ILDOMINIOPERDUTO

CALDO


....ci mancava giusto questa ventata di caldana infernale per rendere l'esordio di questa stagione "bella" ancora più gradevole....noi ci stiamo arrostendo sotto una cappa quasi liquida di umidità e intanto il calendario non scorre, insomma, in fondo siamo solo alla fine di maggio, un po' di clemenza, no?....si cerca ristoro consapevole, si invita a temperare la mano, chè questo andazzo punitivo pare eccessivo, e cosa si ottiene?...niente altro che sonni sudati e giornate durissime....ma così è, ci siamo scelti questa condanna, le la affrontiamo senza deliri nè patemi. Gli unici anestetici che ci fanno stare bene sono quelli fatti di sangue e di parole, ed è anche per questo che siamo qui. Tendiamo la mano, in attesa di contatto. E per il momento attendiamo il sollievo della stagione. Caldo, la lancetta sudaSul mercurio arrossatoDa anni di temperatureRoventi come aridi Miraggi temperati allaLuce d’agosto. PiegatoIn questa stanza liquidaCurvo come sempre  A decifrare ossessioni,Convinto di riuscireA trovare se non ristoroAlmeno una via  Di fuga, fuori bandeDi ragazzi armati diQuieta inconsapevolezzaBagnano i miei fogli Bianchi di agonie maiSmaltite. Il motivoDi questo consapevoleAffondare, almeno, Giustificazioni sufficientiAd un morbo che soffocaAnche le gioie innocenti.Ci sarebbe tanta luce, In fondo, che vegetaAppena sotto la scorza,Non che non lo sappia,Solo che il pegno Da pagare per restareDa solo, qui, A sistemare le miePovere certezze Al riparo dal bolloreOssessivo è troppoPesante, quindiPerché pensare Che d’improvvisoEmergendo dalle sabbieAccumulate su spiaggeDorate improvvise Nascano risposte,O sensi immaturi cheCercano una quiete?Meglio, molto meglio Lustrare di nuovo ilConsumato vizio, indugiareSulla vita morsa perIntero per smozzicarla Tra le dita, illudendosi,Ma anche questa in fondoNon è che storia,Che il sapore resti dolce, E che purgando l’amaroCon l’ausilio della cartaNon rimanga che gioia,Sogni da condividere