Ok, ok, l'avevo promesso, ora parlerò dell'animo. Una discussione sorta un paio di giorni fa mi ha portato a riconsiderare le idee che avevo, peraltro molto confuse. Non mi dilungherò molto sull'etimologia della parola animo, dico solo che userò sempre animo e non anima, che sono concetti diametralmente opposti, perché l'uno prevede la presenza di un dio, l'altro ci può stare anche senza.Ora, l'essere umano ha due componenti: corpo e animo. Per il corpo, un salto dal vostro medico di fiducia, per l'animo ch vuole il dottore dell'animo, lo psicologo (animo= psuché [gr.]). Ma al di là dei guai, osserviamone la composizione. Il nostro animo è un vaso, con un quarto riempito in modo uguale per tutti gli esseri umani, gli altri tre quarti sono riempibili, e coloro che andranno a colmare questo vuoto saranno i proprietari dell'animo, cioè gli uomini stessi. Ora, mi spiego bene. Il quarto riempito è a sua volta suddiviso in due parti, una razionale (la mente) e una irrazionale (volontà). La volontà è a sua volta divisa in tre parti, Es, Io, Super-Io, la tripartizione di Freud, per capirci. La volontà è irrazionale perché affonda le sue radici nell'Es, quindi nell'irrazionalità. Dalla volontà quindi parte tutto. La mente, invece, sembra essere razionale, ma in realtà, rappresenta, e in essa ha sede la memoria, che è anch'essa rappresentazione. Esatto, tutto ciò che esiste, è grazie alla nostra mente. Noi non vediamo una mano, la mente rappresenta una mano. Le due bipartizioni del quarto riempito dell'animo sono in contatto. Quindi le sensazioni, le idee, e quant'altro passano per la mente, che le tramuta in rappresentazione, quindi in realtà, che riempie i tre quarti dell'animo. Ora, le anime sono quindi tutte vuote, e la mente, attraverso gli stimoli della volontà, le riempie. Ora facciamo un esempio di come funziona il nostro animo. Da un bisogno "Ho sete", l'Es manda l'impulso all' Io, che gli ordina di bere dell'acqua. Il super Io consiglia di bere nel bicchiere. Ora, tutto questo pacchetto di informazioni viene passato alla mente che stimola il corpo a compiere l'atto. E questo è un esempio molto semplice. Ne prendiamo uno più complesso. Una persona ci insulta. Ora l'Es, volendo vendetta, chiede all'Io di agire in questo senso. Tuttavia l'Io, sotto l'influenza del Super-Io (e qui entra in gioco l'educazione) reprime il bisogno di vendetta, e passato tutto alla mente, che, dopo che la memoria ha visionato gli episodi precedenti in cui la pazienza ha vinto, intima al corpo di non muoversi, dandoci la sensazione di aver compiuto un atto giusto. Ecco più o meno come io credo che funzioni tutto ciò che non è corpo. L'animo ha come scopo quello di vivere. Però, direte, ogni tanto l'animo desidera la morte. Questo perché l'animo è retto dalla rappresentazione, che possiamo paragonare ad una auriga, che guida due cavalli di volontà. Ora, un cavallo è buono e l'altro no. Quando a tirare il carro è il cavallo buono, quello cattivo segue. Però quando il cavallo cattivo si imbizzarisce, ecco che l'auriga perde momentaneamente il controllo e l'animo sbanda. Facciamo un esempio. Quello di prima può andar bene. Se il Super-Io avesse dato l'ok alla vendetta, il buon auriga della rappresentazione avrebbe perso il cavallo cattivo, in questo caso l'odio, e, sebbene la memoria intimasse il contrario, l'animo si sarebbe volto in tale direzione.Spero di esser stato chiaro. Nel caso contrario, sono pronto a fornire spiegazioni a chiunque.
L'animo
Ok, ok, l'avevo promesso, ora parlerò dell'animo. Una discussione sorta un paio di giorni fa mi ha portato a riconsiderare le idee che avevo, peraltro molto confuse. Non mi dilungherò molto sull'etimologia della parola animo, dico solo che userò sempre animo e non anima, che sono concetti diametralmente opposti, perché l'uno prevede la presenza di un dio, l'altro ci può stare anche senza.Ora, l'essere umano ha due componenti: corpo e animo. Per il corpo, un salto dal vostro medico di fiducia, per l'animo ch vuole il dottore dell'animo, lo psicologo (animo= psuché [gr.]). Ma al di là dei guai, osserviamone la composizione. Il nostro animo è un vaso, con un quarto riempito in modo uguale per tutti gli esseri umani, gli altri tre quarti sono riempibili, e coloro che andranno a colmare questo vuoto saranno i proprietari dell'animo, cioè gli uomini stessi. Ora, mi spiego bene. Il quarto riempito è a sua volta suddiviso in due parti, una razionale (la mente) e una irrazionale (volontà). La volontà è a sua volta divisa in tre parti, Es, Io, Super-Io, la tripartizione di Freud, per capirci. La volontà è irrazionale perché affonda le sue radici nell'Es, quindi nell'irrazionalità. Dalla volontà quindi parte tutto. La mente, invece, sembra essere razionale, ma in realtà, rappresenta, e in essa ha sede la memoria, che è anch'essa rappresentazione. Esatto, tutto ciò che esiste, è grazie alla nostra mente. Noi non vediamo una mano, la mente rappresenta una mano. Le due bipartizioni del quarto riempito dell'animo sono in contatto. Quindi le sensazioni, le idee, e quant'altro passano per la mente, che le tramuta in rappresentazione, quindi in realtà, che riempie i tre quarti dell'animo. Ora, le anime sono quindi tutte vuote, e la mente, attraverso gli stimoli della volontà, le riempie. Ora facciamo un esempio di come funziona il nostro animo. Da un bisogno "Ho sete", l'Es manda l'impulso all' Io, che gli ordina di bere dell'acqua. Il super Io consiglia di bere nel bicchiere. Ora, tutto questo pacchetto di informazioni viene passato alla mente che stimola il corpo a compiere l'atto. E questo è un esempio molto semplice. Ne prendiamo uno più complesso. Una persona ci insulta. Ora l'Es, volendo vendetta, chiede all'Io di agire in questo senso. Tuttavia l'Io, sotto l'influenza del Super-Io (e qui entra in gioco l'educazione) reprime il bisogno di vendetta, e passato tutto alla mente, che, dopo che la memoria ha visionato gli episodi precedenti in cui la pazienza ha vinto, intima al corpo di non muoversi, dandoci la sensazione di aver compiuto un atto giusto. Ecco più o meno come io credo che funzioni tutto ciò che non è corpo. L'animo ha come scopo quello di vivere. Però, direte, ogni tanto l'animo desidera la morte. Questo perché l'animo è retto dalla rappresentazione, che possiamo paragonare ad una auriga, che guida due cavalli di volontà. Ora, un cavallo è buono e l'altro no. Quando a tirare il carro è il cavallo buono, quello cattivo segue. Però quando il cavallo cattivo si imbizzarisce, ecco che l'auriga perde momentaneamente il controllo e l'animo sbanda. Facciamo un esempio. Quello di prima può andar bene. Se il Super-Io avesse dato l'ok alla vendetta, il buon auriga della rappresentazione avrebbe perso il cavallo cattivo, in questo caso l'odio, e, sebbene la memoria intimasse il contrario, l'animo si sarebbe volto in tale direzione.Spero di esser stato chiaro. Nel caso contrario, sono pronto a fornire spiegazioni a chiunque.