Da quanto avevo in mente di scrivere questo post? Questa idea mi ronzava in testa da un po', sì. Perché l'autunno (si legga qualche post sotto) è una stagione meravigliosa. Perché è associato a moltre altre cose meravigliose. Si ritrova un contatto umano profondo, e si ritrova un rapporto con quelli che Hadot chiamerebbe "gli esercizi spirituali". Bene, io sono convinto che viaggiare in treno colla pioggia leggendo Plotino sia un esercizio spirituale, dei migliori per giunta.
Perché il neoplatonismo è una continua ricerca di sé. "Il mondo è dentro di te, devi solo liberarti degli ostacoli che ti impediscono di vederlo" questo è ciò che Plotino ci dice. E' come una statua: bisogna solo togliere le parti in eccesso, levigare, rifinire. E rifinire significa anche armonizzare. Il dentro col fuori, il corpo coll'anima. Non è il corpo il problema, è l'attenzione che gli si dedica. E se leviamo tutto quello che c'è di troppo, ecco che vedremo la Bellezza. E di questo volevo parlare, della Bellezza. Perché, io credo, la natura la rivela solo ora. Ci ha lasciato la primavera e l'estate ad aspettare, si è mostrata superba e provocante, ma non bella. Era aggressiva e rapace. Ora, invece, smorzati i toni, riluce di una Bellezza quasi divina. Basta saperla cogliere. E poi, passato il giorno plumbeo, la notte. E col favore delle stelle, è un atto di vita uscire col freddo e dire "Sì, sono vivo". Perché è così. Noi facciamo parte di questo, volenti o nolenti. Dobbiamo solo scegliere se aderire, se rimanere ancorati al suolo oppure fuggire da soli verso il Solo (Enneadi, VI, 9, 50).