Oggi voglio parlarvi di un album. Del 2002. Di un gruppo forse non tra i più noti (certo non li vedrete al Festivalbar o agli MTV Music Awards), ma, a mio avviso, è uno dei migliori che abbiano mai calcato la scena musicale. E questo è il loro miglior prodotto. Di più uno dei migliori prodotti musicali della storia. E vi dirò il perché.Secondo Massimo Donà (che è stato recentemente qui a Vittorio Veneto e che ho avuto occasione di ascoltare e incontrare), la musica è un'arte che non deve avere significato. L'arte più immediata, e la più complessa. Che vuole trasmettere qualcosa senza significare qualcosa. La ricerca affannosa della totalità, che non può esser definita. Nell'insieme delle significazioni nascono i malintesi, le strumentalizzazioni. La musica non è questo. La musica non ha significato (lui dice che, per questo, la musica è innocente). E' componente dell'universo (si veda la musica celeste secondo Pitagora) inestinguibile. Platone definiva la filosofia "la musica più dolce". La musica è l'arte delle Muse, per etimologia. Quindi, in un certo senso, l'arte da cui bisogna partire per creare arte. Non significato, dunque. Nel 1975 i Pink Floyd pubblicarono un album, "Wish you were here", avvolto un un celofan nero. Molti venditori, credendo di fare un favore ai loro clienti, scartarono il cd e lo misero nelle vetrine con la copertina. I Pink Floyd volevano trasmettere un messaggio di vuoto, un messaggio che, paradossalmente, non è. Un non messaggio, per certi aspetti.Nel 2002 qualcuno ci è riuscito. Sì, i Sigur Ros. Con il loro album. Senza titolo, con tracce senza nome. Una copertina bianca, se non fosse per queste due curve, quasi due parentesi, all'interno delle quali pare racchiuso il tutto. E la musica, essenziale, senza testo (ossia con una lingua inventata). Un album non-album. Ufficialmente ha un titolo, "Brackets", e le canzoni hanno dei titoli che sono usati dai membri del gruppo. Ma, per l'ascoltatore, esiste solo la musica. La musica vera. Quelle delle Muse, senza cd, case discografiche, business. Musica. Espressione inespressiva dell'assoluto.