Torna a dire la sua Lapo Elkann e lo fa dalle presigiose colonne del New York Times, anche se l'ultima intervista non gli porto' molta fortuna.Era fine settembre del 2005 quando il nipote dell'Avvocato ne aveva per tutti divagando in liberta' di fronte al taccuino dell'intervistatore.2 settimane dopo, lo stesso Lapo, veniva trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Mauriziano dopo essere stato trovato agonizzante in casa di un transessuale ultracinquantenne, dall'accattivante nome d'arte di Patrizia.Ad attenderlo, fra gli altri, vi era anche un fotografo. Chi ce lo aveva mandato e' lo stesso Lapo a suggerircelo: Don Luciano, con cui il nostro aveva furiosamente litigato pochi giorni prima del fattaccio.Dopo le griglie arbitrali, le ammonizioni "intelligenti", le convocazioni a gentile richiesta e tutta la fuffa dell'estate scorsa la fedina penale di Big Luciano si allunga di un ulteriore, insospettabile, reato: la lesa maesta' e lo sputtanamento aggravato e premeditato.Ormai l'ex direttore generale bianconero somiglia sempre piu' a Tuco nel film "il buono, il brutto, il cattivo", quando, nella scena della finta impiccagione, mentre sente leggere i capi d'accusa per i quali e' riconosciuto colpevole, fruga rapidamente nella memoria per cercare di ricordare se tale reato lo abbia realmente commessoo meno.Lapo, per la cronaca, nell'intervista rilasciata a suo tempo al mensile MAX, mise pesantemente becco nelle faccende del DG bianconero, dicendo a proposito di Del Piero che "e' un lusso che non ci possiamo permettere", e su Cassano, allora in forza alla Roma con il contratto in scadenza, "Lo prenderemo a giugno, a parametro zero".La triade non gradi' che il "responsabile del brand promotion del gruppo FIAT" insegnasse loro il mestiere.D'altronde nel merito, queste 2 idee di mercato, davano l'idea che il rampollo di casa Agnelli non aveva proprio fiuto per gli affari del calciomercato.Da li' a breve si sarebbe scoperto che Lapo, il suo fiuto, usava impiegarlo altrimenti.Le schermaglie fra Lapo e la triade, ebbero inizio da un'altra suaintervista, concessa al mensile Class, dove invitava Giraudo e Capello a "sorridere di piu'"Capello e Giraudo sorridere? Forse lo fecero per un attimo, leggendo le fesserie che il loro azionista fu capace di mettere insieme nelle pagine di quell'intervista.Giraudo pero', non sorrideva affatto mentre, a muso duro, faceva l'elenco delle vittorie ottenute in risposta alle singolari richieste del Lingotto, sottolineando altresi' come questi trofei fossero stati vinti in assoluta assenza di investimenti da parte della proprieta'.Lapo mando' giu' il rospo ma gliela giuro' e torno' alla carica inun'altra successiva esternazione, allorche' della triade disse che "Fra i 3 il piu'simpatico e' senz'altro Moggi e questo dice quale sia il mio pensiero sulla attuale dirigenza juventina".Ci sarebbero tanti aggettivi per definire Lucianone, ma "simpatico"...Forse lo diventa se paragonato a Giraudo o a Capello, ma e' quantomeno bizzarro che un azionista giudichi i suoi amministratori in base alla simpatia che si sono dimostrati in grado di suscitare piuttosto che in base ai risultati ottenuti.D'altra parte chi vince, raramente risulta simpatico, specie se si vince come faceva la Juventus della triade, ovvero: senza soluzione di continuita' ed in mezzo a polemiche di ogni tipo.Il sospetto peggiore dell'intera vicenda pero' non riguarda il fotografo che Moggi spedi' nottetempo all'ospedale in attesa di poter immortalare l'arrivo di Lapo secondo l'ardita ipotesi di quest'ultimo.Fra i tifosi bianconeri si e' fatta strada un altro tipo di ipotesi sulconto dei fratelli Elkann.Era da poco scoppiata calcioPoli e Lapo si trovava ancora negli Stati Uniti, quando suo fratello Jaki sfiducio' e dimissiono' sui mediai dirigenti travolti dallo scandalo che, Andrea Agnelli, nipote di Umberto, salutava nel cerchio di centrocampo del green di Bariprima dell'ultima uscita stagionale.Quella era una linea che poteva permettersi il Milan, quella di cacciare a pedate il dirigente finito nella bufera, che aveva coinvolto Meani e non Galliani.Della Valle e Lotito, coinvolti direttamente e massime espressionidirigenziali dei loro club, si sono difesi nel processo di appello chefece calare il sipario su calcioPoli, con argomenti non molto diversi da quelli che Lucky Luciano va ripetendo da settembre su tutte le TV che lo ospitano.D'altronde anche i capi d'accusa