Ultimo giorno di OPA per le azioni SSLazio e risultato ancora in bilico per la partita che oppone il Presidentissimo Claudio Lotito ai piccoli azionisti biancocelesti da ormai più di un mese.Claudio Lotito, infatti, venne obbligato all'OPA per aver superato quota 30% avendo rilevato il pacchetto del 14% detenuto dal cognato/compare Mezzaroma, successivamente finito sotto sequestro e recentemente restituito alla disponibilità del massimo dirigente biancazzurro.L'operazione, in realtà, fu di pura facciata visto che nulla, tanto meno la CONSOB, avrebbe impedito ai concertisti di continuare a controllare tranquillamente la metà del capitale sociale proteggendo, così, la società da possibili tentativi di takeover ostili, tenendo separati i 2 pacchetti come fatto fino a quel momento.Per Lotito l'unico senso che poteva avere questa operazione era quello di superare, partendo dal suo 50,22%, quota 90% grazie alle adesioni dei piccoli azionisti che, presi per sfinimento, avrebbero deciso di accettare i 40 cents che l'OPA offriva loro pur di chiudere il discorso.In questo modo, infatti, sarebbe stato possibile per il patron biancazzurro lanciare una seconda OPA, la cosiddetta residuale, e rimanere l'unico proprietario del club; avendo in 2 round liquidato tutte le quote in mano ai piccoli azionisti.Il titolo Lazio, che venne quotato in borsa nella primavera 1998, da ormai un paio d'anni, si limita a fare un unico prezzo giornaliero in un'asta di chiusura contemporanea agli altri titoli quotati del segmento 2, verso le 16:30; ed è pertanto manovrabile con irrisoria facilità.La società capitalizza, a prezzi correnti, pressappoco 28 milioni di Euro, cioé quanto un paio di buoni giocatori, o, se preferite, quanto la stessa Lazio guadagna annualmente dalla cessione dei diritti TV.Claudio Lotito, vale la pena ricordarlo, divenne presidente del sodalizio dell'aquila nell'estate 2004, al termine di un'estenuante trattativa, durante la quale Lotito dimostrò un talento degno del miglior mercante mediorientale che sembrò guidare ogni sua successiva mossa.Egli, infatti, dapprima lasciò che naufragasse l'ennesima operazione di aumento di capitale, sabotata anche dalla dabbenaggine di un incauto trader piacentino, e quindi si presentò alla CapItalia (nuovo nome della BancaRoma), che deteneva in pegno il pacchetto targato Cirio, quando il fallimento era ormai ad un passo.Da Geronzi ne rilevò il 29% ovvero quanto bastava per comandarein lungo e in largo la società senza tuttavia incappare nell'obbligo dell'OPA.Da quel momento cominciò la sua gestione tecnica ed aziendale.L'eredità lasciatagli da Cragnotti era di quelle pesanti e si può direche la Lazio passò dal miglior venditore (Serginho era detto la"fattucchiera" da Cuccia per come seppe piazzare la Standa al gruppo Fininvest) al miglior compratore.Claudio Lotito infatti, dopo aver sfiancato gli ex-azionisti, costrinse a venire a patti anche l'agenzia delle entrate; riuscendo a rateizzare il colossale debito biancoceleste su un arco temporale di oltre 20 anni; andando a pescare una leggina usa e getta prontamente fatta sparire subito dopo la firma dell'accordo.Qualsiasi trattativa lo veda impegnato, ci sia da acquistare/vendere un giocatore, da liberare un allenatore o da cedere diritti TV; si trasforma in un logorante braccio di ferro al termine del quale il patron biancoceleste riesce sempre a spuntare le condizioni a lui più favorevoli.Per informazioni provate a chiedere a Galliani.Anche per questo motivo il dissestato sodalizio di Formello passò in utile; ma soprattutto grazie all'abbattimento del monte stipendi ed alla vendita all-inclusive dei diritti su ogni piattaforma (digitale, satellite, UMTS, internet) al gruppo MediaSet.Nel frattempo l'azione, dimenticata da Dio e dagli operatori, ebbe un unico sussulto regalatole da LongJohn Chinaglia, indimenticato cannoniere anni '70, con un tentativo di scalata -non proprio cristallino- compiuto circa un anno fa.In estate poi, arrivò il coinvolgimento in calcioPoli, anche se tutti gli occhi dei tifosi allora erano puntati sulle sorti di Juventus e Milan.Il Presidentissimo Claudio Lotito, già duramente contestato dal tifoorganizzato biancoceleste, era finito nell'occhio del ciclone per viadi alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito di calcioPoli.La prima sentenza condannò il club capitolino alla serie B con una penalizzazione da scontare durante il prossimo campionato fra i cadetti, e l'azione, che vedeva profilarsi il fallimento all'orizzonte,precipitò a 25 cents.La farsa calcioPoli si sciolse come neve al sole ed alla Lazio rimasero solo 3 punti di penalizzazione, cioé quanto una scadenzanon onorata o un torto arbitrale e la mancata disputa della coppa U.E.F.A., competizione dalla quale, le squadre partecipanti, non vedono l'ora di uscire.La squadra, pur se un po' discontinua, è in lotta con mezzo campionato per quel 4° posto che vale decine di milioni di Euro e che sembra l'unico motivo d'interesse rimasto in serie A.Tutto questo il numero uno laziale è disposto a pagarlo non più di 40 cents, non c'è bisogno di scomodare i precetti borsistici cari ai vecchi operatori:1) Mai comprare quando ti vogliono vendere (OPV)2) Mai vendere quando ti vogliono comprare (OPA)per capire che Claudio Lotito sta imbastendo con i piccoli azionisti una di quelle trattative che lo hanno reso, giustamente, celebre.L'elenco di società quotate portate via per 4 spiccioli dalla proprietà ai danni dei piccoli azionisti e poi rivendute a prezzi enormemente più alti, dopo una lucidata all'argenteria sarebbe lunghissimo: La Rinascente, Autostrade, Magneti Marelli, Edison....Tutte vendute agli stranieri dopo che ai piccoli azionisti era statafatta un'elemosina, chiamata OPA, da parte dell'azionista di maggioranza.Non credo che Lotito abbia intenzione di rimanere in eterno alla guida del club di Formello, più facile che questa mossa spalanchi anche per lui le porte di una futura ricca cessione ad un interlocutore straniero magari già individuato.Quand'anche così non fosse, arriverà comunque per lui -prima o poi- il momento di passare la mano, per adesso prova a portarsi a casa tutto per non dover dividere con nessuno al momento giusto.Nell'attesa, appalti a pioggia per le società del suo gruppo grazie alla immensa visibilità che il calcio offre, ed un concreto alleggerimento dell'assedio delle procure; che ha già portato ad un primo tangibile risultato ovvero il dissequestro del pacchetto rilevato da Mezzaroma la cui acquisizione diede il via all'OPA.Tuttavia fino a ieri pomeriggio erano state consegnate in OPA solo circa 5 milioni di azioni, ovvero il 15% delle azioni a cui l'offerta si rivolgeva, ed il tam-tam di Piazza Affari lo stima attorno a quota 65%-70%, questo significa che, salvo miracoli dell'ultima ora, la sua OPA sia destinata a fallire.Se ne saprà fare una ragione, visto che per adesso si tratta solo di soldi risparmiati, ma il redde rationem in casa biancoceleste é soltanto rinviato.