I sogni sono finestre aperte su un mare di illusioni (Jim Morrison)Nel post nr. 80 ho parlato un po' del sogno. Pensavo di aver esaurito l'argomento, che non ci fosse altro da dire. Sbagliavo. C'è molto altro da dire. Anche se temo di non avere le parole adatte.Ho letto quella frase che trovate in apertura, e ne sono rimasto fortemente colpito. Soprattutto per la parola illusione. Alcune delle parole più interessanti della nostra lingua nascono da latino ludus, gioco. Alludere, illudere, collusione, eludere, preludio, ... C'è una ragione per cui da una radice che sembra così insignificante.Il concetto di gioco è un perno della nostra esistenza, anche se non ce ne rendiamo conto. Esso è generalmente legato al mondo dell'infanzia (in greco, ad esempio, pais, fanciullo e paizein, giocare, hanno la stessa radice). L'idea che mi è subito venuta in mente, leggendo quell'illusione è quella del Dioniso fanciullo, riportato da Eraclito e poi da Nietzsche, nella Nascita della tragedia, che costruisce mucchi di sabbia e poi li distrugge... come in un'eterna danza ciclica. Fare e dis-fare. Ecco il divenire: il gioco di un bambino. L'eternità, diceva François Villon, è un bambino che piange e ride. Un bambino volubile, che cambia idea, prima si diverte, poi soffre. Ma tutto con estrema innocenza. Come quel Dioniso, che, fatto un mucchio, subito cambia idea. E questo gioco, questa danza cosmica, questo è ciò che avviene. Un gioco. Lo spirito Zen vuole puntare a questo, a farci vedere il mondo con gli occhi del bambino. Rosanna Campo, nell'introduzione a Poesie Zen (ed. Newton) traduce tutto ciò con un un'espressione inglese: absolute beginners. Principianti estremi. Così dovremmo essere, poeti alla prima poesia, pittori al primo quadro.Guardare il mondo come bimbi, con stupore, tamquam spectator novus, direbbe Seneca. Tutto come fosse la prima volta. Sempre. E il sogno? Cosa centra? Il sogno è una finestra aperta sul mare di illusioni, dice Jim Morrison. E cos'è il mare di illusioni se non il mondo? Questa distesa d'essere di cui non conosciamo la natura, che ci illude, ossia gioca con noi, come il bimbo colla sabbia. E se non nel sogno (vedi post nr. 80), dove si rivela a noi il mondo?