Smisurata preghiera

Vivere forte


Non so chi mi abbia messo al mondo,né cosa sia il mondo, né cosa sia io stesso. Sono in un ignoranza spaventosa di tutto. Non so che cosa siano il mio corpo,i miei sensi,la mia anima e questa parte di me che pensa quel che dico,che medita sopra di tutto e sopra se stessa,e non conosce sé meglio del resto. Vedo quegli spaventosi spazi nell'universo,che mi rinchiudono; e mi trovo confinato in un angolo di quest’immensa distesa, senza sapere perchè sono collocato qui piuttosto che altrove, né perchè questo po’ di tempo che mi è dato da vivere mi sia assegnato in questo momento piuttosto che in un altro di tutta l'eternità che mi ha preceduto o di tutta quella che mi seguirò. Da ogni parte vedo soltanto infiniti, che mi assorbono come un atomo o come un'ombra che dura un istante,e scompare poi per sempre. Tutto quello che so è che debbo presto morire; ma quel che ignoro di più è, appunto questa stessa morte, che non posso evitare. (Pascal, Pensieri, 194)Che immensa verità. Ecco il problema primo del filosofare: il senso dell'esistenza. Punizione, casualità, volontà divina: cos'è la vita? Non lo so. Ho coltivato per tanto tempo l'illusione di poter avere delle risposte: più cerco, più rimango invischiato. E pure, sono ottimista. Ho voglia di indagare, di conoscere, di capire. Che ci faccio qui? Perché qui e perché ora? E chi sono io? E i miei simili? Troppe domande, troppe. Questo da solo è il problema dell'esistenza. Chi pensa ad altro, ha trascurato questa risposta: ma io non voglio transigere. Voglio cercare. Con l'altrui aiuto, voglio capire cosa faccio qui e in che modo posso, come dicono i Nomadi, vivere forte.