Chiedo scusa per il tonoi mistico-profetico che avrà questo post, sono in uno stato entusiastico (nel senso etimologico, c'è un qualche dio ora in me), non sono responsabile di ciò che scrivo. Io ho visto dove si nasconde la vita. Ho visto, e voglio rivelarlo anche a voi. Ho baciao le labbra della notte con lo stesso impeto con cui una valanga travolge un arbusto. Ho danzato sulle curve della strada come un agile antilope. Ho gridato alla luna con tutta la voce della mia gola, ho camminato al freddo pungente con la musica nelle orecchie e la vita nel petto. Ho rinunciato a una festa di falsi sorrisi e vuoti convenevoli, ho scelto una via non battuta. Ho passeggiato al freddo nella notte, col cappello e la borsa. E "Como estais amigos" nelle orecchie. Una di quelle canzoni che pare durino per sempre, e quando finiscono, ti lasciano vuoto. Ho cantato il ritornello, la luna come guida e le stelle come ascoltatori. "No more tears", non più lacrime, dovessimo vivere cento anni. In mezzo alla strada, con gli automobilisti, sfacciati, che pensavano fossi ubriaco. E in fondo lo ero, ma non di vino, di vita. Non ne ho mai abbastanza. Ne tracanno crateri interi, e ne voglio ancora, e ancora. Più ne bevo, più ne bramo. E ne ho bevuta molta questa sera. Io ho visto cos'è la vita vera, il sogno esistenziale, il dire di sì al mondo. Ho detto di no agli uomini, ho detto di sì alla notte. Che, ammiccante, non mi ha deluso. Che mi ha portato on a "Higway to Hell", nessuno mi rallenterà. Gli occhi dei vecchi ubriaconi addosso. Il loro rancore e perché no, la loro invidia. Non mi interessa. Io sono vivo, lo grido, che mi senta la città intera! Io sono vivo. O me, o vita! E sono le 23.33, e ho voglia di vita.P.S.: le canzoni citate nel post sono Como estais amigos, Iron Maiden, da "VIrtual XI", 1998 e Higway to Hell, AC/DC, da "Higway to Hell", 1979