Mala tempora currunt

Mesic e incazzato


Doveva essere la solita omelia bypartizan, per il presidente Giorgio Napolitano, che officiava il"Giorno del Ricordo" per commemorare gli italiani infoibati nei mesi precedenti e successivi la conclusione della IIWW.In Italia, fra uno sbadiglio e l'altro, hanno gradito piu' o meno tutti, hanno storto un po' il naso solo all'estrema sinistra dove tuttavia l'approccio sul tema e' cambiato rispetto al passato.Prima, delle foibe, non se ne parlava per nulla, mentre adesso si tende a dare una chiave di lettura dei fatti tali da segnare anche questi morti in conto al fascismo.Tipo: hanno ammazzato dei fascisti (corollario: ben gli sta), oppure:si sono ripagati di tutto quanto hanno dovuto subire dagli italiani durante l'occupazione (ergo: hanno forse un po' esagerato ma hanno fatto bene).Fuori d'Italia queste liturgie solitamente non interessano a nessuno.Il target di questi appuntamenti, sempre piu' frequenti, e' unicamente domestico: da sempre infatti, le campagne elettorali italiane vivono delle cifre in liberta' sui morti e sui massacri della IIWW da segnare in conto a Hitler piuttosto che a Stalin e questi morti messi sul piatto dei comunisti potrebbero fruttare qualche voto in piu' per il centrodestra.Ecco perche' la sinistra ha cambiato linea: non potendo piu' mettere il silenziatore sul fatto storico, si preoccupa di disinnescareil possibile impatto elettorale con i suoi arditi sillogismi.Questa commemorazione si preannunciava particolare, non tanto perche' a tenerla sarebbe stata la persona che meno aveva i titoli per farlo (come se affidassero ad Erode la "Giornata sull'infanzia"), quanto perche' questo era il primo appuntamento in quota "destra", mentre la sinistra, al contrario, di appuntamenti di questotipo ne ha il calendario oberato.In realta' l'aspetto assolutamente clamoroso e' stato che qualcuno abbia ascoltato le parole di Napolitano.Quel qualcuno e' stato Stipe Mesic. Che non ha gradito affatto e che ha risposto per le rime.I media italiani, hanno minimizzato la replica giunta da oltre Adriatico con la notizia che veniva relegata da tutti in coda ai TG mentre domani, sui quotidiani, la troveremo dopo pagina 20. Decisamente diverso l'approccio dei media croati, con l'emittente satellitare di stato (criptata a singhiozzo) che continua a mandare in onda filmati in bianco e nero ed intervista a getto continuo storicie studiosi sulla controversa questione.L'incidente diplomatico credo proprio sia figlio di un malinteso, Napolitano non pensava proprio, timbrando il suo cartellino, di scatenare una simile querelle internazionale, probabilmente non credeva neanche che qualcuno lo sarebbe stato a sentire.All'ascolto invece, c'era invece il suo omologo croato che, per tutta risposta lo taccia, horribile dictu, di "razzismo e revisionismo".Razzista e revionista all'indirizzo di un comunista: fantastico.Due totem storici della sinistra violati in un colpo solo.Cosi' non solo il centrodestra celebra la sua prima ricorrenza tutta per se', ma l'untuoso capo di stato italiano viene messo a tacere in malo modo dal collega, pardon compagno, balcanico.Parlare di storia quando ci sono di mezzo i popoli balcanici e' davvero troppo problematico per chi conosce al massimo un po' di propaganda che parte dagli anni '30.Croati, serbi e tutti le altre popolazioni hanno una memoria storicaformidabile e parlare con loro usando gli argomenti della squallida propaganda sinistrata sulle cose trite e ritrite della IIWW vuol dire proprio andarsela a cercare.Bravo Presidente, per la prima volta mi sei proprio piaciuto.Presidente Mesic naturalmente.