Smisurata preghiera

L'Ultrauomo


Ne ho parlato diffusamente nei precedenti post, ora è bene che ne venga data una spiegazione puntuale: si parla ovviamente dello Ubermensch 
Chi è questo Superuomo? Già la traduzione mi soddisfa poco: preferisco Ultrauomo, poiché, sebbene abbiamo perso la sensibilità per il proverbio ultra tuttavia esprime bene ciò che voglio dire. L’Ultrauomo è un uomo che ha superato la vile umanità, si è aperto verso una condizione più nobile. Superuomo mi pare che sia un superman, qualcuno di leggendario, inverosimile, inarrivabile. Invece Ultrauomo mi dà l’idea di qualcosa di più nobile ma al tempo stesso, raggiungibile. Ad ogni modo, questo Ultrauomo è qualcuno che vive, vive davvero. Prendiamo come esempio Jones, di cui riporto qualche notizia sopra. Lui vive in simbiosi con la sua arte, il suo suonare il violino. Agisce in modo da non avere rimpianti, ma tali azioni gli procurano l’ostracismo da parte degli uomini comuni. Come lo Zarathustra nicciano, peraltro. Questo Ultrauomo, dunque, è un eremita che libera il suo io attraverso una delle arti (filosofia, arti figurative, musica, arti letterarie). Questo è l’Ultrauomo, un artista della vita. Socrate fu un Ultrauomo, visse coerentemente e morì piuttosto che divenire umano. Essere troppo umani non è un bene. L’Ultrauomo è quindi una condizione dell’animo, uno stato metafisico. L’arte privilegiata dell’Ultrauomo è la filosofia, ma anche le altre non sono da meno: la liberazione dell’io oppresso nell’umanità propria del corpo è terreno fertile per questa sensazione metafisica; ebbrezza dionisiaco-apollinea, per parafrase Nietzsche. Ossia, invasamento dionisiaco unito alla perfetta bellezza apollinea. Jones e Zarathustra sono modelli perfetti di Ultrauomo. Entrambi solitari anche in mezzo agli uomini, entrambi non artisti, ma arti. Ultrauomini.Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro, un filosofo. (Nietzsche)