0.50 + 92.3% LAVANDERIA CAPPOTTO 2.58 4.50 + 74.4% DETERSIVO PIATTI 1 L 1.15 1.90 + 65.2% SALE 1 KG 0.47 0.75 + 59% PARRUCCHIERE MESSA IN PIEGA 9.81 15.00 + 53% SIGARETTE 2.17 3.30 + 52% FUMETTI 1.65 2.50 + 52% PIZZA MARGHERITA 3.36 5.00 + 48.8% UOVA CONFEZIONE DA 6 1.09 1.60 + 46.7% RISO 1 KG 1.52 2.20 + 44.7% FARINA 1 KG 0.57 0.80 + 40% JEANS 64.56 90.00 + 39.4% QUADERNONE 1.08 1.50 + 38.8% LIMONI 1 KG 1.37 1.90 + 38.6% SPAZZOLINO DA DENTI 1.81 2.50 + 38.1% OLIO DI SEMI 1.39 1.90 + 36.6% COLLANT 3.31 4.50 + 36% DEODORANTE STICK 2.30 3.10 + 34.7% DETERSIVO LAVATRICE 5.05 6.80 + 34.6% GAMBALETTI 1.38 1.85 + 34% SCATOLETTA GATTO GRANDE 1.14 1.50 + 31.5% CEREALI COLAZIONE 1.83 2.40 + 31.1% BIRRA 0.66 CL 1.03 1.35 + 31% BOLLETTINO C/C POSTALE 0.77 1.00 + 30% BIGLIETTO AUTOBUS 0.77 1.00 + 30% SUPPLI' 0.77 1.00 + 30% TONNO IN SCATOLA 7.09 9.99 + 26.7% BAGNOSCHIUMA 2.06 2.60 + 26.2% DADO 10 PZ 1.19 1.50 + 26% ASPIRINA 2.79 3.50 + 25.4% SAPONETTA 0.72 0.90 + 25% SCATTO TELEFONICO 0.062 0.078 + 25%