Smisurata preghiera

O me, o vita! (ovvero: Del sogno)


Recenti discorsi daranno un'atmosfera piuttosto nicciana a questo post... spero non troppo però. Ma questa intuizione mi ha colto d'improvviso, simile a un ladro nella notte.Recenti discorsi, sì. Perché il sagrato di una chiesa non è il posto migliore per parlare di Nietzsche, ma è certamente il più profondo.Lasciamo però questa tenebrosa premessa, rivolta a pochi, e consideriamo ciò di cui volevo parlare: il sogno . Il fatto straordinario è che mi è venuta in mente questa espressione nicciana volontà di potenza. Straordinariamente. Improvvisamente. E' giunta e ha lasciato una traccia. Alla domanda "Che cosa sono i sogni?", una voce quasi extraumana mi ha risposto da dentro. Mi ha detto che i sogni sono una vigorosa manifestazione della volontà di potenza. Ne sono rimasto profondamente colpito. Come se fosse vero, come se fosse una cosa così ovvia da non ammettere ulteriori dimostrazioni, che, tuttavia, ho dedotto. Non mi intendo molto di psicanalisi, ma Freud non aveva forse detto che i sogni sono la liberazione dell'inconscio? E questo inconscio, cosa è? Pura irrazionalità. E che è la volontà di potenza? La forte affermazione di sé. Il liberamento dalle gabbie della logica e della morale comune. Un superamento del senso comune. Smettiamola di pensare il Superuomo come un essere leggendario. E iniziamo a chiamarlo Ultrauomo o Oltreuomo. Preferisco il primo, è più armonioso. Ultrauomo. Un superamento dell'uomo che, tuttavia, mantiene la sua umanità ma la satura di vita. E questa saturazione può essere raggiuntà solo attraverso la volontà di potenza, pura irrazionalità. Ora, se volessimo mettere tutto in termini matematici.A= volontà di potenzaB= sognoC= irrazionalitàB=C et A=C per la proprietà transitiva si ha che  B=AE' evidente. "Lasciare la vita per un sogno è apprezzarla per quanto vale" diceva Rosseau. Aveva già capito Nietzsche prima ancora di Nietzsche. Il sogno è la vita vera. La vita dell'animo. La vita aliena alla vita comune. In una parola, Vita.“O me o vita!Domande come queste mi perseguitano.Infiniti cortei di infedeli,città gremite di stolti,che v’è di nuovo in tutto questo?O me o vita!Risposta:Che tu sei qui,che la vita esiste e l’identità,che il potente spettacolo continuae che tu puoi contribuire con un verso”.Walt Whitman.Che la vita esiste e l'identità, e la volontà di potenza, e i sogni e l'arte, la musica e la poesia. O me, o vita!Vi avevo avvertito che avreste trovato un'atmosfera fortemente nicciana, traboccante di voglia di vita. E se siete arrivati sin qui nello stesso stato d'animo con cui avete iniziato la lettura, ahimé, questo post non ha svolto il suo compito.P.S.: la foto è un quadro di Matisse "Il sogno"P.S.2: avrete notato la mia incredibile abilità matematica. E' evidente che quel 6 in pagella è fatto proprio per me.