Mala tempora currunt

Scemo & + scemo


Mentre il TamTam di piazza Affari dava per certo da giorni l'ingresso di Telefonica, il colosso iberico delle telecomunicazioni, in Olimpia (la cassaforte dove e' custodito il pacchetto di controllo di Telecom Italia), il premier e' volato a Madrid per girare, assieme al suo omologo spagnolo, il remake del film dei fratelli Farrelly.Per questa ragione proprio oggi le agenzie lanciavano la notizia delritorno di fiamma di Abertis per Autostrade dopo che il gruppo catalano tento' invano, alcuni mesi orsono, di rilevarle dal gruppo Benetton.Prodi infatti ha dichiarato che "Tutto puo' procedere secondo la volonta' delle 2 societa'".Sorvoliamo sulla cattiva abitudine di rilasciare dichiarazioni price-sensitive a mercati aperti, d'altronde secondo la scuola di pensiero di Consorte (il compagno-amministratore di Unipol) non arrotondare in certe occasioni sarebbe da fessi.Sorvoliamo anche su quanta sangria abbia dovuto far bere Zapatero all'ancora per poco capo di governo italiano, o se abbia fatto ricorso ad altre opzioni di moral suasion per ottenere il disco verde di palazzo Chigi su 2 operazioni di questa portata.Cio' che registro con la consueta amarezza ed il consueto disincanto e' il totale disinteresse dei media e dell'opinione pubblica, intenta ad accapigliarsi sulla manifestazione vicentina piuttosto che sul voto di domani al Senato.E' ben vero che, essendo ormai l'Italia completamente alla deriva, non vale la pena di farsi il sangue cattivo: meglio seguire la saggia via tracciata da Consorte e comprare/vendere i titoli coinvolti per guadagnarci almeno qualcosa.Parlano d'altro, i media: "l'italianita'" che viene sbandierata secondo convenienza, in questo caso non e' chiamata in causa e la concreta possibilita' che gli italiani possano pagare in futuro pedaggi e bollette ad una nazione straniera non e' ritenuto argomento degno delle prime pagine.Forse hanno ragione.Le prime pagine sono gia' occupate: dai Welby, dai Pacs, daivicinidierba, e da tutta la paccottiglia quotidianamente servita al popolino.Nel frattempo se, dopo pedaggi e bollette, pagheremo anche le imposte ad una nazione straniera non fa nulla.Avremo sempre un liberale d'accatto che andra' in TV a spiegarci che la "gggggente" vuole efficienza, poi se una societa' e' italiana o meno poco gliene cale.Solitamente il liberale da salotto TV che si esprime in questi termini e' a libro paga dei grandi gruppi industriali che operano materialmente le svendite: uno dei tanti conflitti d'interesse del mondo dell'informazione italiana.Ho scritto recentemente di tangentoPoli, non posso fare a meno di chiudere ricordando, in tema di patrimonio pubblico svenduto, comeBettino Craxi impedi' a Prodi di regalare la SME a De Benedetti quando i 2 si erano gia' messi d'eccordo: l'editore di Repubblica avrebbe pagato 400 miliardi all'IRI per un gruppo alimentare ottimamente diversificato che ne fatturava quasi 3.000 e ne aveva piu' di 600 di liquidita' in pancia.Bettino mando' a monte quando le parti erano pronte a mettere nero su bianco e dopo che Prodi aveva irriso alla richiesta di spiegazioni da parte dell'allora ministro dell'industria e delle partecipazioni statali Renato Altissimo.Il successivo livore di BarbaPapa' e di tutto il foglio di piazza Indipendenza verso GhinoDiTacco ha anche, fra le altre, questa prosaica motivazione.Bettino non c'e' piu', Prodi e De Benedetti invece ci sono ancora: per quel poco che e' ancora rimasto, buon appettito.