Smisurata preghiera

La morale


Ora, secondo il mio sondaggio, questo è l'argomento da trattare... Però, sono necessarie alcune premesse.Premessa n° 1: Spero di non cadere in luoghi comuni.Premessa n° 2: io ce provo, ma l'argomento è tosto...Ok, it's time to play the game.La morale... E' bene partire da una frase di Epitteto, famoso filosofo stoico, autore del "Manuale", che dice: "Ecco due verità che bisogna avere sottomano: fuori della scelta morale di fondo non c'è né bene né male; e inoltre non bisogna dirigere gli eventi, ma seguirli" (Dissertazioni, III, 10, 18). Ora, il filosofo in questione è uno stoico. Gli stoici erano ciecamente convinti del fatto che la virtù si potesse raggiungere solo agendo in modo moralmente corretto, cioé cercando di non essere turbati da passioni e/o sentimenti. Detto questo, consideramo ora la morale. Il semantema radicale è quello di "mos, moris", per coloro che si intendono un poco di latino, quindi "usanza, costume, tradizione". Secondo la frase di prima, la morale è ciò che detta ciò che è bene e ciò che è male. Giusto. Ma questa morale, da cosa è determinata? Sempre da quello, dalla filosofia, in modo particolare dalla filosofia che considera anche la presenza di dei, chiamata religione.  Ora, io considero la morale come un collante sociale. Mi spiego. Coloro che seguono un dato comportamento dettato dalla morale, sono accomunati da un comune senso di appartenenza ad un gruppo. Colui il quale infrange una legge data dalla morale, viene espulso da questa comunità. Quindi, ciò che tiene insieme la società non è che la morale, oppure, per contrapposizione, l'opporsi alla morale. Esempi di moralismo quasi maniacale si trovano in Pitagora, che aveva un severo codice per scegliere i suoi discepoli. Le fave, erano considerate impure. Da ciò che ho scritto finora, sembra proprio che la morale sia qualcosa di negativo. In parte lo è, se usata nel modo sbagliato, e se non viene usato il ragionare sulla morale, cioè l'etica, anche se noi usiamo i termini indifferentemente. Ora, pensiamo per un momento ai musulmani integralisti, che non sono altro che la copia dei cattolici di 70 anni fa. Ora, un leader (l'imam, il parroco) detta la legge. Chi la segue è buono, chi non la segue, è un reietto. Al di là della presenza di Dio, mi pare un po' eccessivo... No? In ogni caso, questo io considero la morale, un collante sociale. Usato sin dall'antica Roma, pensiamo infatti alla concezione di religione per i latini, per i quali "religio, -onis" era sinonimo di "superstizione" nonché aveva l'attributo di "instrumentum regni", mezzo per il comando. Dunque, la morale, se usata nel modo corretto, può essere un ottimo strumento di aggregazione, se i valori che propone sono offerti e non imposti. Può essere un mezzo per unire le genti, per saldarre le società. Ma anche un ottimo pretesto per spingere il popolo alla rivolta ("Dio lo vuole"), o per far soldi (guerre in Medio Oriente). Pertanto, sarebbe bene, ma è impossibile, che tutti fossero un po' pratici di etica. Etica, non morale. Ma, se non ne è molto pratico chi ve ne parla, come posso pretendete che lo sia chi legge?