Non sono solito parlare di argomenti di attualità. Ma leggendo un articolo di Beppe Grillo, ho voluto esprimere un mio parere. Per dire che sono d'accordo. Leggendolo superficialmente, pare che questo articolo biasimi il Risorgimento. Io credo invece l'esatto contrario. Io credo che si rimpianga lo spirito che c'era. Sì, d'accordo, l'Italia, forse non c'è mai stata, sostanzialmente. Ma io non credo, non voglio credere, che tanti uomini siano morti così, tanto per un semplice sogno. Non credo che Garibaldi abbia dato un pugno di mosche a Teano, a Vittorio Emanuele II, il 26 ottobre 1860. Quel giorno, Garibaldi ha consegnato un sogno. Una utopia, nel senso letterale ("che non è in nessun luogo"). Che non c'è. E non credo che si possa di nuovo ri-costruire qualcosa che non c'è. L'Italia è una somma di ex-Stati. E' vero, Beppe. Questi ex- Stati, ora si chiamano Regioni. Ciascuno ha la sua. E delle altre se ne infischia. Lo Stato a Roma è un teatrino, e non so chi sia il burattinaio. Soluzioni? Sì, una. Mutare l'animo, non il cielo. Bisogna che cambino gli Italiani, non l'Italia. L'Italia, sulla carta c'è. C'è lo stato Italia, ma non la nazione Italia. E non ci sarà, finché non ci saranno gli Italiani.p.s.: l'articolo di cui parlo, è
questop.p.s.: l'immagine rappresenta l'incontro di Garibaldi e Vittorio Emanuele II