Smisurata preghiera

Interrogazioni sulla Verità


Recentemente, sono stato a "Pordenone legge". E ho presenziato a conferenze di grandi studiosi, quali Vincenzo Vitiello e Massimo Donà. I quali, più il primo del secondo, hanno sostenuto una bizzarra tesi: ossia che è meglio che il filosofo si faccia interrogare più che interrogare lui in prima persona. Ora, io sono ancora poco inesperto, ma ho dalla mia la passione ardente per questa disciplina, e questa, francamente, mi sembra una tesi per chi si è seduto su sé stesso e ha smesso di fare filosofia.Vitiello cita a sua difesa un passo evangelico, in cui Gesù chiede ai suoi discepoli: "Ma voi, chi credete che io sia?" (Mt 16, 15) sostenendo che è la Verità che si fa interrogare, chiedendosi cosa sia la Verità. Per questo, conclude, è migliore il filosofo che si fa interrogare rispetto a quello che interroga. A parte il fatto che le due cose non sono coerenti, a mio avviso, in quanto, nel caso in questione, è Gesù che interroga gli altri, secondo il metodo socratico. In secondo luogo, io, da buon eretico, non credo che Gesù sia la Verità. Magari è una verità, non la Verità. Perché, come obietta giustamente Maurizio Ferraris (presente anch'egli al dibattito con Vitiello), Gesù andava in giro a dire di essere il figlio di Dio e il re di Israele (cfr. l'episodio con Pilato: "Sei tu il re di Israele?" "Tu l'hai detto" [Mt 27,11]).Ora, ripeto, io non ho ancora le conoscenze adeguate. Ci sto lavorando. E non è detto che ci arrivi. Sono assolutamente certo, però, che non è facendomi interrogare che troverò le risposte. Troppo comodo sedersi e aspettare, La filosofia è ricerca, incessante domandare e domandarsi. Ma in prima persona, chiedendo all'altro, a sé stesso, a tutti. Ricercando. Sempre. Non accontentandosi delle mezze verità. Anche se, magari, alla Verità intera non si arriverà mai.