Sì, avete letto bene. Oggi ho proprio intenzione di parlare del tradimento. E' strano, penserete, in un blog che tratta perlopiù di argomenti filosofici, trovare un argomento così concreto. E invece non è per nulla strano! Anzi, è assolutamente normale, perché la filosofia è anche e soprattutto quotidianità. Qualcuno ha presente la politica di Aristotele? Inizia così "L'uomo è per natura un animale politico". Una geniale intuizione, oserei dire. L'uomo è un animale politico, ossia adatto a vivere nella polis, nella comunità. Nessuno sarebbe felice, se possedesse il mondo se non avesse alcuno con cui dividerlo, dice Russel. Anche questo è vero. E allora? Perché la gente si vuole male, fa soffrire gli altri, tradisce? Analizziamo la questione dal principio, partendo dalla relazione fra due persone. Una relazione di amicizia, ad esempio. Il nostro Aristotele, nell'Etica analizza anche questo. Ci sono amicizie basate sull'utile, sul vantaggio che uno può dare all'altro, ma sono di breve durata, perché appena cessa il vantaggio, l'amicizia crolla. Ci sono le amicizie basate sul piacere, che come quelle dell'utile, appena finito il piacere, finiscono. E ci sono le amicizie di virtù, nelle quali si ama l'amico in quanto tale e non in quanto può dare. Stando così le cose, non ci dovrebbe essere tradimento, perché nei primi due casi, il tradimento comporterebbe la fine immediata dell'utilità o del piacere. Nel terzo caso, l'amicizia sarebbe assai sincera e il tradimento non sarebbe nemmeno concepibile. E allora?Il fatto è che i tradimenti sono causati da una semplice motivazione: la monotonia. Chi ha provato diversi cibi e fosse costretto a mangiare solo pane, tradirebbe volentieri il pane per gli altri cibi. Così nelle relazioni umane. Quando l'amicizia è varia e multiforme, la ventata di novità porta all'essere umano continue e piacevoli sollecitazioni, cosicché è svantaggioso tradire. Ma quando, solitamente dopo un po' di tempo, l'amicizia è solida, ecco che subentra il tedio, la noia. E per rompere la noia, bisogna cercare qualcos'altro. E per trovare questo altro, bisogna abbandonare ciò che si possiede già. Perciò si tradiscono gli amici, le mogli, i parenti. Perché si dà per scontato ciò che si ha e si vuole dell'altro. E' perciò il desiderio di possedere qualcos'altro che spinge al tradimento. Il conseguire questo altro pare così dolce a chi tradisce che ciò che viene lasciato sembra amorfo ed insignificante. Faccio un esempio arcinoto: Adamo ed Eva avevano ogni cosa volessero. Ma il possedere la conoscenza del Bene e del Male era così ambito che tutto l'Eden, se paragonato al quel frutto, era come un granello di polvere.Questo è ciò che penso riguardo il tradimento. Spero che in molti mi facciate sapere che ne pensate.P.S.: ringrazio Adamo ed Eva per aver colto il frutto proibito. Senza di loro, ora saremmo dei bamboloni ebeti che girano nudi su un prato.Photo: Adamo ed Eva, particolare dei bassorilievi, opera di Wiligelmo, presenti sulla facciata del Duomo di Modena