erano simili a quelli che hanno messo temporaneamente fuori dai giochi il Luciano nazionale. Tutto lascerebbe pensare che sarebbe stato sufficiente negare anche l'evidenza in attesa che la rabbia iniziale dei tifosi sbollisse, per cavarsela, come e' successo agli altri, con sentenze all'acqua di rose.Invece ebbero fretta di sbarazzarsi di dirigenti ritenuti ingombranti ed invasivi.E' ben vero che il tema, da quelle parti, e' particolarmente sentito visto il precedente di Cesare Romiti, numero 2 di FIAT contro il volere della real casa. Il manager romano venne imposto dalla MedioBanca alla famiglia Agnelli, che venne in questo modo espropriata dalla gestione.I dirigenti vicini ad Umberto vennero epurati ed anche il fratellodell'avvocato, gia' presidente in pectore del gruppo torinese, fucostretto all'esilio forzato in IFIL.Pur di poter sostituire l'invasiva triade con 3 miti yesmen quindiaccettarono di pagare un prezzo pesantissimo: rosa di giocatori edalbo d'oro saccheggiati a tutto vantaggio degli eterni nemici nerazzurri, a cui il neo-presidente Cobolli Gigli fece un applauso durante la cerimonia di premiazione dello scudetto 2006.E ancora: contratti milionari stracciati, sponsor in fuga, piano industriale finito nel cestino della spazzatura, 2 partecipazioni alla champions league (minimo) sfumate...Le prospettive per il futuro paiono pessime con una proprieta' beneintenzionata a continuare a non scucire una lira ed una squadra che trova qualche problema anche in B mentre in A l'Inter fa cio' che vuole.In questo scenario l'anno sabbatico fra i cadetti in compagnia di Genoa, Napoli e Bologna e' il male minore, proprio per questo motivo Lapo puo' permettersi di arrotondare grazie ai suoi occhiali ed alle altre carabattole madeinChina vendute a peso di platino e di straparlare delle sue vicissitudini legate alla droga.Oggi, ripulito e tirato a lucido, torna di nuovo sull'argomento per sparare su Moggi: poco originale e poco scaramantico, eppure dovrebbe ricordarselo Lapo, come andarono le cose per lui dopo aver parlato, -male- in un'intervista, di Lucky Luciano.Lascia perdere il fotografo Lapo e dicci piuttosto, nella prossima intervista, se davvero ne valeva la pena.
Elkann che abbaia
Torna a dire la sua Lapo Elkann e lo fa dalle presigiose colonne del New York Times, anche se l'ultima intervista non gli porto' molta fortuna.Era fine settembre del 2005 quando il nipote dell'Avvocato ne aveva per tutti divagando in liberta' di fronte al taccuino dell'intervistatore.2 settimane dopo, lo stesso Lapo, veniva trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Mauriziano dopo essere stato trovato agonizzante in casa di un transessuale ultracinquantenne, dall'accattivante nome d'arte di Patrizia.Ad attenderlo, fra gli altri, vi era anche un fotografo. Chi ce lo aveva mandato e' lo stesso Lapo a suggerircelo: Don Luciano, con cui il nostro aveva furiosamente litigato pochi giorni prima del fattaccio.Dopo le griglie arbitrali, le ammonizioni "intelligenti", le convocazioni a gentile richiesta e tutta la fuffa dell'estate scorsa la fedina penale di Big Luciano si allunga di un ulteriore, insospettabile, reato: la lesa maesta' e lo sputtanamento aggravato e premeditato.Ormai l'ex direttore generale bianconero somiglia sempre piu' a Tuco nel film "il buono, il brutto, il cattivo", quando, nella scena della finta impiccagione, mentre sente leggere i capi d'accusa per i quali e' riconosciuto colpevole, fruga rapidamente nella memoria per cercare di ricordare se tale reato lo abbia realmente commessoo meno.Lapo, per la cronaca, nell'intervista rilasciata a suo tempo al mensile MAX, mise pesantemente becco nelle faccende del DG bianconero, dicendo a proposito di Del Piero che "e' un lusso che non ci possiamo permettere", e su Cassano, allora in forza alla Roma con il contratto in scadenza, "Lo prenderemo a giugno, a parametro zero".La triade non gradi' che il "responsabile del brand promotion del gruppo FIAT" insegnasse loro il mestiere.D'altronde nel merito, queste 2 idee di mercato, davano l'idea che il rampollo di casa Agnelli non aveva proprio fiuto per gli affari del calciomercato.Da li' a breve si sarebbe scoperto che Lapo, il suo fiuto, usava impiegarlo altrimenti.Le schermaglie fra Lapo e la triade, ebbero inizio da un'altra suaintervista, concessa al mensile Class, dove invitava Giraudo e Capello a "sorridere di piu'"Capello e Giraudo sorridere? Forse lo fecero per un attimo, leggendo le fesserie che il loro azionista fu capace di mettere insieme nelle pagine di quell'intervista.Giraudo pero', non sorrideva affatto mentre, a muso duro, faceva l'elenco delle vittorie ottenute in risposta alle singolari richieste del Lingotto, sottolineando altresi' come questi trofei fossero stati vinti in assoluta assenza di investimenti da parte della proprieta'.Lapo mando' giu' il rospo ma gliela giuro' e torno' alla carica inun'altra successiva esternazione, allorche' della triade disse che "Fra i 3 il piu'simpatico e' senz'altro Moggi e questo dice quale sia il mio pensiero sulla attuale dirigenza juventina".Ci sarebbero tanti aggettivi per definire Lucianone, ma "simpatico"...Forse lo diventa se paragonato a Giraudo o a Capello, ma e' quantomeno bizzarro che un azionista giudichi i suoi amministratori in base alla simpatia che si sono dimostrati in grado di suscitare piuttosto che in base ai risultati ottenuti.D'altra parte chi vince, raramente risulta simpatico, specie se si vince come faceva la Juventus della triade, ovvero: senza soluzione di continuita' ed in mezzo a polemiche di ogni tipo.Il sospetto peggiore dell'intera vicenda pero' non riguarda il fotografo che Moggi spedi' nottetempo all'ospedale in attesa di poter immortalare l'arrivo di Lapo secondo l'ardita ipotesi di quest'ultimo.Fra i tifosi bianconeri si e' fatta strada un altro tipo di ipotesi sulconto dei fratelli Elkann.Era da poco scoppiata calcioPoli e Lapo si trovava ancora negli Stati Uniti, quando suo fratello Jaki sfiducio' e dimissiono' sui mediai dirigenti travolti dallo scandalo che, Andrea Agnelli, nipote di Umberto, salutava nel cerchio di centrocampo del green di Bariprima dell'ultima uscita stagionale.Quella era una linea che poteva permettersi il Milan, quella di cacciare a pedate il dirigente finito nella bufera, che aveva coinvolto Meani e non Galliani.Della Valle e Lotito, coinvolti direttamente e massime espressionidirigenziali dei loro club, si sono difesi nel processo di appello chefece calare il sipario su calcioPoli, con argomenti non molto diversi da quelli che Lucky Luciano va ripetendo da settembre su tutte le TV che lo ospitano.D'altronde anche i capi d'accusa erano simili a quelli che hanno messo temporaneamente fuori dai giochi il Luciano nazionale. Tutto lascerebbe pensare che sarebbe stato sufficiente negare anche l'evidenza in attesa che la rabbia iniziale dei tifosi sbollisse, per cavarsela, come e' successo agli altri, con sentenze all'acqua di rose.Invece ebbero fretta di sbarazzarsi di dirigenti ritenuti ingombranti ed invasivi.E' ben vero che il tema, da quelle parti, e' particolarmente sentito visto il precedente di Cesare Romiti, numero 2 di FIAT contro il volere della real casa. Il manager romano venne imposto dalla MedioBanca alla famiglia Agnelli, che venne in questo modo espropriata dalla gestione.I dirigenti vicini ad Umberto vennero epurati ed anche il fratellodell'avvocato, gia' presidente in pectore del gruppo torinese, fucostretto all'esilio forzato in IFIL.Pur di poter sostituire l'invasiva triade con 3 miti yesmen quindiaccettarono di pagare un prezzo pesantissimo: rosa di giocatori edalbo d'oro saccheggiati a tutto vantaggio degli eterni nemici nerazzurri, a cui il neo-presidente Cobolli Gigli fece un applauso durante la cerimonia di premiazione dello scudetto 2006.E ancora: contratti milionari stracciati, sponsor in fuga, piano industriale finito nel cestino della spazzatura, 2 partecipazioni alla champions league (minimo) sfumate...Le prospettive per il futuro paiono pessime con una proprieta' beneintenzionata a continuare a non scucire una lira ed una squadra che trova qualche problema anche in B mentre in A l'Inter fa cio' che vuole.In questo scenario l'anno sabbatico fra i cadetti in compagnia di Genoa, Napoli e Bologna e' il male minore, proprio per questo motivo Lapo puo' permettersi di arrotondare grazie ai suoi occhiali ed alle altre carabattole madeinChina vendute a peso di platino e di straparlare delle sue vicissitudini legate alla droga.Oggi, ripulito e tirato a lucido, torna di nuovo sull'argomento per sparare su Moggi: poco originale e poco scaramantico, eppure dovrebbe ricordarselo Lapo, come andarono le cose per lui dopo aver parlato, -male- in un'intervista, di Lucky Luciano.Lascia perdere il fotografo Lapo e dicci piuttosto, nella prossima intervista, se davvero ne valeva la pena.